{"id":32920,"date":"2016-01-18T00:00:00","date_gmt":"2016-01-17T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/sfruttare-gli-errori-dei-terroristi\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:14","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:14","slug":"sfruttare-gli-errori-dei-terroristi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/01\/sfruttare-gli-errori-dei-terroristi\/","title":{"rendered":"Sfruttare gli errori dei terroristi"},"content":{"rendered":"<p>Guerriglieri e terroristi sono due realt\u00e0 separate, anche se di tanto in tanto gli uni possono transitare nel campo degli altri. Ma in linea di massima i guerriglieri mirano al controllo di un territorio, mentre i terroristi puntano ad attaccare un regime.<\/p>\n<p>I primi agiscono soprattutto in campagna, tra le montagne, nelle foreste o nei deserti, almeno sino a quando non riescono a conquistare dei centri abitati, i secondi trovano il loro ambiente naturale nelle aree urbane.<\/p>\n<p>Ora l\u2019Isis attua contemporaneamente queste due operazioni, rendendo in qualche modo pi\u00f9 difficile concepire una strategia coerente per sconfiggerlo, ma allo stesso tempo accrescendo la sua vulnerabilit\u00e0.<\/p>\n<p><b>Il tentativo di esportare il terrore<\/b><br \/>I <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3287\" target= \"blank\"><b><u>dati raccolti <\/u><\/b><\/a> dal Dipartimento di Stato americano, e rielaborati dall\u2019Institute for Economics and Peace, dicono che la maggior parte degli attentati terroristici viene condotta al di fuori dell\u2019Europa e degli Usa, nei paesi teatro di guerre civili, in genere di ispirazione islamica (con l\u2019eccezione dell\u2019Ucraina).<\/p>\n<p>Il 2014 ha sofferto ben 32.658 morti per attentati terroristici. Il 78% di queste uccisioni ha avuto luogo in Iraq (9.929), Nigeria (7.512), Afghanistan, Pakistan e Siria. Peraltro altri sei paesi hanno superato la soglia delle 500 vittime: Somalia, Ucraina, Yemen, Centro-Africa, Sud-Sudan e Camerun.<\/p>\n<p>Recentemente per\u00f2, bench\u00e9 questo trend sembri continuare, l\u2019Isis ha anche cercato di esportare il terrore nelle nostre citt\u00e0, puntando, almeno sinora, a condurre attacchi sul modello di quello svoltosi a Mumbai nel 2008: in quel caso dieci attacchi simultanei in diverse parti della citt\u00e0 fecero 195 morti e circa 300 feriti.<\/p>\n<p>\u00c8 evidente la similitudine con i recenti attacchi di Parigi. Inoltre puntano sull\u2019iniziativa autonoma di \u201clupi solitari\u201d disposti a sacrificare la vita per compiere qualche attentato. Forse per\u00f2 le ambizioni sono eccessive e scoprono alcune debolezze.<\/p>\n<p><b>Assassini feroci e incompetenti?<\/b><br \/>Sembra finito il tempo in cui al-Qaida faceva ricorso a forze scelte, fortemente preparate e capaci di organizzare molteplici attentati estremamente complessi e sofisticati come quelli dell\u201911 settembre 2001.<\/p>\n<p>I recenti attentati, da Parigi ad Istanbul o Ouagadougou sembrano condotti con notevole approssimazione, contro obiettivi indifesi o \u201cfacili\u201d. Nel caso di Parigi, in particolare, quello che probabilmente era l\u2019obiettivo principale dell\u2019attacco, lo Stade de France, \u00e8 stato mancato completamente, con in pi\u00f9 l\u2019inutile suicidio dei tre attentatori.<\/p>\n<p>Malgrado ci\u00f2, l\u2019alto numero delle vittime e la stolida ferocia degli assassini, riesce comunque a seminare terrore ed incertezza tra la popolazione, senza per\u00f2 conseguire reali successi strategici.<\/p>\n<p>L\u2019incoerenza e le relativa inefficacia delle risposte occidentali si devono pi\u00f9 alle divisioni e alle debolezze politiche dei paesi sotto attacco che alle capacit\u00e0 ed iniziative dei terroristi.<\/p>\n<p>Al contrario, una simile strategia non pu\u00f2 che rafforzare la volont\u00e0 di un crescente numero di paesi di attaccare e distruggere la centrale ideologica di questo terrorismo, la sua fonte di ispirazione, cio\u00e8 il cosiddetto \u201ccaliffato\u201d, l\u2019Isis, oltre a ridurre il consenso nei suoi confronti anche all\u2019interno delle societ\u00e0 musulmane.<\/p>\n<p>La svolta in questa direzione che sembra delinearsi in Turchia, e la propensione crescente a trovare un accordo congiunto tra gli occidentali e la Russia sulle operazioni in Siria, vanno di pari passo con il rafforzarsi dei contingenti impegnati nell\u2019area. In altri termini, l\u2019offensiva terroristica dell\u2019Isis si traduce in una sua maggiore vulnerabilit\u00e0 sul terreno.<\/p>\n<p><b>Sfruttare la contraddizione<\/b><br \/>Questa contraddizione strategica deve essere sfruttata a fondo, evitando per quanto possibile di condurre operazioni e politiche che danneggino il progressivo coagularsi di una forte coalizione anti-terroristica.<\/p>\n<p>Non sar\u00e0 facile, in una situazione che vede Russia e Turchia che impongono sanzioni economiche l\u2019una contro l\u2019altra, le perduranti incertezze di Washington su come affrontare il caso Assad, i timori sauditi nei confronti di un Iran nuovamente aperto all\u2019Occidente, le tensioni fra sunniti e sciiti, la crescente importanza di nuovi fronti africani, a cominciare dalla Libia, ma non solo.<\/p>\n<p>Tuttavia \u00e8 sempre pi\u00f9 evidente come la \u201cfase levantina\u201d della guerra contro l\u2019Isis, in cui ognuno agisce per s\u00e9, secondo i propri stretti interessi nazionali, anche a scapito dei potenziali alleati, non \u00e8 pi\u00f9 accettabile e danneggia un po\u2019 tutti, a solo vantaggio dei terroristi.<\/p>\n<p>\u00c8 arrivato il momento di passare dal semplice scambio bilaterale di informazioni, per evitare incidenti, ad un vero coordinamento operativo multilaterale, magari anche grazie alla creazione di un gruppo politico di contatto che decida gli orientamenti strategici.<\/p>\n<p>Un discorso analogo vale anche per la lotta al terrorismo interno, nelle nostre citt\u00e0. Sinora i singoli stati e l\u2019Ue si sono concentrati sul miglioramento degli strumenti tecnici per la rapida circolazione delle informazioni e il miglior coordinamento di polizia. Tutte cose necessarie ed utili.<\/p>\n<p>Tuttavia sarebbe utile anche elaborare e diffondere una narrativa comune e coerente per la lotta al terrorismo e i rapporti con i fedeli musulmani che vivono in Europa, un manifesto che contrapponga una visione europea comune ed ufficiale ai troppi sbandamenti nazionalistici e populisti che rendono pi\u00f9 difficile fare terra bruciata attorno ai terroristi e ottenere tutta la cooperazione necessaria per combatterli e prevenirli.<\/p>\n<p>I terroristi commettono molti errori: sta a noi evitare di commetterne altri, anche pi\u00f9 gravi.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Guerriglieri e terroristi sono due realt\u00e0 separate, anche se di tanto in tanto gli uni possono transitare nel campo degli altri. 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