{"id":33010,"date":"2016-01-22T00:00:00","date_gmt":"2016-01-21T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/guardia-costiera-europea-una-soluzione-limitata\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:11","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:11","slug":"guardia-costiera-europea-una-soluzione-limitata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/01\/guardia-costiera-europea-una-soluzione-limitata\/","title":{"rendered":"Guardia costiera europea, una soluzione limitata"},"content":{"rendered":"<p>Blindare le frontiere, identificare i migranti irregolari, rimpatriare celermente i non aventi titolo a protezione sono le missioni che l&#8217;Unione europea, Ue, immagina per la propria &#8220;Border and Coast Guard&#8221;.<\/p>\n<p>L&#8217;ambizioso (e costoso) progetto cerca di supplire alle carenze di quegli Stati, Italia compresa che, spinti dalle ondate migratorie, non hanno potuto o voluto acquisire dati identificativi delle persone entrate illegalmente sul proprio territorio, lasciando che si dirigessero verso altri Paesi.<\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo \u00e8 preservare la libera circolazione del sistema Schengen e la sicurezza interna della Ue, aiutare (o costringere) i Paesi membri a individuare preventivamente i migranti economici e le persone potenzialmente pericolose da non accogliere. Anche se questo comporter\u00e0 un&#8217;erosione di sovranit\u00e0 nazionale.<\/p>\n<p>Le ragioni di tale iniziativa che mira a superare i limiti dell&#8217;azione di Frontex sono intuitive se si pensa che 1.000.000 di persone sono entrate illegalmente in Europa durante il 2015; ma la scelta presenta criticit\u00e0 riguardo alle frontiere marittime come dimostrato dalle difficolt\u00e0 dell&#8217;operazione <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3198\" target= \"blank\"><b><u>Triton e di Eunavfor-Med<\/u><\/b><\/a>, che  non ha ancora raggiunto il suo scopo  di neutralizzare i traffici di barconi dalla Libia.<\/p>\n<p><b>Mito frontiere marittime<\/b><br \/>Il limite delle acque territoriali (12 miglia, salvo le 6 mg. greche o distanze inferiori in casi specifici come certe isole antistanti la Turchia) rappresenta la frontiera marittima esterna Ue.<\/p>\n<p>Ne sono fuori, invece, la zona contigua e la zona economica esclusiva in cui gli Stati non esercitano sovranit\u00e0, ma solo diritti funzionali e, a maggior ragione, la zona di responsabilit\u00e0 per la ricerca e soccorso (SAR).<\/p>\n<p>Negli anni si \u00e8 costruito il mito dell&#8217;intangibilit\u00e0 delle frontiere marittime Ue affidando a Frontex il compito di difenderle. Di questo ha beneficiato la Spagna (che nel 2015 ha registrato solo 3.000 arrivi) mediante respingimenti verso Marocco e Senegal e, in parte, la Grecia che ha tuttavia dovuto capitolare di fronte alle ondate di profughi siriani giunti via mare dalla Turchia.<\/p>\n<p>L&#8217;Italia ha voluto fare spesso da sola incappando, nel 2009, nella nota condanna per i respingimenti verso la Libia attuati nel quadro del Trattato bilaterale di amicizia. Se si esclude il periodo 2008-2009 e quello ante 1997, il nostro Paese \u00e8 intervenuto sempre in missione SAR, trasportando i migranti sul proprio territorio (150.000 nel 2015). Ma i meriti SAR non hanno impedito alla Ue di sanzionare l&#8217;inefficienza dei nostri &#8220;hotspot&#8221; dedicati all&#8217;identificazione delle persone salvate. <\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/migro2.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p><font size=\"1\">Fonte IOM<\/font>.<\/p>\n<p><b>Interessi contrastanti sulla libert\u00e0 di circolazione<\/b><br \/>La Francia ha spesso assunto posizioni dure contro l&#8217;Italia per la mancata identificazione dei migranti irregolari, attuando di fatto la sospensione di Schengen; tuttavia non si \u00e8 mai impegnata nel SAR, come invece il suo status di grande Paese mediterraneo avrebbe richiesto.<\/p>\n<p>Ora, con l&#8217;istituzione di un&#8217; agenzia europea della Guardia costiera e di frontiera dotata di forti poteri di intervento, si mira a costringere gli Stati mediterranei a rispettare le regole europee poste a base della libera circolazione delle persone.<\/p>\n<p>La Grecia, presa dai suoi problemi economici interni, cerca di scaricarsi del problema della permeabilit\u00e0 delle sue frontiere marittime attraverso cui sono passati pi\u00f9 di 800.000 persone.<\/p>\n<p>L&#8217;Italia non ha per\u00f2 bisogno dell&#8217;aiuto della Guardia costiera europea, forte com&#8217;\u00e8 del robusto dispositivo navale di Marina militare, Capitanerie di Porto e Guardia di Finanza capace di sorvegliare, ai fini SAR e di contrasto agli scafisti, i propri limiti delle acque territoriali e la vasta area del Mediterraneo centrale.<\/p>\n<p>Del resto, il modello italiano di Guardia costiera \u00e8 interagenzia, nel senso che \u00e8 strutturato come &#8220;funzione Guardia costiera&#8221; con l&#8217;apporto di varie amministrazioni, Difesa compresa, mentre la Ue sembra ipotizzare una sua propria struttura di Guardia costiera in senso stretto.<\/p>\n<p><b>Paradossi della Guardia costiera europea<\/b><br \/>L\u2019impegno umanitario italiano in  operazioni come <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2621\" target= \"blank\"><b><u>Mare Nostrum<\/u><\/b><\/a> sembra non essere considerato rilevante nell&#8217;agenda Ue. La nuova Guardia costiera unificata dovrebbe infatti occuparsi incidentalmente di SAR, che \u00e8 invece una delle due facce dell&#8217;immigrazione via mare, assieme alla lotta ai traffici illeciti.<\/p>\n<p>Velleitario appare il progetto di affidare ad un &#8220;Return Office&#8221; i rimpatri forzosi degli &#8220;indesiderati&#8221;: difatti, per varie criticit\u00e0 legali -non ultima quella della impossibile individuazione, in assenza di documenti, del Paese di origine &#8211; questi ammontano solo a qualche migliaio.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, il vero paradosso sta nel non concentrarsi su misure di prevenzione, quali la creazione fuori Ue di centri di esame dei richiedenti asilo, la responsabilizzazione nel controllo delle proprie coste di Paesi come la Turchia, la criminalizzazione del traffico illegale di migranti da parte degli Stati interessati secondo i paragrafi 15-16  della <a href= \"http:\/\/www.un.org\/en\/ga\/search\/view_doc.asp?symbol=S\/RES\/2240(2015)\" target= \"blank\"><b><u>Risoluzione del Consiglio di sicurezza 2240 (2015) sulla situazione del  Mediterraneo<\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p>Auspicabile sarebbe infine un progetto europeo di cooperazione nel SAR mediterraneo con la messa in comune degli assetti cui affiancare una <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3197\" target= \"blank\"><b><u>modifica del sistema di Dublino<\/u><\/b><\/a>, svincolando il Paese di sbarco da quello di asilo.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Blindare le frontiere, identificare i migranti irregolari, rimpatriare celermente i non aventi titolo a protezione sono le missioni che l&#8217;Unione europea, Ue, immagina per la propria &#8220;Border and Coast Guard&#8221;. L&#8217;ambizioso (e costoso) progetto cerca di supplire alle carenze di quegli Stati, Italia compresa che, spinti dalle ondate migratorie, non hanno potuto o voluto acquisire [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[91,125,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33010"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33010"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33010\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62399,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33010\/revisions\/62399"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33010"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33010"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33010"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}