{"id":32900,"date":"2016-01-16T00:00:00","date_gmt":"2016-01-15T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/italia-in-libia-invertendo-lordine-dei-fattori-il-risultato-cambia\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:15","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:15","slug":"italia-in-libia-invertendo-lordine-dei-fattori-il-risultato-cambia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/01\/italia-in-libia-invertendo-lordine-dei-fattori-il-risultato-cambia\/","title":{"rendered":"Italia in Libia, invertendo l\u2019ordine dei fattori il risultato cambia"},"content":{"rendered":"<p>Tipici tempi mediterranei per la vicenda libica che si sta dipanando cos\u00ec tanto che non appare nemmeno pi\u00f9 appropriato parlare di crisi. <\/p>\n<p>E se non fosse per alcuni eventi e fattori di origine esterna, probabilmente la situazione potrebbe rimanere indefinitamente nello stato \u2018post-Gheddafi\u2019, con una frantumazione del potere su base localistica e tribale, in cui i singoli capi non vedevano alcun interesse a favorire un\u2019entit\u00e0 statale sovraordinata che ne avrebbe eroso, appunto, il potere, in quanto l\u2019unica istituzione che potremmo definire nazionalmente libica, la Banca Centrale, distribuiva in modo equanime, \u2018a pioggia\u2019, le risorse finanziarie frutto della rendita energetica, beneficando tutti quanti, senza preferenze. <\/p>\n<p>La mancanza di una piena sicurezza interna era essenzialmente dovuta ai tentativi di guadagnare vantaggi che potremmo definire marginali, o alla naturale dinamica violenta di bande che tendevano ad allargare il perimetro dei propri traffici, a danno di altre bande, il tutto con scontri che avevano tutto l\u2019aspetto di scaramucce pi\u00f9 che di battaglie.<\/p>\n<p><b>Crollo dei prezzi degli energetici e comparsa del Califfato<\/b><br \/>In questo quadro di stabile instabilit\u00e0 sono per\u00f2 intervenuti due fattori nuovi. In primis il crollo dei prezzi del mercato energetico, evento che ha prosciugato le risorse finanziarie disponibili da parte della Banca Centrale, la quale non \u00e8 pi\u00f9 in condizione di soddisfare pienamente le esigenze di tutti. <\/p>\n<p>Il secondo \u00e8 la comparsa dell\u2019autoproclamatosi \u201cstato islamico\u201d, con una carica di tendenza all\u2019espansione che mette a rischio gli equilibri in qualche modo consolidati, e poco importa se il fenomeno sia autentico o se si tratti solo di un revival dei gheddafiani. Questi fattori, che vanno a incidere su un equilibrio di fatto, potrebbero essere i catalizzatori di un\u2019aggregazione politica verso il nuovo governo di unit\u00e0 nazionale che dovrebbe formarsi nei prossimi giorni.<\/p>\n<p>Finora l\u2019ipotesi di un sostegno militare al potere politico libico presuppone un governo unitario in carica, riconosciuto dalla comunit\u00e0 internazionale, che ne avanzi formale richiesta. Negli ultimi giorni per\u00f2, anche forse per fare pressione sulle diverse fazioni, hanno cominciato a circolare voci di un possibile intervento diretto, specificamente volto a colpire gli islamici di Sirte, che hanno cominciato ad allargare in modo preoccupante il loro raggio di azione. La stampa ha parlato di fantomatici raid aerei condotti non si sa da chi (tutti i potenziali autori hanno categoricamente smentito) contro obiettivi dello \u2018stato islamico\u2019.<\/p>\n<p><b>Intervento in Libia: il ricordo del 2011<\/b><br \/>Al di l\u00e0 della veridicit\u00e0 o meno di tali eventi, di cui personalmente dubito, si stanno concretizzando sottili pressioni sul nostro governo perch\u00e9 non si faccia cogliere di sorpresa da un\u2019ipotetica iniziativa unilaterale di Francia e Gran Bretagna che si starebbe preparando. Nella convinzione che se questa dovesse concretizzarsi, l\u2019Italia \u2018non si potrebbe tirare indietro\u2019. <\/p>\n<p>\u00c8 questo, purtroppo, uno schema che abbiamo gi\u00e0 sperimentato nel 2011, in cui i nostri interventisti, anche con il determinante sostegno del Colle, certo ispirati dalla volont\u00e0 di sostenere le ipotetiche \u2018spinte verso la democrazia\u2019 fatte balenare dalle \u2018primavere arabe\u2019, hanno avuto ragione sulla prudenza suggerita dal semplice buon senso. <\/p>\n<p>Fu cos\u00ec che, a prescindere dal contributo italiano diretto alle operazioni, che ci fu e fu molto efficace, anche se le autorit\u00e0 di governo fecero di tutto per mascherarlo e minimizzarlo, il nostro paese mise a disposizioni le basi che resero possibile l\u2019intervento, senza le quali Sarkozy si sarebbe dovuto limitare ad un intervento poco pi\u00f9 che simbolico.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio sul carattere abilitante della nostra posizione geografica e conseguentemente delle nostre basi militari che occorre riflettere, perch\u00e9, al di l\u00e0 delle intenzioni politiche, occorre fare i conti con la realt\u00e0, con le geometrie e con le capacit\u00e0 esprimibili, a fronte degli obiettivi militari che si vogliono perseguire. <\/p>\n<p>Oggi, ancor pi\u00f9 che nel 2011, \u00e8 francamente difficile pensare a efficaci operazioni militari in Libia contro il territorio controllato dalle milizie che si richiamano al Califfato senza un consistente contingente sul terreno, che deve essere fatto sbarcare e deve essere sostenuto operativamente e logisticamente.<\/p>\n<p>Il controllo del territorio non pu\u00f2 certo essere assicurato da qualche pur efficace operazione di commando, sicuramente in grado di conseguire qualche brillante successo tattico, ma che deve essere poi consolidato da una presenza continuativa. <\/p>\n<p>Il tutto necessiterebbe ovviamente di un adeguato supporto aereo che dovrebbe inizialmente essere fornito non solo da una portaerei che incroci nel golfo della Sirte,ma anche da velivoli decollati da basi a distanza ragionevole, per non dovere ricorrere a dispendiose operazioni di rifornimento aereo, che in ogni caso ridurrebbero significativamente l\u2019entit\u00e0 delle sortite che potrebbero essere generate.<\/p>\n<p><b>Iniziativa unilaterale franco-britannica e basi italiane<\/b><br \/>Fatte queste premesse, ipotizzare un\u2019iniziativa franco-britannica senza la piena disponibilit\u00e0 delle basi italiane, sia per gli aspetti logistici che per quelli operativi, appare quanto meno velleitario, se non irrealistico: mentre la Francia ha una capacit\u00e0 aeronavale assicurata dalla portaerei De Gaulle, la Gran Bretagna \u00e8 in attesa dell\u2019introduzione in servizio della nuova Queen Elizabeth, attualmente in costruzione, dotata degli F35-B, che verranno consegnati nel futuro.<\/p>\n<p>L\u2019ipotesi di un concorso Usa \u00e8 da considerare come completamente irrealistico, sia per l\u2019atteggiamento ideologico dell\u2019amministrazione Obama, sia per la prossimit\u00e0 delle elezioni che condizioneranno pesantemente le capacit\u00e0 decisionali di Washington.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 considerato, \u00e8 sbagliato parlare di un intervento franco-britannico che trascinerebbe fatalmente una partecipazione italiana, semmai si deve parlare della necessaria acquisizione preliminare dell\u2019assenso e della collaborazione italiana a un\u2019operazione. E il nostro governo ne deve essere ben consapevole: \u00e8 un caso in cui invertendo l\u2019ordine dei fattori il prodotto pu\u00f2 cambiare sostanzialmente, e pu\u00f2 anche essere uguale a zero.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tipici tempi mediterranei per la vicenda libica che si sta dipanando cos\u00ec tanto che non appare nemmeno pi\u00f9 appropriato parlare di crisi. 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