{"id":32870,"date":"2016-01-12T00:00:00","date_gmt":"2016-01-11T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/scambio-di-informazioni-e-crisi-dei-migranti\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:16","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:16","slug":"scambio-di-informazioni-e-crisi-dei-migranti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/01\/scambio-di-informazioni-e-crisi-dei-migranti\/","title":{"rendered":"Scambio di informazioni e crisi dei migranti"},"content":{"rendered":"<p>Un meccanismo di informazione permanente. Questo il risultato pi\u00f9 importante del vertice sui Balcani occidentali, svoltosi a Bruxelles alla fine di ottobre, su invito del Presidente della Commissione europea.<\/p>\n<p>Gli Stati partecipanti &#8211; otto Stati membri (Germania, Austria, Grecia, Bulgaria, Romania, Ungheria, Slovenia e Croazia) e tre paesi balcanici (Albania, Macedonia e Serbia) &#8211; si sono impegnati a nominare entro 24 ore dei punti di contatto ai massimi livelli con l\u2019obiettivo di facilitare uno scambio di informazioni tempestivo e quotidiano (sul presupposto affermato della mancanza di comunicazione tra i governi e le autorit\u00e0 competenti dei Paesi lungo la rotta balcanica).<\/p>\n<p>A partire da quel momento, oltre all\u2019aggiornamento continuo su base bilaterale, i dati sono stati &#8216;scambiati nel corso di videoconferenze settimanali presiedute dalla Commissione europea, a cui hanno partecipato gli alti funzionari degli undici paesi coinvolti e le agenzie dell\u2019Unione europea, Ue, associate all\u2019iniziativa, e nel corso delle quali sono state definite le modalit\u00e0 della cooperazione operativa.<\/p>\n<p>Tali impegni sono stati condivisi dal Consiglio europeo, svoltosi a dicembre, che ha invitato a continuare a monitorare attentamente i flussi lungo le rotte migratorie in modo da poter reagire rapidamente all&#8217;evoluzione della situazione.<\/p>\n<p><b>Eurodac, Vis, Sis e Eurosur<\/b><br \/>La necessit\u00e0 di migliorare la circolazione delle informazioni (tra autorit\u00e0 nazionali, Stati membri, agenzie dell\u2019Ue, delegazioni Ue nei paesi terzi) era del resto gi\u00e0 stata evidenziata nell\u2019<i>agenda europea sulla migrazione<\/i> di maggio e successivamente ribadita e sviluppata in altri documenti adottati dalla Commissione europea negli ultimi mesi, con riferimento in particolare al contrasto del traffico di migranti (anche per favorire l\u2019individuazione delle reti di trafficanti), nonch\u00e9 al rafforzamento della cooperazione con i paesi terzi.<\/p>\n<p>Vanno in particolare menzionati il <i>Piano d&#8217;azione dell&#8217;Ue contro il traffico di migranti per il periodo 2015-2020<\/i> (pubblicato a maggio), che dedica un intero capito a tali aspetti, e il <i>manuale sul rimpatrio<\/i> (presentato a settembre).<\/p>\n<p>In realt\u00e0 il tema \u00e8 oggetto di attenzione da parte dell\u2019Ue da tempo. Nel contesto dello spazio di libert\u00e0, sicurezza e giustizia sono stati predisposti negli anni, infatti, numerosi strumenti giuridici e iniziative per la raccolta, la conservazione e lo scambio di dati tra autorit\u00e0, anche nel settore della migrazione, sulla cui base sono poi state istituite banche dati e reti informatiche.<\/p>\n<p>Tra questi, vanno ricordati tre sistemi informativi su larga scala relativi agli ingressi di cittadini di paesi terzi: Eurodac, Vis (sistema di informazione visti), Sis (sistema d\u2019informazione Schengen) e il pi\u00f9 recente sistema europeo di sorveglianza delle frontiere (Eurosur). In aggiunta, sono state attuate anche forme di cooperazione bilaterale o multilaterale che includono la circolazione di informazioni tra autorit\u00e0.<\/p>\n<p><b>Dispositivi integrati dell&#8217;Ue per la risposta politica alle crisi <\/b><br \/>Che dire allora della pi\u00f9 recente iniziativa? Essa va ricondotta anche entro un quadro di gestione \u201cstraordinaria\u201d dei flussi migratori. Cinque giorni dopo il vertice di Bruxelles, la Presidenza lussemburghese ha infatti attivato per la prima volta i dispositivi integrati dell&#8217;Ue per la risposta politica alle crisi (Ipcr), in modalit\u00e0 &#8220;condivisione delle informazioni&#8221;, con l\u2019obiettivo di seguire l\u2019evoluzione dei flussi migratori, sostenere il processo decisionale e migliorare l&#8217;attuazione delle misure concordate.<\/p>\n<p>In tale ambito, gli Stati membri e le istituzioni dell\u2019Ue, nonch\u00e9 le agenzie competenti, sono stati invitati a scambiarsi costantemente informazioni aggiornate sulla situazione sul terreno attraverso una piattaforma web comune.<\/p>\n<p>La Commissione e il Servizio Esterno per l\u2019Azione Europea dovranno fornire regolarmente analisi integrate delle informa-zioni ricevute per agevolare il processo decisionale comune e la risposta coordinata alle crisi tra gli Stati membri.<\/p>\n<p>Si tratta di un meccanismo relativamente recente, approvato dal Consiglio nel giugno 2013 dopo un processo di revisione biennale che ha sostituito i precedenti <i>Crisis Coordination Arrangements<\/i> (Cca), ed inteso a consentire una risposta coordinata dell\u2019Ue ai massimi livelli politici.<\/p>\n<p><b>Italia assente dal club <\/b><br \/>Sebbene l\u2019Ipcr si caratterizzi come un meccanismo flessibile e adattabile alle specifiche esigenze, ci si pu\u00f2 domandare perch\u00e9 l\u2019iniziativa sui Balcani occidentali sia stata promossa e continui a svilupparsi solo tra alcuni Stati membri. L&#8217;Italia non ha infatti preso parte al vertice di ottobre.<\/p>\n<p>Seppure il coinvolgimento di un numero minore di attori possa rendere pi\u00f9 agevole un processo, questa scelta sembra rimarcare l\u2019esistenza di visioni e interessi diversi, tali da far propendere per \u201ccabine di regia\u201d pi\u00f9 ristrette.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, l\u2019entit\u00e0 dei flussi migratori ha messo in luce la necessit\u00e0 di un maggior coordinamento nella gestione delle informazioni, per cui gli ordinari mezzi di scambio non sono apparsi sufficienti ed adeguati.<\/p>\n<p>Rappresenta certamente un buon test per il nuovo meccanismo, di cui occorrer\u00e0 seguire gli sviluppi operativi e le implicazioni politiche, nonch\u00e9 l\u2019effettiva capacit\u00e0 di contribuire alla gestione di situazioni di emergenza.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un meccanismo di informazione permanente. 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