{"id":33380,"date":"2016-02-22T00:00:00","date_gmt":"2016-02-21T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/i-mille-fronti-del-conflitto-siriano\/"},"modified":"2017-11-03T15:17:59","modified_gmt":"2017-11-03T14:17:59","slug":"i-mille-fronti-del-conflitto-siriano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/02\/i-mille-fronti-del-conflitto-siriano\/","title":{"rendered":"I mille fronti del conflitto siriano"},"content":{"rendered":"<p>Dopo alcuni mesi di apparente stallo, l\u2019intervento russo in Siria sembra aver cambiato le sorti del conflitto. Con la copertura dell\u2019aviazione di Mosca, le forze filo-governative hanno tagliato il cosiddetto \u201ccorridoio di Azaz\u201d che permetteva ai ribelli di Aleppo di ottenere armi e rifornimenti dal confine turco. La porzione di citt\u00e0 controllata dagli insorti \u00e8 ormai quasi circondata. <\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/Siria_territorio-s.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p><font size=\"1\">Fonte: http:\/\/syria.liveuamap.com (le zone in giallo sono i curdi, in verde i ribelli, in rosa il regime, e in grigio l&#8217;Isis)<\/font>.<\/p>\n<p>La successiva avanzata di forze curde dall\u2019\u00e9nclave di Afrin verso est ha ulteriormente compresso la sacca settentrionale di territorio ribelle, ormai irrimediabilmente separata dalla provincia di Idlib. Quest\u2019ultima, ancora in mano alle forze anti-regime che controllano il confine con la provincia turca di Hatay, subisce la pressione delle forze lealiste che avanzano da Latakia. <\/p>\n<p>Le truppe di Damasco hanno fatto progressi anche sul fronte sud, dove si sono impadronite della strategica citt\u00e0 di Sheikh Maskin, mentre a est stanno lentamente avanzando verso Raqqa, capitale di Daesh, il sedicente califfato.<\/p>\n<p><b>La reazione di Ankara e Riyadh<\/b><br \/>Questo improvviso rovesciamento di fronte ha suscitato l\u2019allarme di Arabia Saudita e Turchia, principali sostenitori dei ribelli. I due paesi stanno rafforzando il coordinamento militare e hanno affermato di essere pronti a mandare truppe in Siria. Riyadh ha anche annunciato l\u2019invio di propri bombardieri alla base turca di Incirlik. <\/p>\n<p>I sauditi sono per\u00f2 gi\u00e0 impantanati nel sanguinoso conflitto yemenita. Ben presto i responsabili militari del regno hanno chiarito che Riyadh potrebbe semplicemente inviare forze speciali nell\u2019ambito di una coalizione internazionale a guida americana. <\/p>\n<p>Diversi analisti hanno interpretato la proposta come un tentativo di forzare la mano a Washington, allo scopo di assemblare una forza multinazionale di terra. Quest\u2019ultima, sbaragliando Daesh, potrebbe impadronirsi della Siria orientale e successivamente imporre una soluzione negoziale al presidente siriano Assad. <\/p>\n<p>Sebbene al momento poco realistica, l\u2019iniziativa saudita ha avuto l\u2019effetto di inasprire le tensioni con Iran, milizie sciite irachene e regime di Damasco, che a vario titolo si sono detti pronti a contrastare militarmente qualsiasi presenza saudita sul suolo siriano.<\/p>\n<p><b>Russia e Turchia, tensioni alle stelle<\/b><br \/>Allarme ben pi\u00f9 immediato ha suscitato la prospettiva di un intervento turco, che si porrebbe in rotta di collisione con Mosca. <\/p>\n<p>I russi stanno smantellando la rete di gruppi ribelli che Ankara ha coltivato per anni. Inoltre, l\u2019avanzata curda verso est, favorita anch\u2019essa dall\u2019aviazione russa, pone il governo Erdogan di fronte alla possibile unificazione dell\u2019\u00e9nclave di Afrin con i territori curdi che vanno da Kobane ad Hasakah.<\/p>\n<p>Una regione curda unificata sul proprio confine meridionale \u00e8 vista da Ankara come una minaccia alla sicurezza nazionale turca. Per scongiurarla, il governo Erdogan ha ventilato la creazione di una \u201csafe zone\u201d in territorio siriano.<\/p>\n<p>L\u2019intervento militare turco a sostegno della \u201csafe zone\u201dimplicherebbe per\u00f2 la possibilit\u00e0 di uno scontro armato fra la Russia e un paese membro della Nato. <\/p>\n<p>Diversi esponenti dell\u2019Alleanza Atlantica hanno fatto capire ad Ankara che non potrebbe contare sul principio della \u201cdifesa collettiva\u201d previsto dall\u2019articolo 5 nel caso in cui un\u2019escalation con Mosca fosse il risultato di un\u2019azione militare turca in territorio siriano.<\/p>\n<p><b>La linea solitaria di Washington <\/b><br \/>Ankara sembra perci\u00f2 aver scartato un proprio intervento di terra che non rientri nel quadro di una pi\u00f9 ampia azione a guida americana (attualmente non prevista), ma i risentimenti turchi nei confronti delle politiche della Casa Bianca sono sempre pi\u00f9 aspri.<\/p>\n<p>Obama considera prioritaria la lotta contro Daesh, principalmente tramite l\u2019impiego di forze locali. Pur continuando ad affermare che Assad non rientra nel futuro della Siria, al momento egli ha posto in secondo piano l\u2019obiettivo di rimuoverlo, che invece rimane essenziale per turchi e sauditi. <\/p>\n<p>Inoltre, per contrastare il sedicente califfato Washington ha sostenuto militarmente l\u2019Ypg, braccio armato dei curdi siriani appoggiato anche da Mosca, ma considerato da Ankara un\u2019organizzazione terroristica legata al Pkk turco.<\/p>\n<p>Il governo Erdogan ha attribuito proprio ai curdi siriani l\u2019attentato che ha colpito la capitale lo scorso 17 febbraio, sebbene l\u2019attacco sia stato successivamente rivendicato da una costola turca del Pkk. E l\u2019artiglieria turca schierata sul confine ha ripetutamente bersagliato le forze curde in Siria.<\/p>\n<p><b>Le Alleanze paradossali degli Stati Uniti <\/b><br \/>Ci si trova perci\u00f2 di fronte alla paradossale situazione in cui un membro della Nato bombarda un alleato americano in Siria. Il paradosso si spinge ancora oltre se si pensa che tra Azaz e Aleppo i curdi sostenuti dal Pentagono sono attualmente in conflitto anche con gruppi ribelli precedentemente armati dalla Cia. <\/p>\n<p>Tali gruppi hanno spesso combattuto in stretto coordinamento con Al-Nusra, formazione affiliata ad Al-Qaeda. Per scongiurare una possibile \u201cguerra civile\u201d fra i ribelli, Washington ha suggerito di includere Al-Nusra nella recente proposta di tregua negoziata a Ginevra, incontrando le prevedibile opposizione di Mosca.<\/p>\n<p>Nel sempre pi\u00f9 intricato conflitto siriano, la linea della presidenza Obama sembra dunque scontentare sia alleati che avversari. D\u2019altro canto l\u2019intervento di Mosca ha certamente consolidato il regime, ma non \u00e8 sufficiente a porre fine alle ostilit\u00e0 in assenza di una soluzione negoziale che rimane sfuggente. <\/p>\n<p>In attesa di una tregua, il rischio che errori di valutazione e decisioni avventate provochino un\u2019ulteriore espansione del conflitto rimane elevato.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo alcuni mesi di apparente stallo, l\u2019intervento russo in Siria sembra aver cambiato le sorti del conflitto. Con la copertura dell\u2019aviazione di Mosca, le forze filo-governative hanno tagliato il cosiddetto \u201ccorridoio di Azaz\u201d che permetteva ai ribelli di Aleppo di ottenere armi e rifornimenti dal confine turco. 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