{"id":32720,"date":"2015-12-26T00:00:00","date_gmt":"2015-12-25T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/bruxelles-rimanda-litalia-a-primavera\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:20","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:20","slug":"bruxelles-rimanda-litalia-a-primavera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/12\/bruxelles-rimanda-litalia-a-primavera\/","title":{"rendered":"Bruxelles rimanda l&#8217;Italia a primavera"},"content":{"rendered":"<p>La legge di stabilit\u00e0 italiana \u00e8 a \u201crischio di non conformit\u00e0 con il patto di stabilit\u00e0 e crescita\u201d questa la conclusione dell\u2019analisi effettuata dalla Commissione europea. <\/p>\n<p>Il giudizio definitivo \u00e8, per\u00f2, rinviato alla prossima primavera, in attesa di un esame pi\u00f9 approfondito. Ci sono essenzialmente tre motivi per cui l\u2019Italia, insieme all\u2019Austria e alla Lituania, \u00e8 stata inserita nella categoria di \u201crischio di non conformit\u00e0&#8221;, dietro a otto paesi (su dodici che rispettano il criterio del 3 per cento) considerati conformi o ampiamente conformi.<\/p>\n<p><b>L\u2019Italia e la flessibilit\u00e0 di bilancio<\/b><br \/>In primo luogo, il disavanzo nel 2016 (2,4% del Pil con le spese per la sicurezza e per la cultura) \u00e8 superiore alla previsione dell\u20191,8% del programma di stabilit\u00e0 presentato in aprile. In secondo luogo, il disavanzo strutturale, ossia il saldo nominale al netto della variazione ciclica e delle misure una-tantum, aumenta di mezzo punto percentuale rispetto allo scorso anno. <\/p>\n<p>In base alle regole, il governo avrebbe dovuto prevedere un taglio &#8211; e non un incremento &#8211; del disavanzo strutturale dell\u2019ordine dello 0,1% del Pil. Deviazioni dal percorso di aggiustamento dei conti sono, tuttavia, possibili solo se previste dalle linee guida sulle clausole di flessibilit\u00e0 pubblicate a inizio anno. <\/p>\n<p>E qui si arriva al terzo punto. L\u2019eleggibilit\u00e0 alle suddette clausole dipende dall\u2019impatto che la maggiore spesa finanziata in disavanzo ha sul Pil potenziale e sulle finanze pubbliche. Per l\u2019Italia, questo impatto \u00e8 ancora da valutare. <\/p>\n<p>L\u2019Italia, ad oggi, \u00e8 il paese che ha fatto maggiore ricorso alla flessibilit\u00e0 di bilancio. Dopo aver ottenuto margini pari allo 0,4% del Pil, il governo ha chiesto ulteriori spazi di manovra da giustificare attraverso la clausola delle riforme (0,1% del Pil, pari a circa 1.6 miliardi di euro), quella degli investimenti (0,3 per cento del Pil pari a 3.6 miliardi di euro) ed, infine, quella degli \u201ceventi eccezionali\u201d, ribattezzata clausola \u201csicurezza\u201d (circa due miliardi e mezzo di euro di spesa aggiuntiva). <\/p>\n<p><b>Le verifiche della Commissione<\/b><br \/>Prima di dare il via libera, la Commissione vuole, per\u00f2, verificare quali nuove riforme &#8211; in aggiunta a quelle per cui \u00e8 gi\u00e0 stata attivata la clausola delle riforme nel luglio scorso -, il governo intenda realizzare e il loro effetto. <\/p>\n<p>Per quanto riguarda la riforma della Pubblica amministrazione, in particolare, bisogner\u00e0 aspettare i decreti attuativi. Anche perch\u00e9 non sono ancora stati definiti obiettivi quantitativi per i risparmi di spesa, non essendo la riforma stata collegata alla<i> spending review<\/i>. <\/p>\n<p>L\u2019esecutivo europeo vuole, inoltre, appurare l\u2019effettivo incremento degli investimenti pubblici: i numeri forniti sembrano, infatti, indicare che la percentuale di investimenti fissi lordi per il 2016 dovrebbe rimanere pressoch\u00e9 invariata rispetto al 2015 (2,3% del Pil). <\/p>\n<p>Per la Commissione, poi, una manovra per due terzi finanziata in disavanzo comporta dei rischi da non sottovalutare, soprattutto per il biennio 2017-2018: maggiore \u00e8 il disavanzo consentito nel 2016, maggiore dovr\u00e0 essere la correzione successiva per riprendere il processo di convergenza verso l\u2019obiettivo di medio termine. <\/p>\n<p>Nel 2017 saranno esauriti tutti i margini di flessibilit\u00e0 e, pertanto, dovr\u00e0 essere implementato un taglio del disavanzo strutturale pari ad almeno lo 0,5% del Pil. Inoltre, il governo dovr\u00e0 provvedere a disinnescare le clausole di salvaguardia rimaste in vigore per circa una trentina di miliardi di euro: per ora sono state cancellate solo quelle relative al 2016 (16 miliardi di euro). <\/p>\n<p>A conti fatti, si tratta di un intervento fiscale di entit\u00e0 notevole che, con ogni probabilit\u00e0, avverr\u00e0 in una fase di rallentamento dell\u2019economia globale e, quindi, anche di quella europea.<\/p>\n<p><b>L\u2019Italia rimanda l\u2019aggiustamento<\/b><br \/>In sostanza, rimandando l\u2019aggiustamento all\u2019anno prossimo, l\u2019Italia si potrebbe trovare nella situazione di dover attuare una politica fiscale molto restrittiva che vanificherebbe l\u2019effetto espansivo di quest\u2019anno. Un effetto espansivo che rimane, comunque, tutto da verificare. Gi\u00e0 pi\u00f9 volte, in passato, l\u2019economia italiana ha dimostrato di non rispondere allo stimolo fiscale, soprattutto in assenza di coperture chiare. <\/p>\n<p>E l\u2019impatto complessivo si \u00e8 tradotto in successivi incrementi del debito pubblico. Ecco perch\u00e9, dal punto di vista della Commissione, l\u2019impianto della legge di stabilit\u00e0 italiana, che si basa principalmente sull\u2019equazione \u201cpi\u00f9 spesa pubblica finanziata in disavanzo-pi\u00f9 crescita\u201d viene considerato a rischio. <\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La legge di stabilit\u00e0 italiana \u00e8 a \u201crischio di non conformit\u00e0 con il patto di stabilit\u00e0 e crescita\u201d questa la conclusione dell\u2019analisi effettuata dalla Commissione europea. Il giudizio definitivo \u00e8, per\u00f2, rinviato alla prossima primavera, in attesa di un esame pi\u00f9 approfondito. 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