{"id":33520,"date":"2016-02-29T00:00:00","date_gmt":"2016-02-28T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/roma-si-allei-con-una-commissione-piu-forte\/"},"modified":"2017-11-03T15:17:54","modified_gmt":"2017-11-03T14:17:54","slug":"roma-si-allei-con-una-commissione-piu-forte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/02\/roma-si-allei-con-una-commissione-piu-forte\/","title":{"rendered":"Roma si allei con una commissione pi\u00f9 forte"},"content":{"rendered":"<p>A Roma \u201cper costruire ponti\u201d. Questo almeno l\u2019obiettivo dichiarato della recente missione di Jeanne Claude Juncker a Roma. Dai colloqui sembra per\u00f2 che siano emerse in effetti pi\u00f9 opinioni convergenti che disaccordi.<\/p>\n<p>Tutto tranquillo dunque dopo gli scambi polemici di gennaio con il presidente del Consiglio italiano? Non ancora. Renzi e Juncker hanno alcuni mesi decisivi davanti per trovare un terreno di intesa o tornare a alimentare una contrapposizione.<\/p>\n<p><b>Juncker: no all\u2019austerit\u00e0 sciocca e cieca<\/b><br \/>\nIl confronto tra il governo italiano e Bruxelles ha assunto negli ultimi mesi toni inusitatamente duri, principalmente sui margini di flessibilit\u00e0 nell\u2019applicazione del Patto di stabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Prima della visita a Roma del presidente della Commissione, Renzi ha ricordato che l\u2019impegno ad accettare margini di flessibilit\u00e0 faceva parte dell\u2019accordo che ha portato alla nomina di Juncker. Richiamando in un certo senso l\u2019ex premier lussemburghese a rispettare il patto elettorale alla base della sua designazione alla presidenza della Commissione. Vale a dire un programma dell\u2019esecutivo incentrato su crescita e occupazione.<\/p>\n<p>Al termine dell\u2019incontro, Renzi ha dichiarato di sottoscrivere pienamente la comunicazione del 13 gennaio 2015 della Commissione sulla flessibilit\u00e0 nel Patto di stabilit\u00e0. Mentre Junker ha sottolineato di non volere \u201cun\u2019austerit\u00e0 sciocca e cieca\u201d. In pratica, di fronte a una crescita dell\u2019economia inferiore alle previsioni, con implicazioni negative sui conti pubblici, \u00e8 stato raggiunto un accordo che consente all\u2019Italia una correzione limitata per quest\u2019anno e soprattutto di evitare l\u2019anno prossimo una manovra ben pi\u00f9 pesante.<\/p>\n<p>Sono stati concordati margini di flessibilit\u00e0 per il deficit, che il ministro dell\u2019Economia Pier Carlo Padoan e il commissario all\u2019economia Pierre Moscovici dovranno definire nei dettagli tecnici entro la fine di marzo. A maggio la Commissione esprimer\u00e0 la sua valutazione sulla legge di stabilit\u00e0 2016 e le raccomandazioni sul Def che il governo dovr\u00e0 presentare a aprile per la finanziaria 2017, usando la discrezionalit\u00e0 di cui dispone nell\u2019interpretare i criteri macroeconomici e di bilancio, riconosciuta dalla stessa Cancelliera Angela Merkel. Anche se \u00e8 difficile pensare che l\u2019opinione di Berlino non pesi nelle valutazioni della Commissione.<\/p>\n<p><b>Renzi e la sostenibilit\u00e0 del debito italiano<\/b><br \/>\nNei giorni precedenti la visita di Juncker \u00e8 stato ricordato all\u2019Italia il suo elevato debito pubblico. Riuscire a evitare una procedura di infrazione per debito eccessivo era il vero obiettivo da raggiungere per l\u2019Italia. Anche per questo motivo probabilmente in conferenza stampa Renzi ha citato lo studio di un centro di ricerca tedesco che rileva come il debito pubblico totale dell\u2019Italia sia tra i pi\u00f9 sostenibili nel lungo termine.<\/p>\n<p>Nella primavera del 2013 l\u2019Italia \u00e8 uscita dalla procedura per i disavanzi eccessivi. Stanno quindi per scadere i tre anni durante i quali compiere progressi verso il rispetto del parametro di riduzione del debito. Una valutazione negativa, sulla base di una Relazione della Commissione, pu\u00f2 portare all\u2019avvio di una nuova procedura per i disavanzi eccessivi, in base all\u2019art. 126.3 del trattato.<\/p>\n<p>Tra l\u2019altro, solo gli stati non sottoposti a questa procedura possono usufruire di maggior flessibilit\u00e0 negli obiettivi di bilancio, in particolare per investimenti pubblici. L\u2019accordo raggiunto con Juncker prevede che la procedura non sar\u00e0 aperta.<\/p>\n<p>Il governo italiano vuole per\u00f2 dimostrare di non essere interessato solo alla discussione della flessibilit\u00e0 nei conti pubblici, ma anche a promuovere un dibattito pi\u00f9 politico sul futuro stesso dell\u2019Ue. Si spiegano cos\u00ec sia l\u2019iniziativa dell\u2019incontro che si \u00e8 tenuto a Roma il 9 febbraio tra i ministri degli Esteri dei sei paesi fondatori, sia il <i>position paper<\/i> presentato dal ministro Padoan il 22 febbraio.<\/p>\n<p>La riunione dei sei fondatori, formato che difficilmente sar\u00e0 ripetuto, ha avuto pi\u00f9 che altro un valore simbolico. Il<i> position paper<\/i> \u00e8 invece una concreta e ambiziosa proposta per una strategia europea a lungo termine per crescita, lavoro e stabilit\u00e0.<\/p>\n<p><b>Il position paper di Padoan<\/b><br \/>\nIl documento italiano deve ora trovare il consenso sia delle istituzioni europee, e Juncker ha dichiarato di averlo apprezzato, sia dei partner. Tra i punti principali il completamento dell\u2019Unione bancaria, considerato la priorit\u00e0 chiave, il rilancio del Piano Juncker per gli investimenti in \u201cbeni comuni europei\u201d, il rafforzamento del mercato unico, la creazione di un sussidio europeo per la disoccupazione, l\u2019emissione di obbligazioni comunitarie, gli \u201ceurobond\u201d.<\/p>\n<p>Il documento apre inoltre alla proposta, messa sul tavolo di recente dai banchieri centrali francese e tedesco, di istituire un ministro delle Finanze dell\u2019eurozona, che l\u2019Italia vorrebbe inserito nella Commissione, ma legittimato politicamente da un legame con il parlamento europeo, per sottolinearne il profilo politico e non tecnico.<\/p>\n<p>La proposta italiana richiama anche l\u2019importanza di avere pi\u00f9 simmetria negli aggiustamenti, rilevando come il surplus della bilancia dei pagamenti della Germania abbia un impatto negativo sul funzionamento della zona euro, mentre sarebbe necessario un approccio pi\u00f9 cooperativo per sostenere la domanda. Un\u2019indiretta richiesta alla Commissione di impegnare anche la Germania al rispetto delle regole.<\/p>\n<p>Il futuro Rappresentante permanente presso l\u2019Ue, Carlo Calenda, ha sottolineato che una Commissione forte \u00e8 il miglior alleato dell\u2019Italia. Oggi la Commissione Juncker \u00e8 pi\u00f9 politicizzata rispetto al passato grazie al processo per selezionare il suo presidente. Con un mandato politico l\u2019esecutivo cerca di recuperare il ruolo perduto, ma non riesce a essere un interlocutore forte di fronte ai governi.<\/p>\n<p>Fondamentale per l\u2019Italia \u00e8 quindi avere una strategia di alleanze per sostenere le proprie posizioni. Il governo italiano ne \u00e8 consapevole e il <i>position paper<\/i> sar\u00e0 presentato il 12 marzo al vertice dei leader socialisti organizzato da Hollande, rappresentante di quella Francia che rappresenta l\u2019ostacolo principale per la strategia italiana e reticente nel sostenere una maggior flessibilit\u00e0 di bilancio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Roma \u201cper costruire ponti\u201d. Questo almeno l\u2019obiettivo dichiarato della recente missione di Jeanne Claude Juncker a Roma. Dai colloqui sembra per\u00f2 che siano emerse in effetti pi\u00f9 opinioni convergenti che disaccordi. Tutto tranquillo dunque dopo gli scambi polemici di gennaio con il presidente del Consiglio italiano? Non ancora. 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