{"id":33080,"date":"2016-01-28T00:00:00","date_gmt":"2016-01-27T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/braccio-di-ferro-italiano-sullaccordo-ue-turchia\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:09","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:09","slug":"braccio-di-ferro-italiano-sullaccordo-ue-turchia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/01\/braccio-di-ferro-italiano-sullaccordo-ue-turchia\/","title":{"rendered":"Braccio di ferro italiano sull\u2019accordo Ue-Turchia"},"content":{"rendered":"<p>Nei giorni in cui in Grecia centinaia di migranti fuggiti da Siria, Iraq e Afghanistan protestavano contro la barriera di sicurezza innalzata lungo il confine con la Turchia, chiedendo canali di accesso protetto in Europa e brandendo la fotografia di Aylan Kurdi, il bimbo siriano annegato nell\u2019Egeo diventato simbolo dell\u2019esodo forzato che sta destabilizzando l\u2019Europa, il 25 gennaio Ankara e Bruxelles si sono fronteggiate per la seconda volta sul <a href=\u2019 http:\/\/europa.eu\/rapid\/press-release_MEMO-15-5860_en.htm\u2019 target=_blank><b><u>Piano d\u2019azione Comune EU Turchia<\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p>Sul tavolo lo sblocco dei tre miliardi di euro promessi alla Turchia, lo scorso 15 ottobre, dal Presidente della Commissione Jean Claude Juncker, in cambio di un rafforzamento dei controlli frontalieri volti ad arginare i flussi di migranti irregolari verso l\u2019Europa.  Programma lungi dal decollare, visto che ad oggi nessuna alternativa \u00e8 stata offerta ai migranti forzati che in massa stanno abbandonando le aree di guerra, rischiando la vita nelle acque del Mar Egeo.<\/p>\n<p><b>La trasferta turca di Mogherini<\/b><br \/>\u00c8 toccato all\u2019Alto Rappresentante Federica Mogherini volare ad Ankara per convincere il ministro degli Esteri Mevlut \u00c7avu&#351;o&#287;lu  e quello degli Affari Europei Volkan Bozk&#305;r ad agire immediatamente per indurre i migranti a fermarsi in Turchia e provare, cos\u00ec, ad arginare la d\u00e9b\u00e2cle dell\u2019Unione.  Ad affiancare Mogherini, il commissario all&#8217;Allargamento Johannes Hahn e il responsabile degli Aiuti Umanitari Christos Stylianides. Presenze che lasciano intendere quali siano i nodi cruciali della trasferta turca: offrire garanzie sulla velocizzazione dell\u2019ingresso in Europa e sul rafforzamento degli aiuti umanitari chiesti dalla Turchia per gestire i quasi 2 milioni di rifugiati attualmente ospiti nel paese. Due fronti su cui gi\u00e0 il primo ministro turco Davuto&#287;lu  aveva alzato il tiro durante  l\u2019ultimo meeting con la cancelliera tedesca Merkel, chiarendo a muso duro che la \u201cTurchia non sta elemosinando soldi all\u2019Unione europea\u201d e che -questione non secondaria- i promessi  tre miliardi di euro sono solo un anticipo dell\u2019impegno richiesto all\u2019Europa per occuparsi di una crisi bollata come \u201cnon turca\u201d.<\/p>\n<p>Messaggio tutt\u2019altro che confortante per l\u2019Italia, unico Paese dell\u2019Ue che da giorni sta bloccando apertamente l\u2019accordo sulla ripartizione dei contributi tra la Commissione Ue ed i Paesi membri. Un braccio di ferro, dietro cui sembra esserci non soltanto l\u2019indisponibilit\u00e0 italiana ad elargire circa 300 milioni di euro in nome del burden sharing, ma anche la volont\u00e0 di chiarire una volta per tutte che senza garanzie sulla \u201cclausola migranti\u201d, ovvero lo scomputo dei fondi elargiti alla Turchia dai parametri di bilancio del patto di stabilit\u00e0, non ci saranno passi in avanti, tanto pi\u00f9 se imposti dall\u2019alto.<\/p>\n<p><b>Italia esclusa dalla mini Schengen <\/b><br \/>Intanto, mentre il <a href=\u2019http:\/\/europa.eu\/rapid\/press-release_MEMO-15-5698_it.htm\u2019 target=_blank><b><u>piano redistributivo dei rifugiati<\/u><\/b><\/a> avviato dalla Commissione a settembre muore tra i ripensamenti delle cancellerie del nord Europa e la reintroduzione dei controlli frontalieri in Austria, Germania, Svezia, Danimarca Francia e Norvegia, per l\u2019Italia, avamposto mediterraneo sulla crisi, si profila il rischio di un\u2019esclusione dalla mini-Schengen, la macro-area che includerebbe Belgio, Lussemburgo, Olanda, Austria, Francia e Germania, i cui confini esterni verrebbero blindati per arginare i flussi migratori che passano da Grecia e Italia.  Se a dicembre il piano lasciato intendere dal vertice della cancelleria olandese, Altmaier, aveva soltanto il sapore della provocazione lanciata per smuovere le acque stagnanti del piano europeo sull\u2019immigrazione, oggi la sua \u201ccoalizione di volenterosi\u201d sembra uno scenario tutt\u2019altro che irrealizzabile.<\/p>\n<p>Di fatto, la realt\u00e0 \u00e8 che non c\u2019\u00e8 stato membro che oggi possa sfuggire alla realpolitik. Discorso che vale soprattutto per Italia e Grecia, paesi che potrebbero trarre vantaggio da una Turchia attivata in modalit\u00e0 gatekeeper. L\u2019ipotesi, per\u00f2, non \u00e8 esente da rischi. Il temporeggiamento turco, presumibilmente rester\u00e0 tale almeno sino alla <a href=\u2019 https:\/\/www.gov.uk\/government\/news\/syria-donors-conference-2016-joint-announcement\u2019 target=_blank><b><u>conferenza dei donatori per la Siria<\/u><\/b><\/a>programmata per il prossimo 4 febbraio a Londra. Occasione in cui la comunit\u00e0 internazionale sar\u00e0 chiamata a mettere nero su bianco cosa intende fare per gestire i 13 milioni e mezzo di sfollati interni e i pi\u00f9 di 4 milioni  di rifugiati siriani  che hanno trovato riparo nei paesi confinanti. Numeri che contrastano evidentemente con i tre miliardi di dollari offerti ad oggi dai donatori invece degli otto  miliardi previsti.<\/p>\n<p><b>Turchia, gatekeeper d\u2019Europa<\/b><br \/>Per questo la Turchia, paese che da solo ospita <a href=\u2019 http:\/\/www.unhcr.org\/pages\/49e48e0fa7f.html\u2019 target=_blank><b><u>1,889,780<\/u><\/b><\/a> rifugiati, ha vincolato il piano d\u2019azione nazionale sui rifugiati ad un impegno concreto da parte della comunit\u00e0 internazionale, Ue in testa.  Per quanto rinverdite dal <a href=\u2019 http:\/\/europa.eu\/rapid\/press-release_STATEMENT-16-156_en.htm\u2019 target=_blank><b><u>Joint Statement<\/u><\/b><\/a> diffuso al margine del summit di questa settimana tra Mogherini e i rappresentanti del governo turco, restano quindi, per ora, congelate le iniziative finalizzate all\u2019integrazione dei rifugiati siriani in Turchia, per i quali era stata prevista la \u201cconcessione di permessi di lavoro per diminuire la spinta ad andare altrove\u201d e l\u2019autorizzazione ad accedere al sistemo sanitario e scolastico.<\/p>\n<p>Analogamente, restano indefinite le modalit\u00e0 con cui la Turchia dovrebbe svolgere il ruolo di gatekeeper d\u2019Europa. La gestione spinosa del dossier sulla lotta ai trafficanti di esseri umani rischia di mettere in secondo piano la gestione umanitaria delle migrazioni forzate che si fermano o transitano in Turchia. <\/p>\n<p>In un <a href=\u2019 https:\/\/www.amnesty.org\/en\/documents\/eur44\/3022\/2015\/en\/\u2019 target=_blank><b><u> rapporto recente<\/u><\/b><\/a>, Amnesty International ha documentato  una serie di abusi commessi dalle autorit\u00e0 di Ankara ai danni dei titolari di protezione internazionale. Casi di arresti arbitrari, respingimenti in territori di conflitto e detenzione inumane in condizione di isolamento.  In un\u2019intervista al <a href=\u2019 http:\/\/www.theguardian.com\/world\/2015\/nov\/30\/turkey-arrests-1300-asylum-seekers-after-2bn-eu-border-control-deal\u2019 target=_blank><b><u>Guardian<\/u><\/b><\/a>,  Melanie Ward, dell\u2019International Rescue Committee del Regno Unito, ha definito, per queste ragioni, l&#8217;accordo \u201cpreoccupante, proprio perch\u00e9 finalizzato principalmente a ostacolare il movimento di chi cerca rifugio in Ue\u201d. Migranti forzati, in altre parole, che in assenza di vie legali e sicure di accesso in Europa continueranno a foraggiare le economie illecite dei trafficanti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei giorni in cui in Grecia centinaia di migranti fuggiti da Siria, Iraq e Afghanistan protestavano contro la barriera di sicurezza innalzata lungo il confine con la Turchia, chiedendo canali di accesso protetto in Europa e brandendo la fotografia di Aylan Kurdi, il bimbo siriano annegato nell\u2019Egeo diventato simbolo dell\u2019esodo forzato che sta destabilizzando l\u2019Europa, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[91,172,130,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33080"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33080"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33080\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62396,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33080\/revisions\/62396"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33080"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33080"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33080"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}