{"id":33000,"date":"2016-01-21T00:00:00","date_gmt":"2016-01-20T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/oltre-il-settarismo-della-frattura-irano-saudita\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:12","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:12","slug":"oltre-il-settarismo-della-frattura-irano-saudita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/01\/oltre-il-settarismo-della-frattura-irano-saudita\/","title":{"rendered":"Oltre il settarismo della frattura irano-saudita"},"content":{"rendered":"<p>Arabia Saudita e Iran rappresentano lo specchio di quella che a molti appare come una annosa e inconciliabile frattura religiosa (sunniti\/sciiti), etnica (arabi\/persiani) e geopolitica. <\/p>\n<p>La guerra in corso nello <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3277\" target= \"blank\"><b><u>Yemen<\/u><\/b><\/a> e la recente esecuzione della condanna a morte dell\u2019imam sciita <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3281\" target= \"blank\"><b><u>Nimr B&#257;qr al-Nimr<\/u><\/b><\/a> hanno ulteriormente acuito questa percezione, confermando ancora una volta la progressiva erosione di ci\u00f2 che era rimasto di un gi\u00e0 fragile ordine regionale.<\/p>\n<p>Prima della Rivoluzione islamica del 1979, tuttavia, gli interessi di Riyadh e Teheran mostravano numerosi punti di contatto, a cominciare da una marcata convergenza in chiave anti-sovietica. <\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiunga che entrambi i paesi, al tempo due monarchie, godevano di un consistente sostegno garantito da Washington e attribuivano alle loro divergenze religiose un valore secondario. Ci\u00f2 suggerisce l\u2019opportunit\u00e0 di fare luce sui principali fattori che hanno maggiormente influenzato l\u2019attuale polarizzazione.<\/p>\n<p><b>Una prospettiva intra-regionale<\/b><br \/>I siti pi\u00f9 sacri dell\u2019Islam sono in Arabia Saudita, che \u00e8 anche il luogo di nascita del profeta Maometto, nonch\u00e9 la culla dell\u2019arabo, la lingua del Corano. <\/p>\n<p>D\u2019altro canto, l\u2019Iran, che pu\u00f2 contare su un\u2019indiscutibile superiorit\u00e0 demografica e su una pi\u00f9 ricca storia nazionale, si \u00e8 posta da decenni agli occhi di centinaia di milioni di musulmani come un bastione che si oppone, in primis su un piano ideologico, alle politiche di Israele e dell\u2019Occidente. <\/p>\n<p>Per queste ed altre ragioni, entrambi i paesi si autopercepiscono come naturali guide e guardiani di un mondo islamico pensato nella sua interezza.<\/p>\n<p>Eppure fino alla Rivoluzione islamica del 1979, quando venne rovesciato il regime filostatunitense dello sci\u00e0 Reza Pahlavi, la rivalit\u00e0 irano-saudita aveva poco a che vedere con questioni legate alla religione o alle fratture confessionali. <\/p>\n<p>Fu Riyadh a darle una connotazione settaria per rispondere a quella che era da essa percepita come una minaccia ai suoi interessi nazionali. L\u2019ayatollah Khomeini si era infatti presentato nella veste di guida di tutti i musulmani, dunque non solo degli sciiti, sfidando in questo modo la legittimit\u00e0 dei Saud e il loro ruolo di \u201ccustodi dell\u2019Islam\u201d e dei suoi luoghi pi\u00f9 sacri (i Saud raggiunsero una posizione di quasi completa egemonia dal 1921, quando, grazie al sostegno di Londra, si imposero sulla dinastia degli &#256;l-Rashid, il clan rivale che era basato ad H&#257;\u2019il).<\/p>\n<p>Durante il convegno New-Med organizzato dallo IAI ad Ankara lo scorso 14 dicembre, Toby Matthiesen ha notato che la volont\u00e0 da parte di paesi come Arabia Saudita e Iran di fomentare all\u2019esterno dei propri confini divisioni di natura settaria va intesa tanto come una strategia volta a imporre il proprio peso politico nella regione, quanto come un modo per mantenere un ferreo controllo sulle rispettive dinamiche interne.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 \u00e8 quanto \u00e8 avvenuto anche in relazione all\u2019inizio del \u201cprocesso di settarizzazione\u201d della rivalit\u00e0 irano-saudita. Riyadh decise di svuotare di significato il messaggio di Khomeini &#8211; che reag\u00ec tra l\u2019altro favorendo l\u2019ascesa di Hezbollah &#8211; stigmatizzando la Rivoluzione come \u201ceretica\u201d e \u201cpuramente sciita\u201d. <\/p>\n<p>Dietro ad apparenti diatribe religiose vi erano dunque considerazioni pratiche di natura politica volte a rivendicare un preciso ruolo regionale e a neutralizzare potenziali destabilizzazioni interne: una \u201cpath-dependency\u201d che ha avuto evidenti ripercussioni fino ai giorni nostri.<\/p>\n<p><b>Una prospettiva extra-regionale<\/b><br \/>Stando a <a href= \"http:\/\/readersupportednews.org\/opinion2\/277-75\/32339-focus-despite-14-years-of-the-us-war-on-terror-terror-attacks-have-skyrocketed-since-911\" target= \"blank\"><b><u>dati forniti di recente dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti<\/u><\/b><\/a>, il numero degli incidenti di terrorismo \u00e8 aumentato del seimilacinquecento percento (6,500%) dall\u2019avvio della \u201cguerra al terrorismo\u201d (199 attacchi nel 2002 a fronte di 13,500 nel 2014). <\/p>\n<p>\u00c8 significativo rilevare che met\u00e0 di questi \u201cincidents of terrorism\u201d \u00e8 stata registrata in Iraq e Afghanistan. In molti hanno fatto notare che la \u201cWar on terrorism\u201d abbia causato un numero esponenzialmente maggiore di vittime civili rispetto al terrorismo: un dato particolarmente significativo se valutato da un\u2019ottica intra-regionale.<\/p>\n<p>Le politiche di Washington, dall\u2019operazione della CIA che nel 1953 abbatt\u00e9 il governo democratico e moderato guidato da Mossadeq, passando per i provvedimenti presi a seguito del rovesciamento del regime di Sadd&#257;m &#7716;ussein e fino ad arrivare al recente accordo sul nucleare iraniano (che a dispetto dei suoi evidenti e numerosi meriti ha spinto Riy&#257;dh ad adottare una politica estera pi\u00f9 spregiudicata), hanno contribuito in maniera determinante a polarizzare i rapporti irano-sauditi, nonch\u00e9 il presente e il passato recente della regione.<\/p>\n<p>Ciononostante, un numero crescente di osservatori tende a ridimensionare questi e altri aspetti e a ricondurre la rivalit\u00e0 irano-saudita e la relativa destabilizzazione del Mediterraneo orientale a questioni quasi esclusivamente interne alla regione. <\/p>\n<p>In questo contesto \u00e8 significativo menzionare i giornali pubblicati in Inghilterra e in Francia all\u2019inizio degli anni Sessanta dell\u2019Ottocento a commento dei massacri tra cristiani e musulmani avvenuti durante la guerra civile in Libano, culminata con le persecuzioni di Damasco nel 1860.<\/p>\n<p>La tesi secondo cui il mondo \u201ccivilizzato\u201d stava osservando l\u2019ennesimo scontro di un Oriente Islamico per sua natura fanatico e settario era gi\u00e0 ben presente allora. <\/p>\n<p>Ci\u00f2 \u00e8 ancora pi\u00f9 degno di attenzione considerando che allora, proprio come oggi, gli scontri intra-islamici e tra musulmani e cristiani avevano poco a che vedere con l\u2019Islam e la cristianit\u00e0, bens\u00ec erano radicati e riconducibili a precisi, pratici e simultanei fattori storici (inclusa l\u2019ascesa del nazionalismo etnico-religioso, l\u2019\u201cimperialismo umanitario\u201d e le conseguenze \u201comogeneizzanti\u201d delle Tanzim&#257;t) senza i quali \u00e8 ancora oggi difficile comprendere fino in fondo la genesi di tale percezione.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Arabia Saudita e Iran rappresentano lo specchio di quella che a molti appare come una annosa e inconciliabile frattura religiosa (sunniti\/sciiti), etnica (arabi\/persiani) e geopolitica. 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