{"id":33300,"date":"2016-02-16T00:00:00","date_gmt":"2016-02-15T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/anche-la-nato-contro-i-trafficanti-nellegeo\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:02","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:02","slug":"anche-la-nato-contro-i-trafficanti-nellegeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/02\/anche-la-nato-contro-i-trafficanti-nellegeo\/","title":{"rendered":"Anche la Nato contro i trafficanti nell\u2019Egeo"},"content":{"rendered":"<p>I Ministri della Difesa dei Paesi Nato, riunitisi a Bruxelles l&#8217;11 febbraio, hanno approvato l&#8217;avvio di una missione alleata nel Mar Egeo con l&#8217;obiettivo di gestire il fenomeno migratorio, combattendo i trafficanti di uomini.<\/p>\n<p>La decisione \u00e8 stata presa a seguito di una richiesta di sostegno congiunta da parte di Germania, Turchia e Grecia per far fronte a quella che \u00e8 stata definita dal Segretario Generale della Nato Jens Stoltenberg come \u201cla pi\u00f9 grande crisi migratoria dalla fine della Seconda Guerra Mondiale\u201d.<\/p>\n<p> <b>Collaborazione Nato-Frontex<\/b><br \/> Secondo quanto affermato da Stoltenberg, la conduzione dell\u2019operazione sar\u00e0 affidata al <i>Nato Standing Maritime Group 2<\/i>, gi\u00e0 presente nella regione e guidato da un comando tedesco. La flottiglia, al momento composta da tre navi, dovrebbe essere presto rafforzata grazie al contributo di altri Paesi dell\u2019Alleanza.<\/p>\n<p>Il Segretario Generale ha tenuto a sottolineare che non si tratter\u00e0 di un\u2019azione di respingimento dei migranti, ma di raccolta di informazioni essenziali allo smantellamento delle reti criminali coinvolte nel traffico di essere umani. Nel dettaglio, la missione avr\u00e0 compiti di monitoraggio, sorveglianza e intelligence in cooperazione con le guardie costiere nazionali e Frontex. Un punto centrale dell\u2019accordo prevede inoltre l\u2019intensificazione della collaborazione nella zona di confine fra Turchia e Siria.<\/p>\n<p> L&#8217;efficacia della missione nel frenare il traffico di esseri umani si vedr\u00e0 solo con l\u2019avvio delle operazioni, ma certamente essa rappresenta un passo importante per rafforzare la cooperazione nell&#8217;area. Nello specifico, infatti, il coinvolgimento della Nato e non dell\u2019Ue ha consentito di raggiungere un accordo tra Grecia e Turchia che si sono impegnate a non violare le rispettive acque territoriali e spazi aerei.<\/p>\n<p>Questa soluzione, rispetto ad una missione europea, ha il vantaggio di non urtare la sensibilit\u00e0 di Ankara con l&#8217;eventuale presenza di navi greche nelle acque turche. Dall\u2019altro lato, la prevista cooperazione Nato-Frontex apre la strada a un maggiore coordinamento tra l\u2019Alleanza e l\u2019Ue.<\/p>\n<p> Inoltre, il punto centrale dell\u2019accordo prevede l\u2019intensificazione della collaborazione per quanto riguarda attivit\u00e0 di intelligence e sorveglianza nella zona di confine fra Turchia e Siria, una delle aree chiave per la rotta migratoria.<\/p>\n<p> <b>Cambio di rotta all\u2019orizzonte?<\/b><br \/> Dopo che, negli ultimi anni, la linea d&#8217;azione Nato \u00e8 stata guidata principalmente dalla crisi ucraina e dal conseguente deteriorarsi delle relazioni con la Russia, il lancio di questa operazione potrebbe far presagire un <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3279\" target= \"blank\"><b><u>cambio di rotta<\/u><\/b><\/a>. <\/p>\n<p>L&#8217;adozione comune di un intervento mirato rappresenta un passo significativo, reso possibile dal raggiungimento di un rinnovato consenso basato su una percezione della minaccia condivisa. Questa missione rappresenta il riconoscimento del fatto che l&#8217;instabilit\u00e0 sul fianco sud ha ripercussioni per tutti gli Stati membri, e non solo sui Paesi del Mediterraneo e che per questo l&#8217;Alleanza \u00e8 chiamata ad offrire maggiore supporto.<\/p>\n<p> La missione assume quindi un alto valore simbolico. Certo, l&#8217;ambito di intervento \u00e8 quanto meno inusuale per l&#8217;Alleanza, che per la prima volta agisce direttamente per far fronte alla crisi migratoria europea, ma risulta in linea col principio di un&#8217;azione alleata a 360 gradi e in grado di assolvere tutti e tre i <i>core task<\/i> definiti nel Concetto Strategico del 2010: difesa collettiva, gestione delle crisi e sicurezza cooperativa.<\/p>\n<p> <b>Berlino locomotiva anche della sicurezza europea?<\/b><br \/> La possibilit\u00e0 di un intervento Nato per pattugliare l&#8217;Egeo \u00e8 stata invocata per la prima volta dalla Cancelliera tedesca Angela Merkel durante un incontro con il Primo Ministro turco Ahmet Davutoglu per discutere dell&#8217;emergenza migratoria, tenutosi l\u20198 febbraio ad Ankara.<\/p>\n<p>Berlino ha cos\u00ec dimostrato di saper sostenere le proprie istanze di fronte agli alleati orientali che hanno finora mostrato un maggiore attivismo politico in grado di influenzare l&#8217;agenda dell&#8217;Alleanza verso il fronte sud. Da un lato, infatti, la Germania rappresenta la destinazione principale dei rifugiati che arrivano in Europa, dall&#8217;altra la Turchia si trova ad affrontare un massiccio afflusso di migranti al confine con la Siria.<\/p>\n<p> In un momento in cui la leadership degli Stati Uniti all&#8217;interno della Nato risulta notevolmente ridotta, ed \u00e8 crescente la richiesta da parte di Washington di maggiore impegno da parte dei Paesi europei per provvedere alla propria difesa e sicurezza, l\u2019iniziativa tedesca risulta significativa.<\/p>\n<p>Considerando inoltre l&#8217;incremento di risorse destinate alla Difesa, corrispondente a circa il <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3320\" target= \"blank\"><b><u> 6% tra il 2015-2019<\/u><\/b><\/a>, nonch\u00e9 il recente attivismo in materia di cooperazione militare, Berlino sta gradualmente assumendo un ruolo sempre pi\u00f9 centrale nella sicurezza europea.<\/p>\n<p> <b>Promuovere il fianco sud a Varsavia<\/b><br \/> L\u2019Italia che, come la Grecia e la Turchia, si trova ad affrontare in prima linea l&#8217;emergenza migratoria e le minacce provenienti dal Mediterraneo, ha accolto positivamente l\u2019iniziativa della Nato nel Mar Egeo. Non solo, il Ministro della Difesa Roberta Pinotti, dopo aver espresso approvazione per il nuovo impegno dell\u2019Alleanza, ha auspicato che lo stesso in futuro possa essere esteso anche alle acque vicine alla Libia. A tal fine proprio il vertice di Varsavia in programma a luglio potrebbe rappresentare l\u2019occasione per promuovere un pi\u00f9 opportuno bilanciamento tra fianco est e fianco sud.<\/p>\n<p> Il Summit in programma offre l&#8217;opportunit\u00e0 agli Alleati meridionali di definire una chiara strategia Nato rispetto all\u2019instabilit\u00e0 e alle minacce alla sicurezza provenienti dalla regione del Mediterraneo. Questa, oltre alla rimodulazione degli <i>Standing Maritime Groups<\/i>, dovrebbe prevedere l&#8217;aggiornamento dell&#8217;ormai datata <i>Alliance Maritime Security Strategy<\/i> nonch\u00e9 la definizione di forme di cooperazione pi\u00f9 strutturate con l&#8217;Ue.<\/p>\n<p>Al riguardo, \u00e8 importante che attraverso una chiara formulazione dei mandati vengano evitate inutili sovrapposizioni tra le diverse missioni dell&#8217;area &#8211; Active Endeavour, Triton, Eunavformed e Mare Sicuro &#8211; e venga promossa invece una crescente sinergia.<\/p>\n<p> Dopo che il vertice del Galles del2014 era stato praticamente monopolizzato dalle questioni orientali, grazie anche all&#8217;attivismo dei Paesi dell\u2019Est europeo, i membri del fianco sud dovranno superare le divergenze nazionali e agire come un fronte compatto per riuscire a promuovere le loro istanze in seno alla Nato.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I Ministri della Difesa dei Paesi Nato, riunitisi a Bruxelles l&#8217;11 febbraio, hanno approvato l&#8217;avvio di una missione alleata nel Mar Egeo con l&#8217;obiettivo di gestire il fenomeno migratorio, combattendo i trafficanti di uomini. La decisione \u00e8 stata presa a seguito di una richiesta di sostegno congiunta da parte di Germania, Turchia e Grecia per [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[91,100,130,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33300"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33300"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33300\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61787,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33300\/revisions\/61787"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33300"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33300"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33300"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}