{"id":33050,"date":"2016-01-27T00:00:00","date_gmt":"2016-01-26T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/yemen-la-guerra-che-cambia-le-alleanze-sudanesi\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:09","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:09","slug":"yemen-la-guerra-che-cambia-le-alleanze-sudanesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/01\/yemen-la-guerra-che-cambia-le-alleanze-sudanesi\/","title":{"rendered":"Yemen, la guerra che cambia le alleanze sudanesi"},"content":{"rendered":"<p>La guerra fra sauditi e iraniani \u00e8 gi\u00e0 nel Golfo: l&#8217;inasprirsi dello scontro geopolitico tra Arabia Saudita e Iran allontana la soluzione politica del conflitto yemenita. Dopo il nulla di fatto del secondo round negoziale di dicembre, l&#8217;Onu avrebbe voluto riconvocare i colloqui tra la delegazione governativa (sostenuta dalle monarchie del Golfo) e gli insorti (gli <i>huthi<\/i> di Ansarullah pi\u00f9 i fedeli dell&#8217;ex presidente Ali Abdullah Saleh, appoggiati dall&#8217;Iran) il 14 gennaio. Per\u00f2, il giorno dell&#8217;esecuzione del religioso sciita saudita Nimr Al-Nimr, Riyadh ha annunciato la fine della tregua in Yemen: un cessate il fuoco che le parti non avevano mai davvero rispettato, ma che virtualmente era ancora in vigore. La data dei colloqui \u00e8 stata cos\u00ec posticipata <i>sine die<\/i>. <\/p>\n<p><b>Stallo e spese militari<\/b><br \/>Lo stallo militare aveva spinto le fazioni a riprendere il dialogo. Per la coalizione sunnita a guida saudita, bombardare lo Yemen \u00e8 sempre pi\u00f9 inefficace e costoso (secondo il ministro dell&#8217;economia, il conflitto ha pesato del 13% sull&#8217;incremento delle spese militari 2015): non \u00e8 una buona notizia per il ministro delle difesa Mohamed bin Salman e il suo <i>Transformation Plan 2020<\/i>, che prevede tagli e tasse causa limitata rendita energetica. Per gli Emirati Arabi Uniti, che dirigono le operazioni terrestri, la campagna yemenita \u00e8 gi\u00e0 costata la vita ad almeno ottanta soldati. Non si conosce l&#8217;esatto numero di <i>nationals<\/i>, data la presenza di sudanesi, somali, eritrei e <i>contractors<\/i> sudamericani, ma sono comunque troppi: questo \u00e8 il primo intervento militare estero per le monarchie del Golfo (escluse le operazioni multilaterali), impreparate al <i>counter-insurgency<\/i> e prive di un organizzato appoggio di terra.<\/p>\n<p>L&#8217;esercito e le milizie tribali sunnite hanno strappato Aden e alcune province meridionali, ma i miliziani sciiti zaiditi controllano ancora la capitale Sana&#8217;a, insieme alle tradizionali regioni del nord. I fronti aperti sono tanti: Taiz, snodo d&#8217;accesso alla costa orientale, \u00e8 una citt\u00e0 contesa, mentre gli <i>huthi<\/i> e i miliziani di Saleh colpiscono fra il Jizan e il Najran saudita, anche con missili Scud. I filo-governativi avanzano verso Sana&#8217;a, intensificando i raid: la battaglia per la capitale potrebbe essere dietro l&#8217;angolo. <\/p>\n<p><b>Aden ed espansione jihadista<\/b><br \/>Nel sud, il vuoto di potere si allarga. Perch\u00e9 le province riprese agli <i>huthi<\/i>, come Aden, non tornano sotto il controllo di Abd Rabu Mansour Hadi e Khaled Bahah, presidente ad interim e premier: essi, gi\u00e0 debolissimi, non si fidano delle trib\u00f9 meridionali e delle loro aspirazioni autonomiste. In Aden, la sicurezza viene ora affidata a truppe straniere, marginalizzando gli attori indigeni: sono gli emiratini ad addestrare i soldati yemeniti e ad arruolare i miliziani locali nelle forze di sicurezza regolari, by-passando cos\u00ec lo stesso governo riconosciuto. Pertanto, Al-Qaeda nella Penisola arabica (AQAP) e le nascenti cellule che si richiamano al sedicente Stato Islamico guadagnano facili spazi nel limbo yemenita, moltiplicando gli attacchi contro sciiti, politici, militari e poliziotti. AQAP ha ancora il \u201cmonopolio jihadista\u201d nel paese e, oltre a controllare la citt\u00e0 strategica di Mukalla, sta puntando ai territori interni dell&#8217;Hadramout e alle rotte desertiche del contrabbando. In Yemen, la narrativa settaria propagandata da sauditi e iraniani ha non solo deformato un conflitto di potere che ha profonde radici interne, ma ha pure incentivato la radicalizzazione violenta. <\/p>\n<p><b>Sudan, dall&#8217;Iran ai petrodollari<\/b><br \/>Cresce il coinvolgimento militare del Sudan: pi\u00f9 di un migliaio di soldati sudanesi sono dispiegati nel sud, spesso per liberare unit\u00e0 emiratine destinate alla stabilizzazione di Aden. Il regime di Omar Al-Bashir, ricercato dalla Corte Penale Internazionale per crimini di guerra, si \u00e8 cos\u00ec allineato alla politica estera dell&#8217;Arabia Saudita (come gi\u00e0 avvenuto con l&#8217;Egitto di Al-Sisi). La svolta di Khartoum, in grave crisi economico-sociale a seguito dell&#8217;indipendenza del Sud Sudan, interrompe la pluridecennale alleanza con l&#8217;Iran, mentre Riyadh rimpingua le casse sudanesi (ma quanto potr\u00e0 durare la <i>foreign aid policy<\/i> con questi prezzi del petrolio?). Teheran perde cos\u00ec un alleato importante nel rapporto con gli attori non-statuali del continente africano: le questioni di <i>budget security<\/i> determinano gli allineamenti internazionali pi\u00f9 delle convergenze ideologiche. <\/p>\n<p><b>Il ruolo di Russia e Cina<\/b><br \/>I miliziani sciiti dello Yemen cercano la sponda della Russia, forse intenzionati a rinfoltire le scorte missilistiche. Una delegazione del partito di Saleh (GPC) \u00e8 volata a Mosca per colloqui, mentre l&#8217;ex presidente si \u00e8 recato in visita all&#8217;ambasciata russa di Sana&#8217;a. Dati i forti interessi economico-energetici nel Golfo, la Cina opta per l&#8217;equilibrismo diplomatico fra Riyadh e Teheran, come testimoniato dal viaggio del presidente Xi Jingping nelle due capitali; sullo Yemen, Pechino sostiene il governo legittimo, ma non rinuncia al pragmatismo, cercando canali di dialogo con gli <i>huthi<\/i> che controllano Sana&#8217;a.<\/p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La guerra fra sauditi e iraniani \u00e8 gi\u00e0 nel Golfo: l&#8217;inasprirsi dello scontro geopolitico tra Arabia Saudita e Iran allontana la soluzione politica del conflitto yemenita. Dopo il nulla di fatto del secondo round negoziale di dicembre, l&#8217;Onu avrebbe voluto riconvocare i colloqui tra la delegazione governativa (sostenuta dalle monarchie del Golfo) e gli insorti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[162,93,99,147],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33050"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33050"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33050\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61421,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33050\/revisions\/61421"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33050"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33050"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33050"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}