{"id":33190,"date":"2016-02-05T00:00:00","date_gmt":"2016-02-04T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/di-ritorno-da-ventotene\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:06","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:06","slug":"di-ritorno-da-ventotene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/02\/di-ritorno-da-ventotene\/","title":{"rendered":"Di ritorno da Ventotene"},"content":{"rendered":"<p>In politica i simboli contano. La visita del Presidente del Consiglio Matteo Renzi all\u2019isola di Ventotene, quel &#8220;tornare a casa, dove tutto \u00e8 cominciato&#8221;, quei fiori deposti sulla tomba di Altiero Spinelli sono un messaggio importante, non solo per chi ha dedicato la propria vita alla costruzione di &#8220;un\u2019Europa libera e unita&#8221;.<\/p>\n<p>Definire un\u2019Unione europea scossa da dubbi esistenziali \u201cil pi\u00f9 grande successo politico del dopoguerra\u201d, sostenere che &#8220;nessun muro pu\u00f2 fermare la libert\u00e0&#8221;, sottolineare che la memoria si preserva costruendo ponti verso le nuove generazioni sono tutte affermazioni coraggiose. Ma, una volta tornati sulla terraferma, l\u2019agenda politica nazionale e quella europea chiamano ad atti concreti, impegnativi e lungimiranti.<\/p>\n<p>Il fatto che la visita di Renzi a Ventotene sia arrivata subito dopo l\u2019incontro a Berlino con la Cancelliera Angela Merkel consente di mettere ben a fuoco la triplice crisi che stiamo vivendo: quella economica, quella dei migranti, quella dei conflitti alle porte dell\u2019Europa.<\/p>\n<p>I dilemmi da affrontare sono davanti a tutti noi. Rigore nei conti pubblici e credibilit\u00e0 nelle politiche di rientro del debito, ma flessibilit\u00e0 nelle soluzioni possibili e nuove vie europee per ritrovare il sentiero della crescita.<\/p>\n<p>Ricerca di un equilibro fra gestione dell\u2019emergenza rifugiati, che pone sotto stress governi e strutture nazionali, e consapevolezza che siamo di fronte a un cambiamento epocale, che durer\u00e0 decenni (senza mai dimenticare &#8211; come ha detto Renzi a Ventotene &#8211; che &#8220;chi vuole distruggere Schengen vuole distruggere l\u2019Europa&#8221;). <\/p>\n<p>Necessit\u00e0 di dare risposte coordinate su scala europea all\u2019&#8221;arco di instabilit\u00e0&#8221; che circonda l\u2019Europa, dalla Libia, alla Siria, all\u2019Ucraina &#8211; in cui anche il tema dell\u2019energia gioca un ruolo chiave per la sicurezza del nostro continente.<\/p>\n<p><b>Cittadini e leader europei<\/b><br \/>Per rispondere a tutto questo, un ruolo di leadership da parte di alcuni governi europei rimane indispensabile. Come cittadini europei dobbiamo anche chiedere alle istituzioni dell\u2019Unione di giocare fino in fondo il loro ruolo. <\/p>\n<p>Una Commissione pi\u00f9 politica, che gode della fiducia del Parlamento europeo (con una &#8220;grande coalizione&#8221; tra le forze europeiste), ha il compito di agire per l\u2019interesse europeo, che non potr\u00e0 mai scaturire dalla sommatoria di 28 interessi nazionali.<\/p>\n<p>Il Parlamento europeo \u00e8 chiamato a promuovere il massimo d\u2019integrazione possibile a trattati vigenti, a proporre le modifiche ai trattati necessarie per un\u2019Europa federale, a evidenziare il collegamento fra un adeguato bilancio dell\u2019Unione e dell\u2019eurozona e un\u2019Europa dello sviluppo e della coesione sociale.<\/p>\n<p>Gli Stati membri, nel Consiglio europeo e nel Consiglio, devono ricostruire la fiducia reciproca, perch\u00e9 il ritorno dei muri non dar\u00e0 ai loro cittadini n\u00e9 pi\u00f9 sicurezza n\u00e9 pi\u00f9 benessere. All\u2019Alto Rappresentante europeo, Federica Mogherini, dobbiamo chiedere di lavorare a una &#8220;strategia globale dell\u2019Ue&#8221; (che presenter\u00e0 al Consiglio europeo nel giugno prossimo) che non sia una media al ribasso fra le timidezze e i ripiegamenti nazionalistici degli Stati membri. Per dirla di nuovo con le parole di Matteo Renzi a Ventotene: &#8220;Quando l\u2019Europa perde il senso della propria vocazione e diventa un insieme di egoismi rischia di crollare&#8221;.<\/p>\n<p>Ci attende un biennio con altri appuntamenti carichi di valenza simbolica: quest\u2019anno il trentennale della morte di Spinelli; nel 2017 il sessantennale dei Trattati di Roma e i 110 anni dalla nascita di Spinelli. Sarebbe suicida ridurli a rituali autoconsolatori &#8211; o a pur suggestivi eventi come il carcere di Santo Stefano che comincer\u00e0 una nuova vita quale centro di formazione europea per i giovani del Mediterraneo.<\/p>\n<p>Nella primavera del 2017 avremo un appuntamento cruciale, previsto dal Rapporto dei cinque Presidenti \u201cCompletare l&#8217;Unione economica e monetaria dell&#8217;Europa\u201d, con il Libro bianco della Commissione sul passaggio dalla prima fase (\u201capprofondire facendo\u201d) alla seconda (\u201ccompletare l\u2019Uem\u201d). Uno snodo fondamentale per chi ritiene che quello che manca al completamento della costruzione europea sia un\u2019Unione politica dotata di risorse adeguate alla scala dei problemi che abbiamo di fronte. <\/p>\n<p> <b>Europa a due velocit\u00e0<\/b><br \/>Il tema dell\u2019Europa a due velocit\u00e0, evocato di recente dal Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, \u00e8 da tempo in agenda. Lo stesso Consiglio europeo, nel giugno 2014, ha accolto la prospettiva della \u201cintegrazione differenziata\u201d, che deve permettere ai Paesi \u201cche intendono approfondire l\u2019integrazione di andare avanti\u201d.<\/p>\n<p>Il dibattito sulla Gran Bretagna e il suo rapporto con l\u2019Ue deve essere un\u2019opportunit\u00e0 per chi vuole andare avanti, non una zavorra da parte di chi non sa dove vuole andare. L\u2019Italia si appresta anche a lanciare un messaggio sul futuro dell\u2019Europa, insieme con gli altri Paesi fondatori. Un altro atto benvenuto e impegnativo, che dovr\u00e0 indicare ambiziosi contenuti condivisi, in primo luogo per l\u2019eurozona.<\/p>\n<p>Il Presidente del Consiglio Renzi, in chiusura del suo appassionato discorso a Ventotene, ha ripreso la celebre frase che chiude il Manifesto: \u201cLa via da percorrere non \u00e8 facile, n\u00e9 sicura. Ma deve essere percorsa, e lo sar\u00e0!\u201d. A Ventotene sono le radici e l\u00e0 \u00e8 nato un progetto di pace che pu\u00f2 ancora dare un senso e un orizzonte all\u2019Europa.<\/p>\n<p>Ma un redivivo Altiero Spinelli si porrebbe anzitutto il problema di come rifondare nel presente e nel futuro quei valori, su quali alleanze politiche, sociali, culturali rimettersi in cammino. Si deve dire come, con chi ed entro quando percorrere quella via, n\u00e9 facile n\u00e9 sicura. Il tempo si sta facendo breve, il rischio e i costi del fallimento pi\u00f9 grandi. <\/p>\n<p>*<i><font size=\"1\"> Questo articolo \u00e8 un estratto da un contributo pi\u00f9 ampio pubblicato sul sito del <a href= \"http:\/\/www.csfederalismo.it\/images\/commenti\/CommentoCSF74_daVentotene_Brugnoli_010216.pdf\" target= \"blank\"><b><u> Centro Studi sul Federalismo<\/u><\/b><\/a><\/font>.<\/p>\n<p>  .<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In politica i simboli contano. 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