{"id":32970,"date":"2016-01-20T00:00:00","date_gmt":"2016-01-19T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-destino-dellaccordo-iran-usa-una-questione-di-politica-interna\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:13","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:13","slug":"il-destino-dellaccordo-iran-usa-una-questione-di-politica-interna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/01\/il-destino-dellaccordo-iran-usa-una-questione-di-politica-interna\/","title":{"rendered":"Il destino dell\u2019accordo Iran-Usa, una questione di politica interna"},"content":{"rendered":"<p>Sabato scorso le Nazioni Unite hanno confermato che l\u2019Iran ha adempiuto alla sua parte dell\u2019accordo siglato a Vienna nel luglio 2015 e limitato le attivit\u00e0 pi\u00f9 sensibili del suo programma nucleare. <\/p>\n<p>In risposta, gli Usa e l\u2019Unione europea, Ue, hanno sospeso (i primi) e revocato (la seconda) buona parte delle sanzioni che nel corso degli anni avevano adottato nel tentativo di costringere il governo iraniano a fornire garanzie della natura solo pacifica del programma nucleare. <\/p>\n<p>A suggellare una giornata di ritrovata intesa, Usa ed Iran si sono anche accordati per uno scambio di persone detenute nei rispettivi paesi, nonch\u00e9 per chiudere un\u2019antica vertenza finanziaria pendente fin dal 1981. Alcuni hanno parlato di un giorno storico. Se cos\u00ec sar\u00e0, tuttavia, dipender\u00e0 pi\u00f9 da quanto succeder\u00e0 nel prossimo futuro in Iran e negli Usa che da quanto \u00e8 avvenuto finora. <\/p>\n<p><b>Obama e Rouhani, differenza di toni<\/b><br \/>Sia il presidente Usa, Barack Obama, che quello iraniano, Hassan Rouhani, hanno salutato l\u2019entrata in vigore dell\u2019accordo come un momento storico. Tuttavia i due leader hanno posto l\u2019accento su aspetti diversi. Mentre Rouhani ha insistito sul fatto che l\u2019Iran si \u00e8 finalmente liberato dello status di paria internazionale, Obama ha ripetuto una volta ancora che l\u2019accordo costituisce la garanzia migliore per tenere l\u2019Iran lontano dall\u2019ottenere armi nucleari.<\/p>\n<p>La differenza nei toni non si spiega con una diversa lettura del valore strategico dell\u2019accordo. Sia Rouhani sia Obama sono persuasi che l\u2019accordo possa nel tempo creare un ambiente in cui una forma di cooperazione selettiva &#8211; come quella che, dietro le quinte, \u00e8 gi\u00e0 in atto in Iraq in chiave anti-\u201cstato islamico\u201d &#8211; diventi una pratica comune e accettata. <\/p>\n<p>Tuttavia, entrambi i leader sono consapevoli che non esistono ancora le condizioni politiche interne perch\u00e9 l\u2019ostilit\u00e0 ideologica tra Usa ed Iran venga messa da parte. \u00c8 proprio il contesto interno che spiega la differenza di toni.<\/p>\n<p>Nell\u2019accordo nucleare Rouhani vede una leva per aumentare l\u2019influenza della presidenza sugli altri centri di potere che caratterizzano la complessa architettura costituzionale della Repubblica islamica: il parlamento (oggi in mano ai conservatori), l\u2019assemblea degli esperti (un organo riservato al clero che ha l\u2019importante compito di eleggere la Guida suprema), il potere giudiziario, le Guardie rivoluzionarie (un\u2019organizzazione para-miliare che per\u00f2 controlla ampi settori dell\u2019economia), nonch\u00e9 la Guida suprema stessa. <\/p>\n<p><b>L\u2019accordo sul nucleare e la sopravvivenza politica di Rouhani<\/b><br \/>A febbraio gli iraniani saranno chiamati a eleggere il nuovo parlamento e i membri dell\u2019assemblea degli esperti. Affrettando l\u2019attuazione dell\u2019accordo da parte iraniana (la cui rapidit\u00e0 ha sorpreso leader ed esperti occidentali) ed ottenendo cos\u00ec la fine delle sanzioni, Rouhani spera di guadagnare consenso ai candidati che lo sostengono.<\/p>\n<p>Con un parlamento meno ostile al presidente ed un\u2019assemblea degli esperti meno orientata verso il fronte conservatore, Rouhani si assicurerebbe maggiori spazi di manovra per una politica di moderazione sia sul fronte interno che esterno, nonch\u00e9 maggiori chances di essere rieletto nel 2017. <\/p>\n<p>L\u2019accordo nucleare \u00e8 in altre parole pi\u00f9 funzionale alla sopravvivenza e al successo politico di Rouhani che all\u2019attuazione di un grande disegno di riconfigurazione costituzionale della Repubblica islamica. Per lo stesso motivo, l\u2019opposizione all\u2019accordo nucleare &#8211; diffusa in parte dell\u2019establishment politico e di sicurezza iraniano &#8211; ha tanto un valore strategico quanto uno pi\u00f9 prettamente politico. <\/p>\n<p>Se l\u2019accordo fallisse, la carriera politica e l\u2019agenda intera di Rouhani sarebbero compromessi. Tuttavia, gli oppositori di Rouhani non possono semplicemente denunciare l\u2019accordo, pena il ritorno delle sanzioni e il nuovo isolamento della Repubblica islamica. <\/p>\n<p>Lo scenario migliore per i radicali iraniani \u00e8 invece che siano gli Usa a perdere fiducia nell\u2019accordo e renderne impossibile l\u2019attuazione. Per questo una loro affermazione a febbraio potrebbe portare ad un atteggiamento pi\u00f9 aggressivo nella regione e ad altre misure provocatorie verso gli Usa.<\/p>\n<p><b>Opinione pubblica Usa divisa sull\u2019accordo<\/b><br \/>L\u2019accordo nucleare ha diviso l\u2019opinione pubblica Usa e l\u2019intero Partito repubblicano &#8211; che controlla entrambi i rami del Congresso &#8211;  lo ha denunciato come un\u2019inaccettabile capitolazione nei confronti dell\u2019Iran. Tutti i candidati repubblicani alla presidenza lo osteggiano, sebbene non sempre abbiano chiarito che cosa ne farebbero se fossero eletti alle presidenziali del prossimo novembre. Improbabile (ma non impossibile) che si decidano per un ritiro unilaterale. Se cos\u00ec facessero, esporrebbero gli Usa all\u2019accusa di avere compromesso da soli un\u2019intesa raggiunta dopo anni di faticosi negoziati. <\/p>\n<p>Tuttavia, un accordo cos\u00ec complesso sul piano tecnico \u00e8 immancabilmente destinato a generare interpretazioni diverse. La prossima presidenza Usa potrebbe far leva su questo &#8211; oltre che sulle numerose altre questioni su cui Iran e Usa restano ai ferri corti &#8211; per minare la fiducia interna e internazionale nelle \u2018vere\u2019 intenzioni dell\u2019Iran. <\/p>\n<p>Se l\u2019accordo venisse screditato, l\u2019antagonismo Iran-Usa si acuirebbe, chiudendo ogni spazio o quasi alle limitate forme di cooperazione cercate da Obama e Rouhani. <\/p>\n<p>Il destino dell\u2019accordo nucleare e dei suoi effetti sulla relazione tra Usa e Iran dipende in buona parte dall\u2019evoluzione del contesto interno ai due paesi. Se l\u2019ala radicale dell\u2019establishment iraniano dovesse uscire vittoriosa dalle elezioni parlamentari di febbraio, e se a novembre dovesse vincere un candidato repubblicano, la tenuta dell\u2019accordo (cos\u00ec come la possibilit\u00e0 di una graduale stabilizzazione delle relazioni Usa-Iran) sarebbe tutt\u2019altro che garantita. <\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sabato scorso le Nazioni Unite hanno confermato che l\u2019Iran ha adempiuto alla sua parte dell\u2019accordo siglato a Vienna nel luglio 2015 e limitato le attivit\u00e0 pi\u00f9 sensibili del suo programma nucleare. 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