{"id":33330,"date":"2016-02-18T00:00:00","date_gmt":"2016-02-17T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/bergoglio-pragmatismo-per-conquistare-la-cina\/"},"modified":"2017-11-03T15:18:00","modified_gmt":"2017-11-03T14:18:00","slug":"bergoglio-pragmatismo-per-conquistare-la-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/02\/bergoglio-pragmatismo-per-conquistare-la-cina\/","title":{"rendered":"Bergoglio, pragmatismo per conquistare la Cina"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 la Cina uno dei principali obiettivi pastorali e diplomatici di Papa Francesco che in pi\u00f9 di una occasione si \u00e8 detto pronto ad andare l\u00ec anche subito. <\/p>\n<p>I rapporti tra le parti sono per\u00f2 difficili. I due paesi non hanno relazioni diplomatiche dal 1951, anche per il riconoscimento della Santa Sede di Taiwan che Pechino ritiene proprio territorio. <\/p>\n<p>Uno scoglio che il Vaticano ha fatto intendere di poter superare in cambio di poter legittimamente \u201centrare\u201d in un paese dove, secondo alcune stime, ci sono almeno il 2,3% di cristiani, in maggioranza protestanti, con circa 14 milioni di cattolici (tra membri della chiesa statale e fedeli al Papa). <\/p>\n<p>Il solco insormontabile \u00e8 la presenza dell\u2019Associazione Patriottica Cattolica Cinese, la chiesa autocefala cinese che, non legata al papato, nomina, consacra e ordina vescovi e sacerdoti. \u00c8 proprio sui vescovi che Roma e Pechino hanno le maggiori distanze. <\/p>\n<p><b>La prima intervista di Bergoglio a un giornale asiatico<\/b><br \/>Il 2 febbraio, il quotidiano on line di Hong Kong <i>Asia Times<\/i>, ha pubblicato <a href= \"http:\/\/atimes.com\/2016\/02\/at-exclusive-pope-francis-urges-world-not-to-fear-chinas-rise\/\" target= \"blank\"><b><u>una intervista<\/u><\/b><\/a> a papa Bergoglio, la prima a un giornale asiatico sulla Cina e i cinesi. <\/p>\n<p>L\u2019intervista segue la poco realistica (visto l\u2019intervistato, capo di uno stato di vera teocrazia e ierocrazia e di una religione) premessa di non parlare di politica n\u00e9 di religione. Il tutto pienamente nel solco di una <i>realpolitik <\/i>tutta bergogliana verso la Cina (qualcuno dice anche nuova <i>Ostpolitik<\/i>) anche al prezzo dell\u2019amaro in bocca di molti fedeli cinesi e lo sconcerto di diversi osservatori.<\/p>\n<p>Nell\u2019intervista Bergoglio loda la cultura e il popolo cinese e affronta temi come quello del figlio unico. Nessuna parola per\u00f2 sulla situazione dei cristiani in Cina, sulle chiese abbattute dal governo, sui fedeli arrestati, sui vescovi impossibilitati a svolgere il proprio mandato. <\/p>\n<p>Come Taddeus Ma Daqin, vescovo di Shanghai dal 2012, che durante l\u2019omelia dell\u2019ordinazione annunci\u00f2 fedelt\u00e0 al Papa e da allora \u00e8 rinchiuso \u201cagli esercizi spirituali\u201d a Sheshan. Oppure come Cosma Shi Enxiang, che ha passato 54 anni in carcere. Arrestato l\u2019ultima volta nel 2001, non se ne sapeva nulla fino all\u2019anno scorso, quando le autorit\u00e0 informarono la famiglia che era morto, senza mai restituire i suoi resti. <\/p>\n<p><b>Il pragmatismo del Vaticano<\/b><br \/>L\u2019intervista sarebbe perfetta in termini diplomatici se a parlare fosse un capo di stato interessato a entrare nel mercato cinese e quindi disposto a soprassedere sulle questioni dei diritti umani e sociali, pi\u00f9 che il capo della Chiesa Cattolica. <\/p>\n<p>Bergoglio \u00e8 molto consequenziale in questo atteggiamento: non a caso non incontr\u00f2 l\u2019anno scorso a Roma il Dalai Lama e sono davvero poche le sue condanne alla situazione dei cristiani in Cina, tanto che il cardinale Joseph Zen Ze-kiun di Hong Kong, il pi\u00f9 illustre esponente del Vaticano nell\u2019area, ha pi\u00f9 volte criticato questo silenzio di Roma. <\/p>\n<p>Bergoglio ha spesso ribadito di muoversi nel solco <a href= \"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/letters\/2007\/documents\/hf_ben-xvi_let_20070527_china.html\" target= \"blank\"><b><u>della lettera<\/u><\/b><\/a> che Benedetto XVI invi\u00f2 ai cattolici di Cina nel 2007. Eppure, nel documento, il teologo tedesco scrisse chiaramente dell\u2019incompatibilit\u00e0 della Santa Sede e della dottrina cattolica con la Chiesa patriottica cinese e il suo decantato e difeso autocefalismo. <\/p>\n<p>Difesa che il governo cinese ha ribadito il 4 febbraio, in un editoriale del <i>Global Times<\/i>, quotidiano vicino al partito. Per i cinesi, il messaggio del papa \u00e8 \u201cuna nota gentile\u201d, ma il Vaticano \u201cdeve essere pragmatico\u201d, riaffermando il concetto di indipendenza della propria chiesa da Roma: \u201cLa Cina &#8211; \u00e8 scritto &#8211; d\u00e0 grande importanza alla presente indipendenza delle istituzioni religiose da quelli fuori della Cina. Non ci si pu\u00f2 aspettare che Pechino trovi un compromesso su questo punto\u201d. <\/p>\n<p><b>La Chiesa patriottica cinese<\/b><br \/>Una porta chiusa, che riporta tutto su un piano ancora pi\u00f9 reale. Si parla di applicare alla Cina il modello vietnamita per la nomina dei vescovi, nel quale il Vaticano presenta al governo un nome e se Hanoi l\u2019approva, la Santa Sede nomina ufficialmente il vescovo, altrimenti si ricomincia. Un modello che Pechino rigetta, perch\u00e9 vuole proporre i nomi che poi magari possano trovare il favore papale. <\/p>\n<p>L\u2019opposizione della Cina sta in due fattori: innanzitutto il governo centrale non pu\u00f2 permettere a un paese straniero di interferire in nomine di funzionari di un apparato di governo quale \u00e8 la chiesa patriottica (impensabile che cancellino l\u2019associazione guidata da un funzionario del partito comunista); in secondo luogo, si teme per il peso sociale e politico che i pastori delle diocesi hanno, soprattutto in chiave anti governativa o a favore di rivendicazioni sociali e umane. <\/p>\n<p>Bergoglio non ha finora scoperto le carte sulla sua idea di compromesso con i cinesi, punta a un incontro faccia a faccia con il presidente, per poi cominciare una vera trattativa. <\/p>\n<p>L\u2019intervista va in questo solco, mostrando Bergoglio come Matteo Ricci, il gesuita \u201ceuclideo\u201d che per entrare alla corte degli imperatori Ming, si \u201cvest\u00ec da mandarino\u201d e acquist\u00f2 molto credito a Pechino. <\/p>\n<p>Questo vestito sicuramente agli occhi dei cinesi fa ottenere molta simpatia a Bergoglio, ma dire se otterr\u00e0 quanto richiesto, \u00e8 difficile. Un incontro \u00e8 possibile, la cancellazione della chiesa patriottica \u00e8 al momento impossibile. <\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 la Cina uno dei principali obiettivi pastorali e diplomatici di Papa Francesco che in pi\u00f9 di una occasione si \u00e8 detto pronto ad andare l\u00ec anche subito. I rapporti tra le parti sono per\u00f2 difficili. 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