{"id":32680,"date":"2015-12-21T00:00:00","date_gmt":"2015-12-20T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/cop21-la-risposta-dei-colossi-italiani\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:22","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:22","slug":"cop21-la-risposta-dei-colossi-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/12\/cop21-la-risposta-dei-colossi-italiani\/","title":{"rendered":"COP21, la risposta dei colossi italiani"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Oggi celebriamo, domani dovremo agire&#8221; questo il commento con il quale il commissario europeo per l&#8217;azione per il clima e l&#8217;energia, Miguel Arias Ca\u00f1ete, ha chiuso la Conferenza sul Clima di Parigi, COP21.<\/p>\n<p>Uno dei messaggi chiave trasmessi dalla COP21 \u00e8 che il valore principale dell\u2019accordo firmato non \u00e8 nelle misure che praticamente propone, quanto nel quadro politico e di investimenti che prospetta. Il suo successo dipender\u00e0 principalmente tanto dalla convenienza economica di questi, quanto dalla seriet\u00e0 degli stati membri Onu nel rispettare gli impegni presi.<\/p>\n<p><b>Accordo ambizioso, ma poco vincolante<\/b><br \/>La definizione stessa dell\u2019Accordo di Parigi ha visto Ue ed Italia coinvolte attivamente per il raggiungimento della firma, ottenuta in termini significativamente vicini alle aspettative. <\/p>\n<p>L\u2019accordo finale \u00e8 un ibrido che contiene in parte aspetti legalmente vincolanti, come nella proposta Ue, e in parte non, per evitare di scontrarsi con lo scoglio della ratifica da parte del Senato Usa a maggioranza repubblicana. <\/p>\n<p>Una soluzione che va d\u2019accordo con i quattro obiettivi principali della <i>High Ambition Coalition<\/i> (una coalizione formata segretamente sei mesi fa da oltre 100 paesi, tra cui 79 africani, caraibici e del Pacifico, gli Stati Uniti e gli stati membri dell\u2019Ue): l\u2019ottenimento di un accordo legalmente vincolante; un obiettivo di lungo termine in accordo con il quadro scientifico; una revisione degli obiettivi nazionali ogni cinque anni e un sistema per tracciare il progresso dei singoli stati nel raggiungimento di questi. Misure, queste ultime, confermate nella versione finale dell\u2019Accordo e valide &#8211; nonostante l\u2019opposizione di Cina ed India &#8211; dal 2023. <\/p>\n<p>L\u2019Ue e, in generale, la <i>High Ambition Coalition<\/i>, sono poi riuscite nel difficile compito di portare il livello di ambizione dell\u2019accordo oltre la limitazione dell\u2019innalzamento delle temperature a 2 gradi, introducendo un riferimento al limite di 1,5 gradi che ridurrebbe significativamente il rischio per le zone pi\u00f9 vulnerabili, come le isole.<\/p>\n<p>Nonostante il risultato sostanzialmente positivo, l\u2019Accordo di Parigi ha diversi punti deboli. L\u2019alternanza vincolante\/non vincolante potrebbe minare la sua forza, in particolare a proposito dell\u2019impegno nazionale verso il fondo da 100 miliardi, gi\u00e0 firmato a Durbam, ma a cui Obama per primo aveva negato sostegno.<\/p>\n<p>Generico poi il richiamo alla finanza a sostegno della lotta al cambiamento climatico. I combustibili fossili non vengono mai nominati e le rinnovabili solo una volta. Simile la dicitura sul picco di emissioni che dovr\u00e0 essere raggiunto \u201cappena possibile\u201d. <\/p>\n<p>Senza contare poi la mancanza di un meccanismo o un\u2019istituzione a garanzia del rispetto dell\u2019accordo, o la definizione delle conseguenze in caso di violazione.<\/p>\n<p><b>La svolta green di Enel ed Eni<\/b><br \/>Rinnovabili e gas ricevono una spinta positiva dall\u2019accordo, come risultato dell\u2019incoraggiamento alle tecnologie verdi per le quali, ad esempio, Goldman Sachs ha promesso una quadruplicazione del proprio budget in risposta del risultato della COP21. <\/p>\n<p>Un andamento in linea con diverse scelte del settore privato, come quella storica di <a href= \"http:\/\/www.ft.com\/cms\/s\/9c358caa-78cf-11e4-b518-00144feabdc0,Authorised=false.html?siteedition=uk&#038;_i_location=http%3A%2F%2Fwww.ft.com%2Fcms%2Fs%2F0%2F9c358caa-78cf-11e4-b518-00144feabdc0.html%3Fsiteedition%3Duk&#038;_i_referer=&#038;classification=conditional_standard&#038;iab=barrier-app#axzz3ux8RIgpt\" target= \"blank\"><b><u>E.ON<\/u><\/b><\/a> di disinvestire completamente dai combustibili fossili. Simili le mosse di Enel ed Eni. <\/p>\n<p>La prima \u00e8 da tempo impegnata in una svolta <i>green<\/i>, confermata in particolare dal <a href= \"http:\/\/www.lamiafinanza.it\/news\/1013-sotto-la-lente\/39752-enel-svolta-green-e-investimenti\" target= \"blank\"><b><u>piano<\/u><\/b><\/a> per il 2019 che prevede una crescita degli investimenti da 2,7 a 17 miliardi, di cui oltre la met\u00e0 destinata alle rinnovabili, e dalla recente <a href= \"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/finanza-e-mercati\/2015-11-18\/enel-via-libera-cda-progetto-integrazione-enel-green-power-081308.shtml?uuid=ACBC7QcB\" target= \"blank\"><b><u>decisione <\/u><\/b><\/a> di integrare Enel Green Power(EGP) in Enel. <\/p>\n<p>Allo stesso modo Eni ha annunciato la creazione di una direzione separata \u201cEnergy Solutions\u201d, con un forte focus sulla riduzione delle emissioni di CO2. Una posizione coerente con la <a href= \"http:\/\/www.bp.com\/en\/global\/corporate\/press\/press-releases\/oil-and-gas-ceos-jointly-declare-action-on-climate-change.html\" target= \"blank\"><b><u>lettera<\/u><\/b><\/a> firmata da questa e altre 9 compagnie petrolifere, tra cui BP e Shell, per proporre soluzioni contro il cambiamento climatico, e in cui gas, Carbon Capture and Storage (CCS), efficienza energetica e un maggiore accesso della popolazione mondiale all\u2019energia hanno un ruolo chiave.<\/p>\n<p><b>Gas, combustibile di transizione<\/b><br \/>La posizione dell\u2019Italia e delle compagnie italiane assume in questo senso una valenza particolarmente rilevante anche a livello internazionale, come confermato anche dai 13 milioni gi\u00e0 <a href= \"http:\/\/www.rainews.it\/dl\/rainews\/articoli\/Cop21-Verso-un-accordo-sul-clima-Italia-stanzia-13-milioni-per-l-Africa-5879707a-2675-4f1e-9a40-442f33b4ef4e.html?refresh_ce\" target= \"blank\"><b><u>stanziati<\/u><\/b><\/a> per lo sviluppo delle rinnovabili e l\u2019azione sul clima nei confronti degli Stati africani. <\/p>\n<p>Il ruolo potenziale del gas come combustibile di transizione, soprattutto per il <i>phase out <\/i>del carbone e per garantire maggiore accesso all\u2019elettricit\u00e0 nell\u2019Africa Subsahariana, contribuisce all\u2019importanza delle scoperte Eni, tra gli altri, in Egitto (nel giacimento di gas Zohr) e in Angola.<\/p>\n<p>Il know-how di compagnie come Egp e Italgen rappresenta una risorsa particolarmente importante sia per il Nord Africa, dove queste possono essere una valida soluzione alla crescente domanda energetica di Paesi come Egitto e Algeria, che per l\u2019Africa Subsahariana, dove soluzioni come quelle delle <i>mini-grid <\/i>(interconnessione elettrica tramite mini reti locali) possono garantire l\u2019accesso all\u2019energia a popolazioni sparse sul territorio e per cui la connessione elettrica tradizionale potrebbe essere troppo costosa. <\/p>\n<p><b>Strategia energetica nazionale da affinare<\/b><br \/>Sono fattori questi che pongono l\u2019Italia in una posizione strategica per il post COP21, considerando anche le sue potenzialit\u00e0, come hub del gas mediterraneo ancora largamente inespresse, ma che richiedono un affinamento della strategia italiana. Il focus sull\u2019attivit\u00e0 estrattiva espresso dalla Strategia energetica nazionale \u00e8, in questo senso, poco compatibile con i risultati della COP21. <\/p>\n<p>Allo stesso modo, maggiore coerenza \u00e8 richiesta riguardo alle risorse rinnovabili che hanno sub\u00ecto una battuta d\u2019arresto nel Paese a fronte di una riduzione del sostegno statale: come<a href= \"http:\/\/www.legambiente.it\/sites\/default\/files\/docs\/dossier_stopallerinnovabiliinitalia2015.pdf\" target= \"blank\"><b><u>riporta<\/u><\/b><\/a> Legambiente, gli incentivi in conto energia per il solare fotovoltaico sono stati cancellati nel 2013 e sono <a href= \"http:\/\/www.legambiente.it\/sites\/default\/files\/docs\/eolico_off-shore_dossier2015.pdf\" target= \"blank\"><b><u>15<\/u><\/b><\/a> i progetti per l\u2019eolico off-shore bloccati da anni. Un quadro che ha ridotto le installazioni da 10.663 MW nel 2011 a 733 nel 2014.<\/p>\n<p>Il tutto con ancora 14,7 miliardi di euro spesi in <a href= \"http:\/\/www.qualenergia.it\/articoli\/20151207-legambiente-italia-147-miliardi-all-anno-di-sussidi-alle-fossili\" target= \"blank\"><b><u>sussidi<\/u><\/b><\/a> ai combustibili fossili nel 2014.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Oggi celebriamo, domani dovremo agire&#8221; questo il commento con il quale il commissario europeo per l&#8217;azione per il clima e l&#8217;energia, Miguel Arias Ca\u00f1ete, ha chiuso la Conferenza sul Clima di Parigi, COP21. 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