{"id":33510,"date":"2016-02-28T00:00:00","date_gmt":"2016-02-27T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/juncker-a-roma-per-far-pace-con-renzi\/"},"modified":"2017-11-03T15:17:54","modified_gmt":"2017-11-03T14:17:54","slug":"juncker-a-roma-per-far-pace-con-renzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/02\/juncker-a-roma-per-far-pace-con-renzi\/","title":{"rendered":"Juncker a Roma per far pace con Renzi"},"content":{"rendered":"<p>La visita di venerd\u00ec scorso a Roma del Presidente della Commissione Jean Claude Juncker e l\u2019incontro con il premier Matteo Renzi hanno costituito il banco di prova per una relazione, quella tra Roma e Bruxelles, che negli ultimi tempi era stata caratterizzata da vigorose prese di posizione italiane nei confronti dell\u2019esecutivo europeo. <\/p>\n<p>Le sferzate del presidente del Consiglio contro austerit\u00e0 e tecnocrazia e i pi\u00f9 pacati appelli del Sottosegretario Gozi per una nuova Europa dei \u201cfigli fondatori\u201d hanno costituito i due estremi di una nuova strategia europea favorita e obbligata dall\u2019acutizzarsi di questioni, come la flessibilit\u00e0 sui conti pubblici e la stabilit\u00e0 del sistema bancario, che toccano nel vivo la politica nazionale e rendono logica la ricerca di una finestra di opportunit\u00e0 alla ricerca di convergenze per una soluzione a livello europeo.<\/p>\n<p><b>Tentativi di convergenza sulla flessibilit\u00e0<\/b><br \/>Nel vertice romano, convergenza \u00e8 stata trovata sul tema della flessibilit\u00e0 fiscale tanto caro a Renzi, che tuttavia non sforer\u00e0 i margini consentiti dal Patto di Stabilit\u00e0, come gi\u00e0 previsto dalla comunicazione della Commissione del gennaio 2015. <\/p>\n<p>L\u2019Italia pu\u00f2 cos\u00ec continuare a godere di un margine discrezionale dello 0,75% sul suo deficit e difendere la linea anti-austerit\u00e0, mentre Juncker pu\u00f2 permettersi, tra le righe, di scrollarsi di dosso l\u2019etichetta di ottuso burocrate, confermando il suo impegno per una strategia di crescita e allentamento del processo di consolidamento fiscale. <\/p>\n<p>Prosegue anche l\u2019intesa sulla prosecuzione del piano Juncker per gli investimenti strategici, dopo che lo stesso Mario Draghi, nel corso della sua recente audizione presso la Commissione affari economici del Parlamento europeo, ha dato il pieno <i>endorsement<\/i>  ad un pi\u00f9 consistente rilancio degli investimenti pubblici nei Paesi Ue. <\/p>\n<p>L\u2019incontro tra Renzi e Juncker \u00e8 stato inoltre preceduto da ambo i lati da dimostrazioni di buona volont\u00e0, nella forma di documenti strategici e di programmazione che hanno delineato le posizioni dei rispettivi attori. <\/p>\n<p>Facendo seguito alle proposte di riforma dell\u2019Unione Economica e Monetaria presentate a met\u00e0 dello scorso anno, il Ministero delle Finanze ha infatti presentato un documento per una \u201cStrategia Europea Condivisa su Crescita, Occupazione e Stabilit\u00e0\u201d, che sostanzialmente raccoglie la posizione italiana sulla governance economica attorno ad una richiesta di mutualizzazione e condivisione dei rischi. <\/p>\n<p>Da par suo, la Commissione si \u00e8 mostrata piuttosto accomodante nella presentazione del suo rapporto sugli squilibri macroeconomici previsto nel quadro del Semestre Europeo, lodando gli sforzi italiani nella riforma del lavoro e del settore bancario, pur senza nascondere i forti rischi per la crescita creati da sofferenze bancarie, alto debito pubblico ed elevata tassazione sul lavoro.<\/p>\n<p><b>Banche, capitolo \u201ctrascurato\u201d<\/b><br \/>Per ammissione dello stesso Renzi, Italia e Commissione rimangono distanti su un tema centrale come quello delle crisi bancarie, ma la questione non \u00e8 stata direttamente affrontata. <\/p>\n<p>Anche il documento del Ministero dell\u2019economia non fa menzione di una revisione delle nuove norme sul <i>bail-in<\/i>, proposta tra gli altri dal governatore di Bankitalia Ignazio Visco nel discorso di fine gennaio presso il Congresso Assiom Forex e apprezzata da un largo fronte di attori sociali, da Confindustria a Cgil.<\/p>\n<p>L\u2019Italia, giunta con quasi un anno di ritardo nella trasposizione della direttiva Brrd (<i>Bank Recovery and Resolution Directive<\/i>) &#8211; dopo aver peraltro ricevuto un\u2019allerta dalla stesa Commissione nel maggio 2015 &#8211; ha testato la nuova disciplina di risoluzione senza infatti aver messo in atto gli stessi adattamenti normativi che hanno permesso ad altri Paesi (Francia, Germania, Regno Unito tra gli altri) di chiarificare e delimitare le categorie di crediti aggredibili dal <i>bail-in<\/i>. <\/p>\n<p>Lo stop che la DG Concorrenza ha inoltre imposto all\u2019utilizzo preventivo del Fondo Interbancario di Garanzia dei Depositi, per incompatibilit\u00e0 con la disciplina europea degli aiuti di Stato, sposta la strategia italiana sul raggiungimento a breve dell\u2019Edis, il sistema europeo di garanzia dei depositi, terzo pilastro a completamento dell\u2019architettura dell\u2019unione bancaria. <\/p>\n<p>La Commissione ha gi\u00e0 presentato a dicembre una proposta legislativa sulla quale l\u2019Italia trova la forte opposizione della Germania: Berlino vuole ridurre ulteriormente i rischi &#8211; in particolare quelli legati all\u2019esposizione al debito sovrano, altro tasto dolente per Roma &#8211; prima di pensare alla mutualizzazione.<\/p>\n<p><b>Politicizzazione della Commissione<\/b><br \/>Rimandato anche il confronto sulla maggiore politicizzazione della Commissione, sino ad ora descritta come tecnocratica e impopolare, esplicitata da Renzi nell\u2019idea delle <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3340\" target= \"blank\"><b><u>primarie<\/u><\/b><\/a> per l\u2019elezione del suo Presidente. <\/p>\n<p>Per la sua intensit\u00e0, il confronto tra Renzi e Juncker avrebbe addirittura potuto richiamare alla mente il precedente tra Hallstein e De Gaulle, in un decennio &#8211; gli anni Sessanta &#8211; non a caso dominato dalla logica intergovernativa. La visita romana di Juncker ha invece raffreddato i toni, consolidando i punti d\u2019intesa gi\u00e0 esistenti, senza toccare tasti dolenti n\u00e9 cambiare passo (o verso) sui dossier pi\u00f9 scottanti.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La visita di venerd\u00ec scorso a Roma del Presidente della Commissione Jean Claude Juncker e l\u2019incontro con il premier Matteo Renzi hanno costituito il banco di prova per una relazione, quella tra Roma e Bruxelles, che negli ultimi tempi era stata caratterizzata da vigorose prese di posizione italiane nei confronti dell\u2019esecutivo europeo. 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