{"id":32840,"date":"2016-01-10T00:00:00","date_gmt":"2016-01-09T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/cambiamento-climatico-moltiplicatore-di-rischi-ambientali-di-un-ecosistema-fragile\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:16","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:16","slug":"cambiamento-climatico-moltiplicatore-di-rischi-ambientali-di-un-ecosistema-fragile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/01\/cambiamento-climatico-moltiplicatore-di-rischi-ambientali-di-un-ecosistema-fragile\/","title":{"rendered":"Cambiamento climatico, moltiplicatore di rischi ambientali di un ecosistema fragile"},"content":{"rendered":"<p>Nel Mediterraneo l\u2019aumento della temperatura rappresenta un vero e proprio moltiplicatore dei fattori di rischio, ma i suoi effetti si manifestano in maniera pi\u00f9 forte nei paesi della riva Sud ed Est del Bacino (Psem) che associano a una limitata dotazione di risorse naturali, una scarsa capacit\u00e0 di risposta e di adattamento al cambiamento climatico.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-64049 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/tab-ferra-267x300.jpg\" alt=\"\" width=\"267\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/tab-ferra-267x300.jpg 267w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/tab-ferra-125x140.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/tab-ferra.jpg 540w\" sizes=\"(max-width: 267px) 100vw, 267px\" \/><\/p>\n<p><b>Proiezioni climatiche<\/b><br \/>\nI modelli di proiezioni climatiche al 2050 prevedono un incremento medio della temperatura intorno ai 2 \u00b0C, un aumento del livello del mare dai 6 ai 12 centimetri, una riduzione delle precipitazioni compreso tra il 5 e il 10 % e una maggiore frequenza degli eventi estremi come <a href=\"http:\/\/www.cmcc.it\/it\/publications-type\/documenti-scientifici-e-referenze\" target=\"blank\"><b><u> siccit\u00e0, ondate di calore, piogge torrenziali, cicloni<\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p>Secondo gli esperti, l\u2019impatto dell\u2019innalzamento del livello del mare si manifester\u00e0 non tanto in termini di estensione del territorio interessato dalla sommersione, quanto in termini di percentuale di popolazione colpita, di diminuzione del Pil, di distruzione di centri urbani, aree coltivabili e zone umide.<\/p>\n<p>L\u2019Egitto, tra i paesi dell\u2019area, \u00e8 destinato a subire le maggiori perdite in termini di Pil (6-16 %), di popolazione colpita (10-20 %), di aree urbane (6-12 %) e agricole (15-35 %) interessate, perch\u00e9 nel Delta del Nilo risiede un\u2019elevata percentuale di popolazione urbana e in quest\u2019area si concentrano le principali attivit\u00e0 economiche del paese, soprattutto l\u2019agricoltura.<\/p>\n<p><b>Riscaldamento climatico e degrado risorse primarie<\/b><br \/>\nIl riscaldamento climatico globale \u00e8 destinato, inoltre, ad acuire i fenomeni di degrado delle risorse primarie, facendo interagire processi chimici e biologici &#8211; riduzione della biomassa, modifica dei livelli pluviometrici, aumento dell\u2019evapotraspirazione, frequenza e intensit\u00e0 degli eventi climatici estremi &#8211; con i processi indotti dalla pressione antropica &#8211; distruzione della copertura vegetale, cambio di destinazione di uso dei terreni, intensificazione dell\u2019agricoltura e dell\u2019allevamento.<\/p>\n<p>L\u2019acqua \u00e8 l\u2019elemento che lega il cambiamento climatico alla desertificazione, poich\u00e9 l\u2019acqua assume il ruolo di agente di alcuni fenomeni di degrado del suolo, come nel caso dell\u2019erosione idrica ed \u00e8, al contempo, responsabile dei processi di inaridimento del suolo.<\/p>\n<p>Il cambiamento climatico ha contribuito negli ultimi decenni ad alimentare il divario tra domanda e offerta di acqua con pesanti ricadute sulla dotazione complessiva dei paesi, misurata dalla disponibilit\u00e0 idrica pro-capite.<\/p>\n<p>Nei paesi europei mediterranei tale disponibilit\u00e0 si mantiene molto al di sopra dei mille metri cubi annui, individuata dalle organizzazioni internazionali quale soglia minima che consente di rispondere al fabbisogno complessivo di acqua di un sistema economico, mentre nei Psem la maggior parte dei paesi si trovano al di sotto dei 500 metri cubi, in una situazione di grave penuria idrica.<\/p>\n<p>Forti divari si registrano anche per quanto riguarda l\u2019indice di sfruttamento che misura il rapporto tra il volume complessivo di risorse rinnovabili presenti in un paese e il totale dei prelievi.<\/p>\n<p>Nei Balcani tale indice si attesta al di sotto del 5 % e indica un livello di impiego dell\u2019acqua estremamente contenuto in rapporto alla disponibilit\u00e0, nei paesi mediterranei europei il tasso di sfruttamento si eleva al 20 %, ma \u00e8 nei Psem che la percentuale di risorse idriche impiegate raggiunge quasi il 100 %. Dunque, margini di incremento dell\u2019uso delle risorse idriche molto limitati, come nel caso della Giordania (92 %), dell\u2019Egitto (98 %), della Siria (84 %) e di Israele (80 %).<\/p>\n<p><b>Ecosistemi mediterranei <\/b><br \/>\nGli effetti del cambiamento climatico sono destinati ad influire in maniera significativa sulla resilienza di molti ecosistemi mediterranei e sulla diversit\u00e0 biologica, causando fenomeni di estinzione di specie e profonde modificazioni nella struttura e nelle funzioni degli ecosistemi.<\/p>\n<p>I settori economici pi\u00f9 a rischio sono quelli maggiormente dipendenti dalle risorse naturali, cio\u00e8 il turismo e il settore agricolo. Gi\u00e0 attualmente nella riva Sud ed Est del bacino la disponibilit\u00e0 di terra oscilla in media tra il 15 e il 25 per cento della superficie totale, le rese agricole sono inferiori alla media mondiale a causa della scarsa dotazione di terra e alla ridotta disponibilit\u00e0 di acqua e il tasso di autosufficienza alimentare supera il 50 % solo in Siria, in Egitto e in Marocco.<\/p>\n<p>Un ulteriore deterioramento delle condizioni agro-climatologiche legate al riscaldamento globale rischia di rendere la dipendenza dalle importazioni alimentari un fattore di vulnerabilit\u00e0 politica. L\u2019aumento del prezzo delle derrate alimentari di base sui mercati internazionali del 2008 e del 2011 e il conseguente aumento del prezzo del pane ha, infatti, contribuito alla fase di destabilizzazione che ha investito molti paesi dell\u2019area, aumentando al contempo la competizione alla scala regionale per il controllo delle risorse essenziali per la produzione di cibo: acqua e terra.<\/p>\n<p>Gli investimenti in terra che alcuni paesi arabi, in primis quelli del Golfo, hanno intrapreso negli ultimi anni sembrano confermare l\u2019esigenza di esternalizzare la produzione agricola nell\u2019ottica di contrastare i fattori di aleatoriet\u00e0 climatica e di ridurre la dipendenza da un mercato internazionale sempre pi\u00f9 instabile.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel Mediterraneo l\u2019aumento della temperatura rappresenta un vero e proprio moltiplicatore dei fattori di rischio, ma i suoi effetti si manifestano in maniera pi\u00f9 forte nei paesi della riva Sud ed Est del Bacino (Psem) che associano a una limitata dotazione di risorse naturali, una scarsa capacit\u00e0 di risposta e di adattamento al cambiamento climatico. 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