{"id":33560,"date":"2016-03-02T00:00:00","date_gmt":"2016-03-01T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/sermoni-unificati-e-predicatori-certificati-cosi-al-sisi-costruisce-il-consenso\/"},"modified":"2017-11-03T15:17:53","modified_gmt":"2017-11-03T14:17:53","slug":"sermoni-unificati-e-predicatori-certificati-cosi-al-sisi-costruisce-il-consenso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/03\/sermoni-unificati-e-predicatori-certificati-cosi-al-sisi-costruisce-il-consenso\/","title":{"rendered":"Sermoni unificati e predicatori certificati, cos\u00ec Al-Sisi costruisce il consenso"},"content":{"rendered":"<p>Ancora una volta sermoni sotto i riflettori. E non perch\u00e9 veicolano messaggi terroristici, ma perch\u00e9 criminalizzano ogni tentativo di contestare il \u201cnuovo\u201d regime egiziano nelle mani del presidente Abdel Fattah Al-Sisi.<\/p>\n<p>Anche se il Ministero degli Affari religiosi guidato da Mokktar Gomaa continua a ribadire che i predicatori non dovrebbero usare il pulpito per parlare di questioni politiche, l\u2019avvicinarsi del quinto anniversario dello scoppio della rivoluzione di piazza Tahrir ha mostrato che dentro le moschee accade esattamente il contrario. Le prediche pronunciate in occasione della preghiera comunitaria del venerd\u00ec veicolano sempre di pi\u00f9 messaggi esplicitamente politici.<\/p>\n<p><b>Esaltazione dell\u2019apparato di sicurezza <\/b><br \/>Discorsi alla mano, basta leggere i titoli di queste prediche per capirne il taglio. Il <a href= \"http:\/\/ar.awkafonline.com\/%3Fp=24827\" target= \"blank\"><b><u>sermone dell\u20198 gennaio<\/u><\/b><\/a> si intitolava \u201cUnit\u00e0 per la costruzione e la salvaguardia del paese &#8211; una domanda legittima e un dovere nazionale\u201d, mentre <a href= \"http:\/\/ar.awkafonline.com\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/1437-04-01.pdf\" target= \"blank\"><b><u> quello della settimana successiva<\/u><\/b><\/a> \u00e8 stato dedicato alla benedizione della sicurezza.<\/p>\n<p>In un momento in cui le nuove istituzioni stanno erodendo sempre di pi\u00f9 lo <a href= \"http:\/\/www.iai.it\/it\/pubblicazioni\/struggle-over-egyptian-public-sphere\" target= \"blank\"><b><u>spazio pubblico<\/u><\/b><\/a>, tali discorsi si presentano come una fonte di legittimazione a questo ennesimo giro di vite. Cos\u00ec facendo, si allineano alla lunga serie di leggi, decreti e dichiarazioni attraverso le quali il governo accusa quanti provano a indire manifestazioni di mettere a rischio la stabilit\u00e0 nazionale.<\/p>\n<p>Il controllo del discorso religioso non \u00e8 una dinamica entrata a far parte della politica egiziana in occasione di quest\u2019ultima ricorrenza. Sin dallo scorso anno, il regime ha infatti cercato di fare della religione uno strumento politico, utilizzandola quindi per garantire la sua legittimazione e contribuire alla sua tenuta.<\/p>\n<p>Per farlo il governo ha in primis rafforzato la sua presa sulle moschee, chiudendo le pi\u00f9 piccole, proibendo ai predicatori non certificati di parlare dai pulpiti e controllando i sermoni della preghiera comunitaria del venerd\u00ec.<\/p>\n<p>Questo processo ha portato all\u2019introduzione della distribuzione di sermoni standardizzati, scritti dal ministero degli Affari religiosi e consegnati ai vari predicatori che si limitano &#8211; o almeno questo dovrebbero fare &#8211; a leggerli ogni venerd\u00ec ai fedeli che si riuniscono nelle moschee: 80 mila, dopo la chiusura &#8211; da parte del regime &#8211; di quelle pi\u00f9 piccole e informali.<\/p>\n<p>Dopo aver quasi raddoppiato il numero di predicatori stipendiati, per invogliarli all\u2019obbedienza, lo scorso novembre il governo, che gi\u00e0 nel 2014 aveva impedito a 12 mila imam non certificati di predicare, ha annunciato di premiare i pi\u00f9 ligi con circa 100 euro. Questo bonus non potr\u00e0 fine nelle tasche di imam che non si attengono rigorosamente alla lettura del sermone inviato, che superano il tempo stabilito dal ministero per la durata della predica e non indossano la divisa ufficiale di Al-Azhar ( la massima autorit\u00e0 dell\u2019Islam sunnita).<\/p>\n<p><b>Lotta agli avversari, anche dai pulpiti <\/b><br \/>Anche se l\u2019introduzione di sermoni standardizzati \u00e8 stata, sin dal suo avvio, una misura controversa, \u00e8 soprattutto negli ultimi mesi, quando il loro messaggio politico \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 esplicito, che ha iniziato a provocare le reazioni di alcuni imam.<\/p>\n<p>Oltre ai sermoni che hanno esaltato il ruolo della polizia e dell\u2019esercito, ultimamente sono sempre pi\u00f9 frequenti i richiami contro il terrorismo e l\u2019estremismo religioso. Questi ultimi sono stati usati dal governo per giustificare la sua lotta contro i suoi avversari interni, quelli che vengono generalmente etichettati come terroristi.<\/p>\n<p>Questa evoluzione non ha lasciato silenti i predicatori, soprattutto quelli che durante il periodo islamista hanno fatto il possibile per evitare che la Fratellanza Musulmana li usasse come megafoni del suo messaggio, adoperandosi per evitare il contagio tra religione e politica.<\/p>\n<p>Pur rimanendo nell\u2019anonimato, sono sempre di pi\u00f9 coloro che ritengono che i fedeli egiziani non continueranno in eterno ad ascoltare comizi politici all\u2019interno dei luoghi sacri. Soprattutto se il messaggio politico sar\u00e0 cos\u00ec esplicito e parziale. E qualora questo si verificasse veramente, la tenuta del regime potrebbe risentirne.<\/p>\n<p><b>Una sfera religiosa parallela<\/b><br \/>Come gi\u00e0 anticipato nel maggio 2014 da <a href= \"http:\/\/www.foreignaffairs.com\/articles\/141458\/robert-springborg\/sisis-secret-islamism\" target= \"blank\"><b><u>Robert Springborg<\/u><\/b><\/a>, uno dei pi\u00f9 importanti studiosi dell&#8217;Egitto contemporaneo, Sisi si \u00e8 appoggiato all&#8217;Islam per legittimare il suo regime autocratico pi\u00f9 di quanto abbia fatto credere agli osservatori egiziani e stranieri.<\/p>\n<p>In una realt\u00e0 dove il controllo del consenso e del conformismo religioso \u00e8 parte integrante della strategia che ridisegna e consolida il sistema istituzionale ed economico di questo ultimo capitolo della repubblica egiziana, la campagna comunicativa di Al-Sisi altro non \u00e8 che una strumentalizzazione della religione per fini politici.<\/p>\n<p>Anche se l&#8217;obiettivo di queste politiche \u00e8 quello di rafforzare il controllo statale sulla sfera pubblica, il rischio \u00e8 che tali misure portino in realt\u00e0 alla nascita di una sfera religiosa parallela. Uno spazio alternativo che sfuggendo al controllo delle istituzioni statali, diventi un bacino di raccolta per gruppi radicali estremisti che potrebbero qui organizzarsi per diffondere le loro idee e reclutare nuovi membri.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ancora una volta sermoni sotto i riflettori. E non perch\u00e9 veicolano messaggi terroristici, ma perch\u00e9 criminalizzano ogni tentativo di contestare il \u201cnuovo\u201d regime egiziano nelle mani del presidente Abdel Fattah Al-Sisi. 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