{"id":33020,"date":"2016-01-23T00:00:00","date_gmt":"2016-01-22T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/siria-il-processo-di-vienna-non-naviga-in-buone-acque\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:10","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:10","slug":"siria-il-processo-di-vienna-non-naviga-in-buone-acque","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/01\/siria-il-processo-di-vienna-non-naviga-in-buone-acque\/","title":{"rendered":"Siria, il processo di Vienna non naviga in buone acque"},"content":{"rendered":"<p>Secondo i patti stabiliti nell\u2019ambito del Processo di Vienna, il 25 gennaio le parti siriane dovrebbero riunirsi a Ginevra sotto la guida di Staffan de Mistura, al fine di negoziare entro sei mesi un esecutivo nazionale che dovrebbe poi nel giro di un anno e mezzo sovrintendere alla redazione di una nuova costituzione e alle elezioni di un nuovo governo.<\/p>\n<p>Tuttavia, de Mistura non ha voluto inviare gli inviti poich\u00e9 manca fra le parti un accordo sulle delegazioni. In teoria, poich\u00e9 il negoziato \u00e8 sotto la mediazione dell\u2019Onu, de Mistura potrebbe prendere lui le decisioni necessarie. In realt\u00e0, si pu\u00f2 ben capire l\u2019esitazione dell\u2019inviato a compiere un gesto legittimo, ma inutile e forse anche controproducente. <\/p>\n<p>\u00c8 dunque possibile non solo che il negoziato avvenga &#8211; come ormai sembra deciso &#8211; senza che le parti s\u2019incontrino direttamente &#8211; con de Mistura che parla separatamente con entrambe e poi riferisce &#8211; ma che ci sia un rinvio.<\/p>\n<p><b>Il processo di Vienna per la risoluzione del conflitto in Siria<\/b><br \/>Perch\u00e9 tante difficolt\u00e0? Il processo di Vienna \u00e8 basato su due pilastri: (a) la selezione delle opposizioni al regime, che per poter partecipare devono essere riconosciute come non terroristiche dal gruppo di contatto che ha lanciato il Processo (l\u2019<i>International Syria Support Group<\/i>-Issg), in particolare da Russia, Stati Uniti, Iran, Arabia Saudita e Turchia; (b) la decisione di soprassedere all\u2019estromissione preventiva di Assad &#8211; che \u00e8 la posizione ufficiale degli Usa, dell\u2019Europa, degli arabi e della Turchia &#8211; nella convinzione che il processo possa far maturare le condizioni perch\u00e9 la questione cessi di costituire la pregiudiziale che ha finora fatto fallire i precedenti tentativi.<\/p>\n<p>Nella fase preliminare all\u2019inizio del negoziato, che si \u00e8 svolta fra novembre e dicembre, la selezione delle opposizioni volta alla costituzione della loro delegazione nel negoziato non ha prodotto il necessario consenso nell\u2019Issg. Inoltre, la delegazione risultante ha riproposto con forza la questione di Assad che doveva invece essere accantonata. <\/p>\n<p>Perci\u00f2, arrivati al momento di iniziare il negoziato sia pure tra molte difficolt\u00e0, l\u2019Onu \u00e8 costretto a constatare che i due pilastri non reggono e che, di conseguenza, appare difficile e rischioso lanciare il negoziato, anche perch\u00e9 le delegazioni si stanno mettendo su un piano pregiudiziale e minacciano di non partecipare.<\/p>\n<p><b>Opposizione siriana, lo scontro sulle delegazioni <\/b><br \/>La selezione diretta a definire la delegazione delle opposizioni, escludendo quelle di stampo terrorista, \u00e8 alla base delle difficolt\u00e0 attuali.<\/p>\n<p>Mentre nei due schieramenti \u00e8 risultata scontata l\u2019esclusione di Isis e Jabat al Nusra (in quanto legato ad al-Qaida), sul resto l\u2019accordo non riesce a coagularsi per almeno due ragioni. <\/p>\n<p>In primo luogo, perch\u00e9 esiste una divergenza sui curdi: la Turchia &#8211; considerandoli terroristi &#8211; ha ostacolato la loro partecipazione alla formazione della delegazione. Al contrario, i russi li vogliono assolutamente dentro e, in questo, gli americani &#8211; per i quali oggi i curdi costituiscono la punta di diamante della lotta sul terreno all\u2019Isis &#8211; li appoggiano.<\/p>\n<p>In secondo luogo, la delegazione dell\u2019opposizione &#8211; che si \u00e8 intanto costituita nella conferenza di Riad appositamente organizzata dall\u2019Arabia Saudita il 10 dicembre &#8211; \u00e8 risultata coesa nei suoi intenti (un risultato che forse neppure Riad si aspettava) e composta da gruppi che in effetti non sono terroristi o difficilmente potrebbero essere considerati come tali. <\/p>\n<p>Ci\u00f2 si \u00e8 dovuto al fatto che Ahrar al-Sham, il forte gruppo radicale (terzo per importanza dopo Isis e Jabat al-Nusra), arrivati al dunque si \u00e8 spaccato e non \u00e8 entrato nella delegazione. <\/p>\n<p>La delegazione \u00e8 comunque invisa a Damasco, Mosca e Teheran, ma oggettivamente poco esposta ad obiezioni. Tuttavia, anche ammesso che lo schieramento filo-Damasco si decida ad accettarli, la delegazione stessa ha preso una forte posizione pregiudiziale sulla questione di Assad, facendo rientrare dalla finestra un problema che evidentemente non si lascia mettere sotto il tappeto.<\/p>\n<p><b>Il nodo Assad<\/b><br \/>Sulla reintroduzione della pregiudiziale ad Assad in realt\u00e0 non sono d\u2019accordo neppure gli Usa. Irrimediabilmente, nel processo, malgrado gli accorgimenti diplomatici, si \u00e8 assistito al netto riemergere dello scontro all\u2019interno dello schieramento anti-Assad fra gli autentici avversari di Assad &#8211; quelli che considerano Assad il nemico numero uno e solo secondariamente l\u2019Isis &#8211; e quelli per cui il vero nemico numero uno \u00e8 invece l\u2019Isis. <\/p>\n<p>Mentre Riad ha costruito una delegazione puramente \u201csunnita\u201d, sulla questione, i suoi alleati occidentali sono pi\u00f9 d\u2019accordo con la Russia, Teheran e Damasco che con le altre potenze sunnite della regione: vogliono i curdi nella delegazione e non vogliono che la delegazione ponga pregiudiziali su Assad. <\/p>\n<p>La sorte del regime \u00e8 considerata ormai dagli occidentali, specialmente dopo i fatti di Parigi del 13 novembre e la posizione assunta dal governo francese, sempre pi\u00f9 in funzione della lotta all\u2019Isis: si pu\u00f2 accantonare la persona di Assad (e anche qui probabilmente c\u2019\u00e8 un accordo dall\u2019Atlantico agli Urali), ma il regime e le sue forze armate possono essere utili contro l\u2019Isis.<\/p>\n<p>Dunque, il processo non \u00e8 in buone acque. Lo scontro sulla composizione della delegazione delle opposizioni \u00e8 solo la superficie di dissensi politici e strategici forti e incrociati. Soprattutto, fra i \u201csunniti\u201d e gli occidentali. <\/p>\n<p>I primi intendono eliminare Assad, come pilastro dell\u2019asse sciita e rivoluzionario nella regione &#8211;  il fattore che impedisce ai sunniti di competere con l\u2019Iran e fermarne la penetrazione. I secondi ritengono invece che la priorit\u00e0 sia l\u2019Isis. <\/p>\n<p>Su questo dissenso di fondo fra sunniti e occidentali, la Russia e l\u2019Iran costruiscono il loro vantaggio sia nel conflitto siriano (che nel medio periodo vedr\u00e0 una prevalenza militare del regime grazie all\u2019aiuto russo) sia nella regione dove la lunga alleanza fra sunniti e Occidente sta sempre pi\u00f9 tramontando. <\/p>\n<p>Se le difficolt\u00e0 non vengono superate presto e se, nel frattempo, come pare possibile, l\u2019equilibrio militare cambia a favore di Damasco, il processo di Vienna &#8211; terzo tentativo dopo i due precedenti a Ginevra &#8211; \u00e8 destinato anch\u2019esso a diventare una memoria.<\/p>\n<p>La chiave sta in un cambiamento della politica dell\u2019amministrazione di Barack Obama che ovviamente non avverr\u00e0. Bisogner\u00e0 aspettare la nuova presidenza Usa, ma nel frattempo non \u00e8 dato di immaginare quali altri vertici raggiunger\u00e0 la tragedia umanitaria della Siria, la fuga degli abitanti dal paese e la sorte dei conflitti in corso in Siria e nella regione.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo i patti stabiliti nell\u2019ambito del Processo di Vienna, il 25 gennaio le parti siriane dovrebbero riunirsi a Ginevra sotto la guida di Staffan de Mistura, al fine di negoziare entro sei mesi un esecutivo nazionale che dovrebbe poi nel giro di un anno e mezzo sovrintendere alla redazione di una nuova costituzione e alle [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[157,99,114,140,109],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33020"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33020"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33020\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62398,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33020\/revisions\/62398"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33020"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33020"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33020"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}