{"id":33120,"date":"2016-02-01T00:00:00","date_gmt":"2016-01-31T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/renzi-merkel-le-differenze-possono-convergere\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:08","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:08","slug":"renzi-merkel-le-differenze-possono-convergere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/02\/renzi-merkel-le-differenze-possono-convergere\/","title":{"rendered":"Renzi-Merkel, le differenze possono convergere"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;incontro tra Matteo Renzi e la cancelliera Angela Merkel non si \u00e8 sottratto al consueto squilibrio di attenzione che esiste tra Italia e Germania, nella stampa e nei commenti qualificati. Molta enfasi da noi, relativo distacco in Germania.<\/p>\n<p>In compenso, in questa occasione si \u00e8 accentuata ulteriormente la personalizzazione dei due protagonisti. A prima vista c&#8217;\u00e8 ben poco che assimili caratterialmente o per stile comunicativo i due politici. Eppure si continua a parlare di un feeling particolare tra loro: \u00e8 autentico o simulato? Strumentale o guidato da una convinzione o intuizione politica che potrebbe dare uno sbocco diverso al sempre complicato, ambivalente e mai risolto rapporto tra tedeschi e italiani? <\/p>\n<p><b>Merkel e il il contenimento della migrazione <\/b><br \/>Ci sono differenze tra il premier italiano e la cancelliera Merkel che vanno verificate con i dati di fatto. Partiamo dalla difficile congiuntura politica interna in cui entrambi si trovano. Mentre nel caso italiano essa ha le sue radici nella precariet\u00e0 dell&#8217;equilibrio delle forze politiche, che Renzi sta prendendo di petto, nel caso tedesco tutto \u00e8 precipitato negli ultimi tre mesi. <\/p>\n<p>In modo inatteso e con conseguenze politiche tuttora imprevedibili. Nessuno immaginava che la decisione della cancelliera di aprire le porte a centinaia di migliaia di migranti, presentata come una iniziativa &#8220;umanitaria&#8221; definita di volta in volta coraggiosa, arrischiata o irresponsabile, innescasse una crisi europea di cui oggi si tende a dissimulare il carattere fortemente politico.<\/p>\n<p>L&#8217;erezione dei &#8220;muri&#8221; di filo spinato anti-immigrazione, la messa in mora del trattato di Schengen non sono deplorevoli comportamenti da deprecare ( &#8220;se si distrugge Schengen, si distrugge l&#8217;Europa&#8221;). L&#8217;Unione europea non \u00e8 gi\u00e0 pi\u00f9 quella che era sei mesi fa o che riteneva di essere. Non sa pi\u00f9 come ri-distinguere tra confini interni e confini esterni. Per tacere delle retoriche sulla &#8220;identit\u00e0 europea&#8221;. <\/p>\n<p>\u00c8 in questo contesto che vanno collocate le posizioni emerse nell&#8217;incontro tra Renzi e Merkel. La cancelliera ha una priorit\u00e0 assoluta: il contenimento tangibile della migrazione, per salvare insieme al proprio governo, la posizione di sicurezza e di influenza della Germania, inaspettatamente indebolita in Europa. Punta sul contributo considerato determinante della Turchia, opportunamente compensata da tre miliardi di euro e, in misura diversa, con un mix di minacce e di offerte, sull&#8217;apporto della Grecia, tornata di nuovo d&#8217;attualit\u00e0. Per queste operazioni la cancelliera ritiene di poter contare sull&#8217;aiuto o quanto meno sul consenso della Commissione europea.<\/p>\n<p><b>Le ambizioni di Renzi<\/b><br \/>Proprio su questo punto si intravvede qualche novit\u00e0 di atteggiamento della Merkel, legato a quelle che la Faz chiama &#8220;le ambizioni di Renzi&#8221;. L&#8217;ordine di priorit\u00e0 del premier italiano non coincide con quello della cancelliera, anche se con la sua abilit\u00e0 comunicativa accentua la comunanza delle grandi visioni. <\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo primario di Renzi infatti \u00e8 di ottenere quella &#8220;flessibilit\u00e0&#8221; nell&#8217;esecuzione del Patto di stabilit\u00e0 che consentirebbe di consolidare il trend positivo che caratterizzerebbe lo sviluppo italiano e che la cancelliera generosamente riconosce. L\u2019energica richiesta\/rivendicazione di questa flessibilit\u00e0 \u00e8 rivolta da Renzi alla Commissione europea, in particolare a Jean Claude Juncker con toni che riecheggiano le polemiche di settimane fa. <\/p>\n<p>Abilmente il premier riesce ad includervi anche il contributo italiano alla Turchia &#8211; mai negato in linea di principio, ma da non computare nel calcolo del deficit nazionale &#8211; che sta a cuore a Merkel. <\/p>\n<p>La reazione di quest&#8217;ultima \u00e8 singolare: &#8220;La cosa bella &#8211; dice &#8211; \u00e8 che quando si tratta della comunicazione sulla flessibilit\u00e0, entrambi accettiamo che ci siano interpretazioni della Commissione divergenti. Non mi immischio in queste cose. \u00c8 compito della Commissione decidere l&#8217;interpretazione&#8221;. \u00c8 malizioso leggere tra queste righe l&#8217;invito a Juncker di accontentare Renzi ? La cancelliera avrebbe usato queste parole se non fosse preoccupatissima dell&#8217;operazione Turchia? <\/p>\n<p>Ciononostante, \u00e8 sbagliato spingere oltre la speculazione sino a ritenere che la cancelliera approvi le critiche di Renzi a Juncker e tantomeno le obiezioni al rapporto privilegiato tra Francia e Germania, con la riapertura del classico contenzioso storico del triangolo Parigi-Berlino-Roma. <\/p>\n<p>Non rientra nella prospettiva politica della pragmatica Merkel e della sua visione storica, compreso il rapporto preferenziale con la Francia. Ma allora quella della cancelliera \u00e8 solo una benevolenza strumentale verso l&#8217;inquieto, ma in definitiva &#8220;innocuo&#8221; premier italiano?<\/p>\n<p><b>Germania, egemone vulnerabile<\/b><br \/>\u00c8 verosimilmente una pura coincidenza che alla vigilia dell&#8217;incontro berlinese, il ministro degli esteri italiano, Paolo Gentiloni, abbia concesso un&#8217;ampia intervista a <i>La Stampa<\/i>, dedicata ai problemi di politica estera (in particolare alla questione della Libia) che non hanno trovato particolare spazio nell&#8217;incontro Merkel\/Renzi. <\/p>\n<p>Il ministro per\u00f2, davanti alle difficolt\u00e0 dell&#8217;Ue ha allargato il discorso sino a parlare dell&#8217;ipotesi di ripensare il vecchio progetto di un&#8217;Europa a due velocit\u00e0 &#8211; per ridarle la capacit\u00e0 di decisione consensuale ed efficace. Non mi pare ci sia stata alcuna reazione, da nessuna parte, a questa ipotesi &#8211; tantomeno in Germania dove pure questa idea nei primi anni novanta era stata sostenuta da politici della statura di Wolfgang Schaueble.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, al momento la politica tedesca \u00e8 concentrata sulle difficolt\u00e0 quotidiane con un occhio ansioso alla prevedibile crescita del partito &#8220;Alternative fuer Deutschland&#8221;, genericamente definito &#8220;populista&#8221; che coltiva la visione pi\u00f9 radicale dell&#8217;abbandono dell&#8217;euro. <\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 traccia di quell&#8217;ambizione egemonica che in modo molto ambivalente  concentrava l&#8217;attenzione di tutti sino a non molti mesi fa. Sembra incredibile quanto rapidamente &#8220;l&#8217;egemonia tedesca&#8221;, insieme alla sua frustrazione, abbia rivelato tutta la sua vulnerabilit\u00e0.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;incontro tra Matteo Renzi e la cancelliera Angela Merkel non si \u00e8 sottratto al consueto squilibrio di attenzione che esiste tra Italia e Germania, nella stampa e nei commenti qualificati. Molta enfasi da noi, relativo distacco in Germania. In compenso, in questa occasione si \u00e8 accentuata ulteriormente la personalizzazione dei due protagonisti. 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