{"id":33150,"date":"2016-02-04T00:00:00","date_gmt":"2016-02-03T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/dopo-i-pugni-sul-tavolo-quo-vadis-renzi\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:07","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:07","slug":"dopo-i-pugni-sul-tavolo-quo-vadis-renzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/02\/dopo-i-pugni-sul-tavolo-quo-vadis-renzi\/","title":{"rendered":"Dopo i pugni sul tavolo, quo vadis Renzi"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 normale che un leader abbia due priorit\u00e0: governare il paese e vincere le prossime elezioni. La trappola sta in una celebre battuta di Juncker (proprio lui!) di alcuni anni fa: \u201cSappiamo perfettamente che cosa dovremmo fare, ma non sappiamo come essere rieletti dopo averlo fatto\u201d. La verit\u00e0 e che con rare eccezioni i leader danno la priorit\u00e0 al secondo obiettivo, quello di essere rieletti. Non si pu\u00f2 quindi rimproverare a Matteo Renzi di impostare la sua \u201ccampagna d\u2019Europa\u201d sul recupero del consenso interno. <\/p>\n<p>Sposando l\u2019europeismo spinelliano spruzzato di socialismo e l\u2019attacco frontale all\u2019Ue che esiste, Renzi spera evidentemente di coniugare la fedelt\u00e0 alla \u201cvera\u201d Europa con il diffuso euroscetticismo presente anche nel nostro paese, recuperando cos\u00ec consensi che il fronte populista rischia di erodere. Difficile dargli torto a priori. <\/p>\n<p>Dopo aver fatto (per finta?) pace con <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3312\" target= \"blank\"><b><u>Angela Merkel<\/u><\/b><\/a>, adesso apre il secondo fronte che forse ritiene pi\u00f9 facile, quello con la Commissione. Pu\u00f2 darsi che tutto ci\u00f2 gli procuri i desiderati vantaggi elettorali. Proiettata nel medio periodo, la tattica comporta tuttavia un errore e un grave rischio.<\/p>\n<p><b>Caratteristiche dell\u2019europeismo italiano<\/b><br \/>L\u2019europeismo italiano ha sempre avuto tre caratteristiche. In primo luogo, abbiamo un\u2019immagine mitologica dell\u2019Europa molto diversa da quella reale. Come per ogni mito, c\u2019\u00e8 il rischio che cada a pezzi a ogni difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>A fronte di questo c\u2019\u00e8 per\u00f2 stata una pratica di governo finalizzata spesso con successo a difendere quello che si \u00e8 ritenuto essere, a torto o a ragione, l\u2019interesse nazionale. Essa ha avuto tra l\u2019altro momenti gloriosi: con de Gasperi, poi con Gaetano Martino ed Emilio Colombo, con Craxi e Andreotti e infine con Ciampi, Giorgio Napolitano e Mario Monti cui va il merito di aver provocato, nel 2012, la vera svolta della politica europea, quella che ha permesso a Mario Draghi di agire per salvare l\u2019euro.<\/p>\n<p>Infine soffriamo di una sistematica incapacit\u00e0 di adattare le strutture del Paese alle decisioni prese. In sostanza, agli italiani non \u00e8 mai stata raccontata bene la vera storia dell\u2019Italia in Europa. La narrativa del \u201cvincolo esterno\u201d che Monti ha tentato senza successo di correggere, ha aggravato le cose. <\/p>\n<p>Non \u00e8 detto che la retorica renziana permetta di colmare questo vuoto. Ben venga l\u2019opera di verit\u00e0, ma \u00e8 un errore denigrare la politica europea di tutti i governi passati, bollandola come imbelle e rinunciataria. Cos\u00ec facendo si rischia di demolire in modo durevole l\u2019immagine dell\u2019Europa presso gli italiani che sarebbero legittimati a pensare di essere stati ingannati per sessant\u2019anni.<\/p>\n<p><b>Renzi batte i pugni sul tavolo <\/b><br \/>Dopo l\u2019errore c\u2019\u00e8 il rischio. Renzi ha deciso di mettere nel paniere del contenzioso pubblico le cose pi\u00f9 disparate. \u00c8 una tattica come un\u2019altra che per\u00f2 non sembra molto convincente perch\u00e9 avvalora la tesi di un\u2019Europa a noi ostile. Basta pensare ai due capitoli pi\u00f9 importanti: l\u2019economia (banche e politica di bilancio) e la crisi dei migranti\/rifugiati.<\/p>\n<p>Sul <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3311\" target= \"blank\"><b><u>primo capitolo<\/u><\/b><\/a> l\u2019Italia ha le sue ragioni, ma il negoziato \u00e8 complesso; andrebbe spiegato agli italiani perch\u00e9 troviamo cos\u00ec poche sponde non solo a Berlino e a Bruxelles, ma anche altrove. Sul problema dei <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3308\" target= \"blank\"><b><u> rifugiati<\/u><\/b><\/a> le ragioni per cui l\u2019Europa si muove lentamente e male sono molteplici; nessuno \u00e8 innocente, noi compresi.<\/p>\n<p>A un paese frustrato e convinto di \u201cnon contare nulla\u201d pu\u00f2 far piacere vedere che il governo \u201cbatte i pugni sul tavolo\u201d. D\u2019altro canto sappiamo che nel frattempo i nostri valenti diplomatici e alcuni ministri negoziano in privato per raggiungere un compromesso soddisfacente. \u00c8 legittimo chiedere se non sarebbe meglio abbassare i toni in pubblico e riservare i \u201cpugni sul tavolo\u201d ai negoziati privati.<\/p>\n<p>David Cameron aveva proclamato la volont\u00e0 di voler \u201criformare\u201d l\u2019Ue e di cambiare radicalmente il rapporto del paese con l\u2019Europa. Dovr\u00e0 ora presentare come un successo un risultato obiettivamente abbastanza modesto. Gli va comunque riconosciuto il merito di non aver mai alzato i toni. <\/p>\n<p>Renzi, dopo aver dichiarato di voler \u201ccambiare verso\u201d all\u2019Europa, guidare i socialisti europei, spezzare l\u2019asse franco-tedesco ed essersi candidato alla guida dell\u2019Ue, potrebbe scoprirsi prigioniero della sua stessa retorica. Potrebbe avere difficolt\u00e0 a rimettere il genio nella bottiglia e spiegare gli inevitabili compromessi a un paese che continua a sognare un\u2019Europa mitologica, ma nel frattempo \u00e8 stato educato a detestare quella reale.<\/p>\n<p>Usare ogni disaccordo con Juncker per bollarlo come \u201cburocrate\u201d \u00e8 un altro errore che potevamo evitare, non solo per la tradizionale ragione che l\u2019Italia ha interesse a una Commissione forte. Juncker avr\u00e0 molti difetti, ma \u00e8 tutto tranne che un burocrate e, come tutti i politici, deve tener conto di una <i>constituency <\/i>pi\u00f9 vasta e complessa di quella di Renzi. Del resto far rispettare le regole \u00e8 il primo compito di un\u2019istituzione politica.<\/p>\n<p><b>Le due carte di Renzi<\/b><br \/>Renzi ha in mano due carte forti: la consapevolezza che ogni alternativa di governo in Italia sarebbe peggiore per l\u2019Europa e l\u2019aver impresso una salutare accelerazione al processo di cambiamento del Paese. Tuttavia, se pu\u00f2 presentarsi dicendo \u201cabbiamo voltato pagina\u201d, non pu\u00f2 ancora dire \u201cabbiamo riformato l\u2019Italia\u201d. Per leggere fondate critiche alla legge di stabilit\u00e0 e vedere il cammino che resta da fare nelle riforme, non c\u2019\u00e8 bisogno di andare a Bruxelles; basta la stampa italiana.<\/p>\n<p>N\u00e9 vale molto raccontarci che l\u2019Europa ha bisogno di noi pi\u00f9 di quanto avesse bisogno della Grecia e forse persino della Gran Bretagna. \u00c8 vero, ma lo \u00e8 altrettanto che noi abbiamo bisogno dell\u2019Europa forse pi\u00f9 della stessa Germania. Se dovesse intervenire la catastrofe, la domanda non \u00e8 chi soffrir\u00e0 (tutti). Bisogna invece chiedere chi soffrir\u00e0 per primo \u00e8 chi \u00e8 pi\u00f9 capace di parare il colpo. <\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 da sperare che i principali protagonisti, Merkel, Juncker, ma soprattutto Renzi, siano capaci di volteggiare sul trapezio e atterrare in piedi. Ci sono per\u00f2 rischi che superano l\u2019abilit\u00e0 tattica dei giocatori. Gli dei accecano coloro di cui vogliono la rovina; si chiama <i>hubris<\/i> e proprio i greci meno di un anno fa ne hanno apprezzato in pieno il significato.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 normale che un leader abbia due priorit\u00e0: governare il paese e vincere le prossime elezioni. La trappola sta in una celebre battuta di Juncker (proprio lui!) di alcuni anni fa: \u201cSappiamo perfettamente che cosa dovremmo fare, ma non sappiamo come essere rieletti dopo averlo fatto\u201d. 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