{"id":33130,"date":"2016-02-02T00:00:00","date_gmt":"2016-02-01T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/caso-maro-leffetto-della-diplomazia-internazionale\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:08","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:08","slug":"caso-maro-leffetto-della-diplomazia-internazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/02\/caso-maro-leffetto-della-diplomazia-internazionale\/","title":{"rendered":"Caso Mar\u00f2, l\u2019effetto della diplomazia internazionale"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019attenzione per la vicenda dei mar\u00f2 \u00e8 diventata un po\u2019 come l\u2019onda di marea: arriva rapidamente, sommerge tutto e poi si ritira senza lasciare tracce, a parte qualche detrito (ovvero &#8211; nel nostro caso &#8211; qualche strascico poco informato). Indignazione gridata e scetticismo rassegnato si alternano con regolarit\u00e0 e pu\u00f2 essere utile cercare di fare un po\u2019 di chiarezza.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 il Tribunale arbitrale a stabilire il prossimo destino dei due fucilieri di Marina. Non nella sostanza, si badi bene, ma solo per quel che riguarda la giurisdizione competente per il processo che si dovr\u00e0 tenerein Italia o in India, a seconda della decisione. <\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 non prima del 2018: scandalizzarsi &#8211; come \u00e8 avvenuto da noi nei giorni scorsi &#8211; non ha molto senso e vorrebbe dire solo non avere cognizione del fatto &#8211; noto a chiunque abbia esperienza della materia &#8211; che i tempi delle decisioni arbitrali sono sempre lunghi (anche prescindendo dalla tendenza dei giudici di prendersela comoda, per varie ragioni). <\/p>\n<p>La domanda, piuttosto, dovrebbe essere perch\u00e9 si \u00e8 atteso quasi quattro anni prima di ricorrere a una procedura che avrebbe fatto guadagnare tempo e, a detta di molti, sarebbe stata uno strumento di pressione efficace nei confronti dell\u2019India. <\/p>\n<p><b>La lunga attesa dei Mar\u00f2<\/b><br \/>Mi sono chiesto pi\u00f9 volte come mai il Tribunale del Mare di Amburgo non avesse accolto la scorsa estate la richiesta italiana di consentire a Massimiliano Latorre di restare e a Salvatore Girone di rientrare in Italia, rimettendo il tutto all\u2019arbitrato.<\/p>\n<p>Molti segnali lasciavano pensare che il governo di Narendra Modi &#8211; una volta esaurita l\u2019utilit\u00e0 strumentale del tema mar\u00f2 per la campagna elettorale contro Sonia Gandhi &#8211; condividesse il desiderio di facilitare una via d\u2019uscita da una controversia che per l\u2019India era abbastanza marginale. <\/p>\n<p>Lasciar partire Girone avrebbe significato rinunciare a un <i>chip <\/i>negoziale valido, ma sarebbe servito ad abbassare il livello della tensione e far s\u00ec che la fase giurisdizionale si svolgesse senza per l\u2019Italia la spina nel fianco di un suo militare forzosamente trattenuto in India. <\/p>\n<p>L\u2019opposizione indiana alla richiesta italiana ad Amburgo fu inaspettatamente dura: segno che seppure un qualche accordo si era profilato, si \u00e8 scontrato con resistenze non previste, forse ad opera della magistratura indiana.<\/p>\n<p>La sospensione della giurisdizione di entrambi i paesi decretata ad Amburgo, col congelamento delle procedure connesse, ha comportato che per l\u2019Italia non vi \u00e8 pi\u00f9 alcun obbligo di chiedere proroghe della permanenza di Latorre in Italia.<\/p>\n<p>Correlativamente per\u00f2, l\u2019India non ha la possibilit\u00e0 di modificare lo status di Girone. Non abbiamo perso tempo nel rinnovare la richiesta di una misura provvisoria che consenta a entrambi di attendere in Italia il lodo arbitrale e la decisione del Tribunale arbitrale, prevista per marzo, \u00e8 di importanza fondamentale.<\/p>\n<p>Se la misura dovesse essere accordata tutto si farebbe pi\u00f9 piano, ma se dovesse essere rifiutata il garbuglio si farebbe grosso: Latorre non soffrirebbe granch\u00e9, ma Girone resterebbe nella posizione di ostaggio a tempo indefinito, che una problematica assegnazione all\u2019ambasciata di Delhi servirebbe in parte a mascherare, ma non certo a superare. <\/p>\n<p>L\u2019India, che era sembrata contestare in un primo tempo la competenza arbitrale, ha modificato i toni e il segnalepotrebbe essere positivo. Anche se la sua rigidit\u00e0 negoziale &#8211; e l\u2019imprevedibilit\u00e0 della magistratura &#8211; possono sempre riservare sorprese.<\/p>\n<p>Per Latorre e Girone si prospetta un\u2019attesa di ancora due, tre anni per sapere chi dovr\u00e0 processarli, e di almeno altrettanti &#8211; se non di pi\u00f9 &#8211; per avere un verdetto definitivo che ne sanzioni, come mi auguro, la non colpevolezza.<\/p>\n<p>Sui tempi della giurisdizione non c\u2019\u00e8 molto da fare; l\u2019unico modo per accorciarli \u00e8 quello di un\u2019intesa fra i due governi che chiuda politicamente la questione senza aspettare l\u2019esito dell\u2019arbitrato.<\/p>\n<p><b>Un fastidio per la diplomazia internazionale<\/b><br \/>Per il governo di Modi, come si \u00e8 detto, il tema dei mar\u00f2 non costituisce una priorit\u00e0. \u00c8 per\u00f2 un fastidio che potrebbe complicarsi ulteriormente, nei rapporti con gli altri paesi europei e con gli Usa come sul piano internazionale, dove i margini di ambiguit\u00e0 nella vicenda &#8211; che non sono pochi &#8211; rischiano di riverberarsi sulle ambizioni di un paese che si vede gi\u00e0 membro permanente del Consiglio di Sicurezza. <\/p>\n<p>L\u2019India in politica estera ragiona in primo luogo in termini di rapporti di forza e la sua <i>hubris <\/i>porta a chiedersi come mai, mentre il mondo intero fa la fila a Delhi dall\u2019Italia le presenze siano state sporadiche (ben prima che i mar\u00f2 rendessero le cose pi\u00f9 difficili). <\/p>\n<p>Noi siamo <i>demandeurs<\/i>; godiamo di un buon capitale di simpatia, ma dobbiamo correggere una immagine di debolezza che ci fa apparire politicamente irrilevanti (debolezza, sia detto per inciso, che abbiamo contribuito non poco a rafforzare con alcune mosse difficilmente comprensibili, specie nelle prime fasi della crisi). <\/p>\n<p>Fatte le differenze del caso, fra Modi e Matteo Renzi vi sono somiglianze di visione che un dialogo diretto potrebbe far risaltare a nostro vantaggio, a condizione di svolgersi direttamente, senza troppe mediazioni. Non \u00e8 necessario venire a Canossa: basterebbe l\u2019occasione di un G20 o altro per imbastire un discorso che sin qui \u00e8 stato troppo fugace.<\/p>\n<p>La diplomazia dovrebbe aiutare, sfruttando fuori dal fascio dei riflettori le non molte carte a nostra disposizione e facendo bene attenzione all\u2019equilibrio fra il dare e l\u2019avere. In tema di Nazioni Unite abbiamo strumenti per una pressione efficace, ma sinora in pratica non ne abbiamo usati. <\/p>\n<p>L\u2019economia indiana \u00e8 cresciuta pi\u00f9 di tutti nel 2015 e restare ai margini di quel mercato significa rinunciare a recuperare almeno parte delle posizioni che in passato abbiamo avuto. Le opportunit\u00e0 non mancano, come dimostra la recente acquisizione di Pininfarina da parte del gruppo Mahindra. <\/p>\n<p>Separare la questione dei mar\u00f2 dai rapporti commerciali non risponde solo ad un discorso economico: rendendo pi\u00f9 consistente la rete delle reciproche interdipendenze, e stimolando un maggior flusso di investimenti indiani, potremmo dare al rapporto di forze una diversa sostanza. <\/p>\n<p><b>Adesione al Mtcr e accordo di libero scambio con l\u2019Ue<\/b><br \/>Abbiamo bloccato l\u2019adesione dell\u2019India al Mtcr &#8211; l\u2019accordo sul controllo della missilistica militare &#8211; che costituisce un passaggio importante per il suo definitivo sdoganamento come potenza nucleare, con l\u2019ingresso nel <i>Nuclear Suppliers Group<\/i>, NSG, l\u2019organo di governo del Trattato di non Proliferazione. <\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una certa ironia in tutto ci\u00f2, visto che il TNP nacque proprio in reazione all\u2019esplosione della prima bomba nucleare indiana, ma le cose sono cambiate: americani, europei e fra questi anche noi abbiamo a lungo premuto perch\u00e9 l\u2019India si uniformasse pienamente al regime di controlli internazionale sul nucleare.<\/p>\n<p>Bloccando l\u2019adesione al Mtcr, ritardiamo un processo che risponde a un fondamentale interesse occidentale, mentre per l\u2019India attendere non \u00e8 un peso. L\u2019accordo di libero scambio Ue-India, sul quale pure abbiamo posto una riserva,interessa i paesi europei forse pi\u00f9 dell\u2019India, che \u00e8 alla radice dei ritardi che hanno rallentato sin qui il negoziato: ostacolandone la ripresa non \u00e8 chiaro a chi facciamo pi\u00f9 danno.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019attenzione per la vicenda dei mar\u00f2 \u00e8 diventata un po\u2019 come l\u2019onda di marea: arriva rapidamente, sommerge tutto e poi si ritira senza lasciare tracce, a parte qualche detrito (ovvero &#8211; nel nostro caso &#8211; qualche strascico poco informato). 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