{"id":32820,"date":"2016-01-06T00:00:00","date_gmt":"2016-01-05T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/sanzioni-alla-russia-una-chance-per-litalia\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:18","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:18","slug":"sanzioni-alla-russia-una-chance-per-litalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/01\/sanzioni-alla-russia-una-chance-per-litalia\/","title":{"rendered":"Sanzioni alla Russia: una chance per l\u2019Italia?"},"content":{"rendered":"<p>La recente decisione del Consiglio dell\u2019Unione Europea (Ue) di <a href= \"http:\/\/www.consilium.europa.eu\/press-releases-pdf\/2015\/12\/40802207610_en_635863055400000000.pdf\" target= \"blank\"><b><u>estendere le sanzioni<\/u><\/b><\/a> nei confronti della Russia fino al 31 luglio a seguito del mancato raggiungimento degli obiettivi degli <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2967\" target= \"blank\"><b><u> accordi di Minsk<\/u><\/b><\/a> non \u00e8 andata liscia come previsto. <\/p>\n<p>Durante una precedente riunione del Comitato dei Rappresentanti Permanenti (Coreper), l\u2019Italia ha infatti chiesto di avviare una \u201cdiscussione politica\u201d sull\u2019efficacia delle sanzioni nei prossimi mesi.<\/p>\n<p><b>Un difficile equilibrio<\/b><br \/>L\u2019atteggiamento italiano non ha stupito. Le relazioni tra Roma e Mosca nel periodo post-guerra fredda sono sempre state contraddistinte da un notevole realismo, dettato principalmente da ragioni economiche visto che l\u2019Italia \u00e8 il secondo partner commerciale della Russia in Europa dopo la Germania. <\/p>\n<p>I governi nazionali hanno sempre cercato di trovare un difficile equilibrio tra Mosca e i partner euro-atlantici, attirandosi spesso le accuse di \u201cfilo-russismo\u201d, come avvenuto per la nomina di <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2739\" target= \"blank\"><b><u>Federica Mogherini<\/u><\/b><\/a> nel 2014. <\/p>\n<p>Da una parte, il Premier Matteo Renzi ha mantenuto una posizione accomodante verso il Cremlino, come si evince dai tanti avvenimenti degli ultimi mesi: dal programma per la Presidenza Italiana del Consiglio dell\u2019Ue, all\u2019invito a Putin a partecipare al Forum Asem nel 2014, per non parlare poi del famoso <a href= \"http:\/\/www.forumverona.com\/it\/\" target= \"blank\"><b><u> Forum Eurasiatico<\/u><\/b><\/a> e dei richiami a un maggiore coinvolgimento della Russia nella lotta contro l\u2019autoproclamatosi \u201cstato islamico\u201d. <\/p>\n<p>Dall\u2019altra parte l\u2019Italia non ha smesso di giocare un ruolo importante sul piano transatlantico, come dimostrato dall\u2019importante contributo dato a diverse <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3266\" target= \"blank\"><b><u> missioni internazionali<\/u><\/b><\/a>, o al recente <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3234\" target= \"blank\"><b><u> impegno in Siria e Iraq<\/u><\/b><\/a>. <\/p>\n<p><b>Gli effetti delle sanzioni<\/b><br \/>La scelta del governo \u00e8 stata senza dubbio dettata da forti pressioni interne, provenienti sia dal settore agro-alimentare e industriale, sia dalle forze politiche dell\u2019opposizione, che continuano a richiedere a gran voce la revoca delle sanzioni a Mosca. <\/p>\n<p>\u00c8 tuttavia ancora difficile analizzare l\u2019impatto di queste misure sull\u2019economia nazionale. Se da una parte \u00e8 facile individuarne gli effetti diretti (ad esempio osservando l\u2019andamento dell\u2019interscambio commerciale), assai meno semplice risulta invece la misurazione degli effetti indiretti. Inoltre non \u00e8 da escludere che molte aziende siano riuscite ad attenuare le loro perdite re-indirizzando le vendite su altri mercati. <\/p>\n<p>Appare pertanto difficile riconciliare le due posizioni emerse nel dibattito sulle sanzioni alla Russia. Da un lato molti attori politici ed economici puntano il dito contro la forte contrazione dell\u2019interscambio con Mosca registrata negli ultimi mesi (<a href= \"http:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/177042\" target= \"blank\"><b><u> -25.9 per cento<\/u><\/b><\/a> tra gennaio e novembre 2015 rispetto al 2014). <\/p>\n<p>Il settore che sta soffrendo maggiormente gli effetti di sanzioni dell\u2019Ue e contro-sanzioni russe \u00e8 senza dubbio l\u2019agro-alimentare e la Coldiretti e l\u2019Ice stimano in <a href= \"http:\/\/www.ice.gov.it\/paesi\/europa\/russia\/Misure_restrittive_Russia_Sanzioni_UE.pdf\" target= \"blank\"><b><u> 250 milioni di euro<\/u><\/b><\/a> le perdite per questo comparto dell\u2019economia nazionale tra effetti diretti e indiretti. <\/p>\n<p>Dall\u2019altro lato la <a href= \"https:\/\/www.bancaditalia.it\/pubblicazioni\/relazione-annuale\/2014\/rel_2014.pdf\" target= \"blank\"><b><u> Banca d\u2019Italia<\/u><\/b><\/a> ha sostenuto posizioni pi\u00f9 mitigate, affermando che le sanzioni nei confronti della Russia avranno un effetto limitato per la crescita dell\u2019economia nazionale. <\/p>\n<p>Come emerge inoltre da uno <a href= \"http:\/\/www.europarl.europa.eu\/RegData\/etudes\/BRIE\/2015\/569020\/EPRS_BRI(2015)569020_EN.pdf\" target= \"blank\"><b><u> studio <\/u><\/b><\/a> del Parlamento europeo, il crollo dell\u2019interscambio a livello europeo \u00e8 imputabile anche alla <a href= \"http:\/\/www.martenscentre.eu\/sites\/default\/files\/publication-files\/russia-economic-crisis-ussr-collapse.pdf\" target= \"blank\"><b><u> forte recessione<\/u><\/b><\/a> interna al Paese, i cui sintomi erano evidenti gi\u00e0 prima della crisi in Ucraina.<\/p>\n<p>Il Pil in caduta libera (-3.7 per cento nel 2015) unito a una notevole riduzione del potere d\u2019acquisto dei cittadini per effetto di un\u2019elevata inflazione (13 per cento) e di un rublo fortemente svalutato, hanno infatti comportato una drastica riduzione della domanda interna e quindi delle importazioni. In questo contesto, la riduzione dell\u2019interscambio commerciale sarebbe dunque legata ad un complessivo deterioramento delle relazioni economiche tra Ue e Mosca. <\/p>\n<p><b>Italia alla ricerca di una strategia pi\u00f9 efficace<\/b><br \/>I prossimi mesi saranno cruciali per l\u2019Italia per elaborare una strategia pi\u00f9 efficace di quella attuale. L\u2019azione diplomatica del nostro paese dovrebbe seguire due direzioni. In primis \u00e8 necessario portare a compimento le clausole degli accordi di Minsk, condizione imprescindibile per riprendere un dialogo costruttivo con il Cremlino ed evitare di estendere le misure restrittive dal prossimo agosto. <\/p>\n<p>In secondo luogo, l\u2019Italia non deve isolarsi troppo a livello europeo provocando uno strappo brusco con gli altri stati membri sul tema delle sanzioni. Il Governo dovrebbe piuttosto fare squadra con quei Paesi che hanno pagato di pi\u00f9 finora e che sono maggiormente esposti a un ulteriore tracollo delle relazioni commerciali con Mosca.<\/p>\n<p>In questo contesto, una chance potrebbe essere fornita dai recenti malumori emersi in merito all\u2019accordo tra Gazprom e un gruppo di compagnie energetiche europee per l\u2019espansione del gasdotto <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3263\" target= \"blank\"><b><u> North Stream<\/u><\/b><\/a> che rischia di minare i progetti di Unione energetica. L\u2019Italia pu\u00f2 e deve usare questa carta non solo per dimostrare che la politica di due pesi e due misure non fa che minare la coesione europea ma soprattutto per evitare un pericoloso e improduttivo isolamento dai tavoli decisionali. <\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La recente decisione del Consiglio dell\u2019Unione Europea (Ue) di estendere le sanzioni nei confronti della Russia fino al 31 luglio a seguito del mancato raggiungimento degli obiettivi degli accordi di Minsk non \u00e8 andata liscia come previsto. Durante una precedente riunione del Comitato dei Rappresentanti Permanenti (Coreper), l\u2019Italia ha infatti chiesto di avviare una \u201cdiscussione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[78,96,108],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32820"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32820"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32820\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62002,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32820\/revisions\/62002"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32820"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32820"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32820"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}