{"id":32630,"date":"2015-12-17T00:00:00","date_gmt":"2015-12-16T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/rotta-di-collisione-su-nord-stream-2\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:23","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:23","slug":"rotta-di-collisione-su-nord-stream-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/12\/rotta-di-collisione-su-nord-stream-2\/","title":{"rendered":"Rotta di collisione su Nord Stream-2"},"content":{"rendered":"<p>Il gas russo, d\u2019un tratto, infiamma la politica italiana. Il governo, infatti, si \u00e8 dichiarato pronto a bloccare l\u2019automatismo delle sanzioni europee nei confronti di Mosca alla luce dell\u2019accordo tra la russa Gazprom e un gruppo di compagnie energetiche europee &#8211; pienamente avallato dal governo tedesco &#8211; per l\u2019espansione del gasdotto baltico Nord Stream, trasformatosi in un fattore di forte tensione politica in ambito europeo.<\/p>\n<p>Al netto delle scrupolose verifiche sull\u2019iter regolatorio del progetto promesse da Bruxelles, l\u2019accordo russo-tedesco &#8211; per modi e tempi &#8211; rappresenta una sfida ai principi di unit\u00e0 e solidariet\u00e0 promossi negli ultimi mesi dalla Commissione europea, in particolare dal suo Vice Presidente Maros Sefcovic, attraverso il lancio dell\u2019Unione energetica.<\/p>\n<p><b>Tutti scontenti<\/b><br \/>L\u2019annuncio dell\u2019accordo tra Gazprom e le compagnie europee Basf, E.ON, Engie, Omv e Shell per la realizzazione di due nuove condotte del gasdotto Nord Stream ha creato parecchi malumori nelle capitali europee.<\/p>\n<p>I primi a reagire, a inizio settembre, sono stati i paesi dell\u2019Europa centro-orientale, guidati dalla Polonia, ipersensibili di fronte alle politiche energetiche russe e preoccupati dal rafforzamento del gi\u00e0 solido asse Mosca-Berlino sul fronte del gas.<\/p>\n<p>Di fatto, l\u2019espansione del gasdotto, in grado di assicurare ulteriori 55 miliardi di metri cubi (bcm) di gas russo sulle coste tedesche, non aggirerebbe soltanto l\u2019Ucraina, ma anche la Slovacchia e la Repubblica Ceca, preoccupate per la perdita delle rendite legate al transito del gas e per i possibili costi da pagare alla Germania.<\/p>\n<p>Nel 2019, infatti, andranno in scadenza i contratti di transito tra Gazprom e l\u2019ucraina Naftogaz, che potrebbero non essere rinnovati &#8211; come peraltro ripetutamente annunciato da Mosca &#8211; a favore del rafforzamento dell\u2019interconnessione con la Germania che, grazie a Nord Stream-2, si garantirebbe il monopolio sul flusso dei 110 bcm di gas che la Russia, ad oggi, vende sul continente europeo.<\/p>\n<p><b>L\u2019impatto per l\u2019Italia<\/b><br \/>La situazione non poteva passare inosservata nemmeno da noi, sebbene il nostro Paese si sia dimostrato pi\u00f9 lento nel reagire con decisione all\u2019iniziativa russo-tedesca. L\u2019Italia \u00e8 il secondo importatore di gas naturale russo (26 bcm nel 2014) dell\u2019Unione europea, Ue, alle spalle proprio della Germania. Il gas russo rappresenta circa la met\u00e0 delle importazioni nazionali, in un contesto in cui il gas &#8211; in generale &#8211; contribuisce a una fetta significativa della generazione elettrica italiana.<\/p>\n<p>Per un Paese manifatturiero come l\u2019Italia, la dipendenza economico-industriale dal gas naturale &#8211; in particolare da quello russo &#8211; spiega la necessit\u00e0 di mantenere stabili relazioni energetiche con Mosca, nonch\u00e9 quella di garantire una rotta meridionale sicura e competitiva per il suo gas.<\/p>\n<p>Tuttavia, prima la sospensione del progetto South Stream su pressioni della Commissione europea e poi le crescenti <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3239\" target= \"blank\"><b><u>tensioni tra Russia e Turchia <\/u><\/b><\/a> &#8211; per qualche mese candidata ideale per il trasporto del gas russo in Europa meridionale &#8211; non hanno certamente giocato a favore della strategia energetica italiana.<\/p>\n<p>In questo contesto, l\u2019unilateralismo energetico tedesco non pu\u00f2 lasciare completamente tranquilla l\u2019Italia che in caso di realizzazione del gasdotto vedrebbe passare quasi il 50% delle sue forniture estere di gas (con i relativi costi di transito) per il territorio di un competitor commerciale come la Germania. Il cui governo, soprattutto quando si tratta della tutela degli interessi economici nazionali, ha dato modo di dimostrare di non essere particolarmente orientato alla collaborazione intra-europea.<\/p>\n<p><b>Verifiche europee<\/b><br \/>La mossa di Berlino, in questo senso, \u00e8 riuscita a far convergere posizioni particolarmente distanti in materia di strategia europea verso la Russia. Sia l\u2019Italia che i paesi dell\u2019Europa centro-orientale stanno infatti facendo fronte comune nel sollecitare la Commissione a verificare con attenzione l\u2019accettabilit\u00e0 del progetto Nord Stream-2 rispetto al Terzo Pacchetto Energetico, applicato con grande zelo da Bruxelles nel caso di South Stream.<\/p>\n<p>La reazione delle istituzioni europee non ha tardato ad arrivare. La necessit\u00e0 di procedere a un attento percorso di valutazione della regolarit\u00e0 del progetto \u00e8 stata sottolineata pi\u00f9 volte dal Commissario per l\u2019Energia e il Clima Miguel Arias Canete, nonch\u00e9 dal Vice Presidente per l\u2019Unione energetica Sefcovic che ha rimarcato la linea decisa, anche se non dura, della Commissione, anche durante la sua <a href = \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3259\" target= \"blank\"><b><u> visita a Roma<\/u><\/b><\/a> di inizio dicembre.<\/p>\n<p>Il modo con cui \u00e8 stata promossa l\u2019espansione di Nord Stream-2 non rappresenta certamente un incipit esemplare per l\u2019Unione energetica, attraverso la quale l\u2019Ue sta cercando di dotarsi di efficaci meccanismi di solidariet\u00e0 e condivisione delle informazioni, nonch\u00e9 di una capacit\u00e0 di azione diplomatica in materia energetica, nell\u2019ambito di una politica (potenzialmente) sempre pi\u00f9 integrata e coesa. Alla luce dalle mosse unilaterali di Berlino verso Mosca, questa non pu\u00f2 dirsi di certo tale.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il gas russo, d\u2019un tratto, infiamma la politica italiana. 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