{"id":33610,"date":"2016-03-07T00:00:00","date_gmt":"2016-03-06T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/libia-i-dubbi-italiani-sullintervento\/"},"modified":"2017-11-03T15:17:51","modified_gmt":"2017-11-03T14:17:51","slug":"libia-i-dubbi-italiani-sullintervento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/03\/libia-i-dubbi-italiani-sullintervento\/","title":{"rendered":"Libia, i dubbi italiani sull\u2019intervento"},"content":{"rendered":"<p>Il governo italiano ha recentemente deciso di contribuire, con cautela, all\u2019azione di controterrorismo di Usa, Francia e Regno Unito verso l\u2019ala libica dell\u2019autoproclamatosi \u201cstato islamico\u201d, Isis. Sta invece riconsiderando l\u2019eventualit\u00e0 di un intervento militare nel paese.<\/p>\n<p>Di questo intervento si \u00e8 molto parlato, anche perch\u00e9 l\u2019insistente rivendicazione della sua guida da parte del governo ha fatto pensare che ci fosse un interesse politico a realizzarlo di pi\u00f9 vasta portata. <\/p>\n<p>Si \u00e8 fatto riferimento a una missione dai 3 a 7000 uomini, per due terzi italiani, appoggiata da navi militari, con compiti di addestramento delle forze libiche e sostegno alla formazione di una forza militare nazionale destinata ad assorbire le milizie esistenti. Questo intervento avverrebbe in sinergia con le operazioni di controterrorismo a contrasto dell\u2019Isis (forze speciali, sostegno a forze locali in funzione anti-Isis; bombardamenti).<\/p>\n<p><b>Intervento in Libia, il dibattito italiano<\/b><br \/>Il dibattito in Italia sul merito di queste operazioni \u00e8 stato poco consapevole. Quando si \u00e8 iniziato a parlare di intervento non c\u2019era l\u2019Isis e si pensava soprattutto all\u2019addestramento di una forza \u201ca fini generali\u201d, cio\u00e8 nazionale, da mettere a disposizione dell\u2019ex governo di Ali Zeidan, incapacitato e intimidito dalle milizie di parte, con il compito di <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3327\" target= \"blank\"><b><u> difendere<\/u><\/b><\/a> le sedi istituzionali, le grandi infrastrutture, la banca centrale e gli impianti petroliferi. <\/p>\n<p>Il naufragio, nel marzo 2014, del governo Zeidan, la guerra civile e infine l\u2019avvento dell\u2019Isis hanno cambiato il paesaggio e hanno dato un nuovo significato e nuovi contenuti all\u2019eventuale intervento dell\u2019Occidente. Le finalit\u00e0 dell\u2019intervento restano simili, ma il suo obbiettivo strategico \u00e8 ora di costituire le condizioni perch\u00e9 la Libia si metta in grado, politicamente e quindi militarmente, di combattere l\u2019Isis.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una profonda logica obamiana in questa strategia: i paesi dell\u2019Occidente sostengono con il controterrorismo le forze locali, che sono quelle che combattono e occupano il territorio: una \u201cproxy strategy\u201d. Non \u00e8 riuscita in Siria; pena molto ad affermarsi in Iraq e, tuttavia, viene oggi tentata anche in Libia.<\/p>\n<p><b>Efficacia delle operazioni di controterrorismo<\/b><br \/>I governi che hanno deciso di avviare operazioni di controterrorismo in Libia sanno che l\u2019efficacia di una strategia di controterrorismo \u00e8 condizionata dall\u2019appoggio che essa pu\u00f2 ricevere in loco da forze armate o di sicurezza nazionali. Se questo appoggio manca, nascono complicazioni e il successo della strategia \u00e8 seriamente in forse. <\/p>\n<p>In Libia non solo non esiste un governo con forze armate e polizia a disposizione, ma esiste invece un grave vuoto di potere e un\u2019estesa frammentazione di milizie, l\u2019una contro le altre armate, che non di rado sono bande criminali.<\/p>\n<p>Si \u00e8 atteso e sperato che il processo di costituzione di un governo di unit\u00e0 nazionale emergesse dalla lunga mediazione delle Nazioni Unite, ma &#8211; per errori e incidenti &#8211; questa ha messo capo a un processo debole e fratturato che partorir\u00e0 un governo irrilevante o addirittura abortir\u00e0.<\/p>\n<p>Questa situazione rende precaria l\u2019azione di controterrorismo promossa dalla nascente coalizione che abbiamo visto. Ci\u00f2 ha reso pi\u00f9 urgente l\u2019intervento militare di sostegno, perch\u00e9 esso dovrebbe assicurare quell\u2019autorit\u00e0 nazionale cui appoggiare le operazioni di controterrorismo anti-Isis e creare le condizioni politico-militari di una lotta all\u2019Isis condotta da forze nazionali libiche.<\/p>\n<p>Date le condizioni, \u00e8 un progetto che si muove sul filo di una corda. Le operazioni di controterrorismo che sono gi\u00e0 iniziate vanno avanti in condizioni difficili perch\u00e9 in assenza di forze nazionali si devono appoggiare a questa o quella fazione, locale o regionale. <\/p>\n<p>In un contesto in cui le fazioni sono innanzitutto in lotta fra loro (e solo secondariamente con l\u2019Isis) l\u2019appoggio a una determinata fazione (armi, risorse, intelligence) \u00e8 visto dalle altre come una minaccia e costituisce un incentivo ad allearsi con l\u2019Isis. Nel medio periodo un controterrorismo esercitato in condizioni come quelle libiche \u00e8 destinato ad diventare controproducente e a far fallire l\u2019intervento.<\/p>\n<p><b>Il problematico sostegno al governo libico<\/b><br \/>Per questo motivo sono emerse le pressioni sull\u2019Italia perch\u00e9 realizzasse l\u2019intervento di cui peraltro il governo pareva tanto avido. L\u2019Italia \u00e8 invitata a indossare la maglietta di un intervento di sostegno \u201cstrutturale\u201d alle operazioni di controterrorismo in corso per (a) addestrare le forze libiche; (b) proteggere infrastrutture e sedi istituzionali e (c) consentire le condizioni politiche e militari atte a far nascere forze libiche capaci di fronteggiare l\u2019Isis (e portare a buon fine l\u2019appoggio esterno del controterrorismo occidentale). Cio\u00e8 sostenere il governo libico.<\/p>\n<p>Questo appoggio si presenta molto problematico perch\u00e9, come abbiamo detto, la base di partenza \u00e8 nella migliore delle ipotesi un governo diviso e politicamente irrilevante.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 decidere di appoggiarlo lo stesso, ma a due condizioni: (1) che i sostenitori regionali dei contendenti (l\u2019Egitto, il Qatar, la Turchia e, da ultimo, anche la Tunisia) vengano in qualche modo convinti a cessare le loro interferenze; (2) che si mettano in essere le condizioni perch\u00e9 abbia rapida ed efficace attuazione il programma di <i>empowerment<\/i> di un governo per ora inesistente mediante l\u2019attuazione di una efficace e rapida riforma del settore di sicurezza. <\/p>\n<p>Il successo della riforma, da un lato eliminerebbe alcuni ostacoli politici importanti, revocando l\u2019ipoteca del generale <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3185\" target= \"blank\"><b><u> Khalifa Haftar<\/u><\/b><\/a> e dei suoi sostenitori sul governo, dall\u2019altro grazie al formarsi di una forza di sicurezza nazionale coesa ed efficace darebbe l\u2019autorit\u00e0 al governo.<\/p>\n<p><b>Riforma del settore di sicurezza<\/b><br \/>Una riforma del settore di sicurezza non \u00e8 facile. Innanzitutto, l\u2019addestramento deve avvenire all\u2019interno di una quadro di riforma che metta i militari addestrati sotto l\u2019autorit\u00e0 di un governo centrale. <\/p>\n<p>In secondo luogo, occorre che le risorse siano date solo a quei gruppi che accettino di subordinarsi al governo riconosciuto, che le risorse affluiscano solo attraverso il governo centrale e che siano posti in essere dei meccanismi di coordinamento militare a livello regionale e locale che servano da collettori delle milizie in attesa di un loro concreto dissolvimento e dell\u2019integrazione degli uomini nelle nascenti strutture nazionali.<\/p>\n<p>\u00c8 necessario che il governo italiano spieghi al Parlamento e al Paese di che cosa si tratta (posto che la stampa continua a far credere che si tratti di un\u2019operazione militare convenzionale e fa confusione fra l\u2019Isis e la Libia). <\/p>\n<p>Deve essere assicurata una forte e franca coordinazione politica fra i membri della coalizione occidentale, a cominciare dal contenimento dei padrini regionali. Si richiede, infine, da parte dei comandi e degli uomini una grande abilit\u00e0 \u201cpolitica\u201d e \u201cdiplomatica\u201d nella gestione di un\u2019impresa militare che \u00e8 in realt\u00e0 sensibilmente politica. Ha ragione il governo a dubitare e voler riflettere. <\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il governo italiano ha recentemente deciso di contribuire, con cautela, all\u2019azione di controterrorismo di Usa, Francia e Regno Unito verso l\u2019ala libica dell\u2019autoproclamatosi \u201cstato islamico\u201d, Isis. Sta invece riconsiderando l\u2019eventualit\u00e0 di un intervento militare nel paese. 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