{"id":33280,"date":"2016-02-16T00:00:00","date_gmt":"2016-02-15T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/mini-schengen-ricetta-per-scongiurarla\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:02","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:02","slug":"mini-schengen-ricetta-per-scongiurarla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/02\/mini-schengen-ricetta-per-scongiurarla\/","title":{"rendered":"Mini-Schengen, ricetta per scongiurarla"},"content":{"rendered":"<p>I prossimi tre mesi saranno decisivi per la tenuta dell\u2019area Schengen. O si riuscir\u00e0 a far funzionare un sistema che prevede controlli comuni delle frontiere, un\u2019accoglienza ben gestita ed equa, e in prospettiva un sistema comune di asilo e di rimpatri, o l\u2019area di libera circolazione dei cittadini europei, della quale abbiamo beneficiato finora, collasser\u00e0. Gli scricchiolii sono gi\u00e0 pesanti.<\/p>\n<p><b>Apparenza pi\u00f9 che sostanza <\/b><br \/>Sei Stati membri, fra cui la Germania, hanno reintrodotto i controlli alle frontiere per frenare il flusso dei migranti e li rinnovano di mese in mese, conformemente al Codice frontiere Schengen. Inoltre, viene ventilata l\u2019ipotesi di una Mini Schengen. A Bruxelles ufficialmente non se ne \u00e8 parlato, ma si sa che si tratta di un progetto che \u00e8 nei cassetti di alcune cancellerie, probabilmente del Benelux, ma non solo.<\/p>\n<p>Anche se se ne parla poco, anche la Svizzera, Paese Schengen, potrebbe in realt\u00e0 limitare la libert\u00e0 di circolazione delle persone. Sulla base di un\u2019iniziativa legislativa popolare (iniziativa del 9.2.2014 sull\u2019immigrazione di massa) entro un anno dovranno infatti essere introdotte quote e tetti massimi all\u2019ingresso di stranieri, Ue e non Ue.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 avviene perch\u00e9 i flussi di migranti arrivati in Europa hanno raggiunto dimensioni di difficile gestione (pi\u00f9 di un milione di domande d\u2019asilo registrate). In realt\u00e0, pi\u00f9 che di sostanza si tratta di apparenza. Un continente come l\u2019Europa pu\u00f2 gestire questi numeri, ma l\u2019opinione pubblica percepisce i flussi in arrivo come un\u2019invasione; e per la politica ci\u00f2 che conta \u00e8 la percezione dei cittadini elettori.<\/p>\n<p>In particolare la Germania \u00e8 confrontata con una sfida particolare e la cancelliera Angela Merkel deve dimostrare di saper gestire il fenomeno, frenando i flussi in arrivo, soprattutto quelli secondari dai Paesi ai confini dell\u2019area Schengen.<\/p>\n<p><b>Italia e Grecia sotto esame<\/b><br \/>E questi sono essenzialmente Grecia e Italia. Il nostro Paese \u00e8 al momento \u201csecondario\u201d in questo scenario, almeno da quando i flussi si sono spostati sulla rotta balcanica. Non dimentichiamo per\u00f2 che siamo sotto osservazione proprio in questi mesi nell\u2019ambito della \u201cvalutazione Schengen\u201d.<\/p>\n<p>La Grecia \u00e8 messa peggio, ed \u00e8 passata al Consiglio dell\u2019Unione europea, Ue, una raccomandazione sulle misure da adottare per porre rimedio alle carenze riscontrate nel 2015 nell\u2019applicazione dell\u2019acquis Schengen. Atene avr\u00e0 ora tre mesi di tempo per rimediare, e i novanta giorni, non casualmente, scadranno il 12 maggio, termine ultimo della chiusura delle frontiere da parte della Germania con la procedura finora invocata.<\/p>\n<p>Che cosa succeder\u00e0 il giorno seguente? Se la Grecia avr\u00e0 sostanzialmente contribuito a ridurre i movimenti secondari, forse la Germania non chieder\u00e0 ulteriori proroghe. Occorrer\u00e0 per\u00f2 anche agire sulla Turchia. Dei contatti sono in corso. Se non ci saranno sostanziali miglioramenti non \u00e8 da escludere il collasso dell\u2019area Schengen e la nascita di un sistema ridotto, tipo \u201cmini Schengen\u201d.<\/p>\n<p><b>La Germania e il salto di qualit\u00e0 delle politiche migratorie<\/b><br \/>Evidentemente \u00e8 un\u2019opzione che tutti vogliono evitare. Anche la Germania, paese che, come o forse pi\u00f9 degli altri, beneficia del regime delle quattro libert\u00e0 garantite dai trattati Ue, ma anche per l\u2019Italia, secondo Paese manifatturiero dell\u2019Ue, sarebbe un disastro.<\/p>\n<p>Come spesso accade molto gira intorno alla Germania. Il Governo tedesco nell\u2019estate scorsa aveva dato prova di grande lungimiranza in tema di accoglienza, anche sospendendo l\u2019applicazione del regolamento di Dublino ed accogliendo i richiedenti asilo indipendentemente dal Paese di primo arrivo. Poi i numeri sono diventati troppo impegnativi anche per Berlino.<\/p>\n<p>In ogni caso la Germania pare il Paese pi\u00f9 interessato a far compiere un salto di qualit\u00e0 alle politiche migratorie dell\u2019Ue. In questo auspicio la possiamo associare all\u2019Italia. Anche per il governo italiano \u00e8 necessario arrivare a un vero sistema di accoglienza, che superi Dublino, al riconoscimento delle sentenze di asilo, a rimpatri comuni e a forme pi\u00f9 incisive di controllo delle frontiere.<\/p>\n<p>Su questi aspetti si pu\u00f2 quindi cementare una collaborazione rafforzata fra Roma e Berlino, gi\u00e0 sperimentata in tema di relazioni migratorie con l\u2019estero, ed in particolare con il lancio ed i primi passi del Processo di Khartoum (collaborazione migratoria con i Paesi mediterranei e del Corno d\u2019Africa).<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I prossimi tre mesi saranno decisivi per la tenuta dell\u2019area Schengen. 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