{"id":32740,"date":"2015-12-28T00:00:00","date_gmt":"2015-12-27T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-vero-negoziato-non-e-con-cameron\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:19","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:19","slug":"il-vero-negoziato-non-e-con-cameron","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/12\/il-vero-negoziato-non-e-con-cameron\/","title":{"rendered":"Il vero negoziato non \u00e8 con Cameron"},"content":{"rendered":"<p>Pessimo fine d\u2019anno per i nostri rapporti con l\u2019Unione europea, Ue, e la Germania. Non si ricordano periodi altrettanto tesi e recriminazioni cos\u00ec violente su entrambi i fronti. <\/p>\n<p>La querelle fra Roma e Bruxelles sulle modalit\u00e0 di salvataggio delle nostre quattro banche e la quasi contemporanea lista di accuse di Matteo Renzi nei confronti della cancelliera tedesca hanno creato negli ambienti tradizionalmente europeisti del nostro Paese un senso di disagio e scetticismo. <\/p>\n<p>Due pilastri della politica estera dell\u2019Italia, Ue e Germania, vengono messi in questione non solo su una serie di fatti concreti, ma anche sulla visione strategica dell\u2019orientamento da dare all\u2019integrazione europea.<\/p>\n<p><b>Scontro Renzi\u2013Merkel<\/b><br \/>Diciamo subito che per quanto riguarda i nostri dissapori con la Germania si ha la netta sensazione che l\u2019atteggiamento di sfida di Renzi sia rivolto pi\u00f9 all\u2019opinione pubblica interna che al resto dell\u2019Ue. <\/p>\n<p>Se non fosse stato per una recente intervista del nostro premier al <i>Financial Time<\/i>, pochi in Europa si sarebbero in effetti accorti dei supposti contrasti Renzi-Merkel in seno all\u2019ultimo Consiglio europeo dell\u2019anno. <\/p>\n<p>Ma a parte l\u2019amara considerazione del sempre scarso peso dell\u2019Italia negli organismi comunitari, a cominciare dallo stesso Consiglio europeo, non vi \u00e8 dubbio che il clima dei nostri rapporti con Berlino abbia sub\u00ecto un inaspettato peggioramento. Con l\u2019inizio dell\u2019anno \u00e8 probabile che interverr\u00e0 un chiarimento diretto fra i due leader e che i dissapori in parte rientrino. Tuttavia sarebbe bene riflettere a fondo sui nodi strutturali che sono all\u2019origine dello scontro, o del quasi scontro, in atto.<\/p>\n<p>Va innanzitutto precisato che lo stretto rapporto Roma-Berlino \u00e8 stato quasi sempre legato al tema dell\u2019Ue e ai suoi sviluppi, in genere positivi. Al di l\u00e0 quindi degli ottimi legami commerciali ed economici e degli interessi reciproci, la visione strategica dei due paesi sulla necessit\u00e0 di costruire una pi\u00f9 forte Unione \u00e8 stata quasi sempre condivisa.<\/p>\n<p>Il ruolo dell\u2019Italia si \u00e8 caratterizzato nell\u2019offrire il proprio sostegno alle iniziative di sviluppo dell\u2019integrazione europea, a cominciare dall\u2019Euro, che originavano da quello che veniva considerato il \u201cmotore\u201d dell\u2019Europa: l\u2019accordo fra Francia e Germania. <\/p>\n<p>Oggi, tuttavia, al di l\u00e0 del conflitto su interessi concreti, dai rapporti con Mosca alla politica energetica, il rapporto fra Roma e Berlino all\u2019interno dell\u2019Ue sconta due grandi debolezze strutturali.<\/p>\n<p><b>Tandem franco-tedesco sbilanciato<\/b><br \/>La prima \u00e8 che si assiste al progressivo, inarrestabile indebolimento proprio del \u201cmotore\u201d, con una Francia sempre pi\u00f9 ripiegata su s\u00e9 stessa e priva di quello spirito europeo che in alcune stagioni della sua storia politica l\u2019avevano aiutata a superare il suo connaturato nazionalismo. Il tandem franco-tedesco \u00e8 ormai completamente sbilanciato ed \u00e8 solo l\u2019agenda di Berlino a dettare il cammino dell\u2019Ue.<\/p>\n<p><b>Sempre pi\u00f9 potere al Consiglio europeo <\/b><br \/>Qui si manifesta il secondo elemento di debolezza strutturale che incrina i rapporti fra Roma e Berlino. Si tratta della degenerazione del sistema decisionale comunitario, cio\u00e8 il radicale spostamento dell\u2019esercizio del potere nella direzione del Consiglio europeo, quale supremo organo dell\u2019Ue. <\/p>\n<p>\u00c8 infatti evidente che all\u2019interno di un collegio dove vale la regola del consenso, alla fine a prevalere \u00e8 la volont\u00e0 del Paese pi\u00f9 forte ed autorevole. Di qui l\u2019accusa di un\u2019Unione sempre pi\u00f9 \u201ctedesca\u201d. <\/p>\n<p>Non \u00e8 per\u00f2 certo Angela Merkel ad averla plasmata cos\u00ec: la responsabilit\u00e0 va fatta risalire a tutti i 28 membri dell\u2019Ue, Italia compresa, che con l\u2019accettazione del Trattato di Lisbona e delle ulteriori modifiche originate dalla gestione della crisi dell\u2019Euro hanno finito con il rafforzare un sistema di \u201cgovernance\u201d prettamente intergovernativo. <\/p>\n<p>Se quindi si vuole attaccare la cancelliera su questo evidente sbilanciamento decisionale, bisogna anche essere pronti a proporre delle riforme coraggiose dell\u2019assetto comunitario.<\/p>\n<p><b>Lettera Gentiloni-Hammond<\/b><br \/>Se questo deve essere l\u2019obiettivo di un percorso politico volto a salvare l\u2019Ue non si pu\u00f2 per\u00f2 prescindere da una forte alleanza con Berlino. Non \u00e8 certo strizzando l\u2019occhiolino a Londra sul tema del rinegoziato con l\u2019Ue che si controbilancia la forza di Berlino. <\/p>\n<p>La lettera congiunta Gentiloni-Hammond pu\u00f2 essere una cortese mossa nei confronti del governo di Sua Maest\u00e0, ma non sposta di un millimetro la questione centrale del nostro rapporto con Berlino che continua a rimanere decisivo per il futuro dell\u2019Ue e degli interessi italiani in essa. <\/p>\n<p>Da Londra non abbiamo mai ricevuto n\u00e9 sostegni n\u00e9 vantaggi, anzi. Per Renzi e per l\u2019Italia \u00e8 quindi opportuno non giocare sullo scacchiere europeo spostandoci senza reale necessit\u00e0 da una capitale all\u2019altra, ma piuttosto chiarire onestamente il contenzioso con Berlino e costruire quindi una rinnovata, visionaria alleanza con la Germania per bloccare la deriva verso una progressiva frammentazione dell\u2019Ue.<\/p>\n<p>Non perdiamo quindi tempo a fare i primi della classe nel negoziato con David Cameron che da solo \u00e8 andato a infilarsi nel vicolo cieco del referendum sull\u2019Ue. Concentriamoci su ci\u00f2 che \u00e8 utile per noi, ricordando che all\u2019Italia conviene un\u2019Ue pi\u00f9 integrata e democratica. Obiettivo che si pu\u00f2 raggiungere solo con il convinto appoggio di Berlino.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pessimo fine d\u2019anno per i nostri rapporti con l\u2019Unione europea, Ue, e la Germania. 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