{"id":33640,"date":"2016-03-09T00:00:00","date_gmt":"2016-03-08T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/crollo-dei-prezzi-del-petrolio-un-problema-di-tutti\/"},"modified":"2017-11-03T15:17:50","modified_gmt":"2017-11-03T14:17:50","slug":"crollo-dei-prezzi-del-petrolio-un-problema-di-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/03\/crollo-dei-prezzi-del-petrolio-un-problema-di-tutti\/","title":{"rendered":"Crollo dei prezzi del petrolio, un problema di tutti"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019andamento dei prezzi delle materie prime &#8211; dal petrolio al gas naturale, dai minerali ai prodotti agricoli &#8211; \u00e8 sempre stata una variabile macroeconomica con conseguenze abbastanza semplici da decifrare. <\/p>\n<p>Per le economie industrializzate che importano materie prime &#8211; Europa, Giappone e Stati Uniti &#8211; il rialzo dei prezzi \u00e8 generalmente un fatto negativo mentre il calo \u00e8 positivo.<\/p>\n<p>I periodi di prezzi bassi delle materie prime hanno spesso coinciso con fasi di espansione delle economie avanzate, come negli anni &#8217;60 e &#8217;90, e il mercato delle<i> commodity <\/i>si \u00e8 quasi sempre mosso in controtendenza rispetto alle borse. <\/p>\n<p>Come spiegare allora il quadro macroeconomico di questi mesi, caratterizzato contemporaneamente da materie prime al collasso, crescita economica anemica e mercati finanziari in crisi? <\/p>\n<p><b>Economia globale e aumento della complessit\u00e0<\/b><br \/>In un mondo \u201csemplice\u201d, prezzi bassi delle <i>commodity <\/i>avvantaggiano le economie industrializzate che le importano e prezzi alti favoriscono le economie emergenti che le producono ed esportano. <\/p>\n<p>L\u2019impennata del prezzo del greggio durante i due shock petroliferi degli anni \u201970 ha prodotto inflazione e recessione nei paesi industrializzati, mentre i paesi produttori accumulavano surplus commerciali e riserve in valuta, aumentando il proprio peso politico internazionale. <\/p>\n<p>Al contrario, a fine anni \u201980 e nel corso degli anni \u201990, la caduta dei prezzi delle <i>commodity <\/i>ha contribuito a un lungo periodo di crescita dei paesi industrializzati e ha causato seri problemi ad alcuni produttori di petrolio, come Messico, Indonesia e Russia, e di materie agricole, come Brasile e Argentina.<\/p>\n<p>Nel mondo complesso di oggi, con economie molto interdipendenti, l\u2019impatto della volatilit\u00e0 delle <i>commodity <\/i>\u00e8 pi\u00f9 articolato che in passato. Il paradigma tradizionale fatica a spiegare la situazione attuale. <\/p>\n<p>La caduta verticale dei prezzi delle<i> commodity<\/i>, iniziata poco pi\u00f9 di quattro anni fa dopo il picco del 2011, \u00e8 fonte d\u2019instabilit\u00e0 per i paesi emergenti, ma presenta rischi anche per Europa e Stati Uniti. <\/p>\n<p>Attraverso diversi canali: 1) crollo di consumi, investimenti e importazioni dei paesi emergenti, che ha effetti negativi sulla domanda aggregata di quelli industrializzati; 2) \u201cspiazzamento\u201d di alcuni settori delle economie industriali; 3) possibilit\u00e0 di deflazione e d\u2019instabilit\u00e0 finanziaria; 4) instabilit\u00e0 sociale e politica dei Paesi emergenti, con conseguenze negative per il resto del mondo.<\/p>\n<p><b>Calo della domanda e spiazzamento degli investimenti<\/b><br \/>Le economie di molti paesi produttori di petrolio, gas e altri minerali sono in seria difficolt\u00e0 a causa del crollo dei prezzi. Il Venezuela \u00e8 sull\u2019orlo della bancarotta, la Russia ha difficolt\u00e0 a finanziare il deficit pubblico, Brasile e Sud Africa sono in grave affanno. <\/p>\n<p>La prima conseguenza \u00e8 la caduta in questi paesi di consumi e investimenti, che si traduce in minori importazioni dai paesi industrializzati. La domanda aggregata di questi ultimi \u00e8 ridimensionata, con influenza negativa su tassi di crescita, occupazione e profitti delle imprese.<\/p>\n<p>Le economie dei Paesi industrializzati sono influenzate negativamente anche per un altro motivo. Esemplare \u00e8 il caso del petrolio, il cui prezzo \u00e8 passato nel giro di due anni da oltre 110 dollari il barile ai circa 30 attuali. Il crollo ha spiazzato interi settori delle economie industrializzate. <\/p>\n<p>L\u2019estrazione di <i>shale gas <\/i>negli Stati Uniti \u00e8 oggi meno competitiva. Il prezzo del petrolio basso \u00e8 inoltre un forte disincentivo agli investimenti nella <i>green economy<\/i>. Pi\u00f9 in generale, sono penalizzate le attivit\u00e0 e lo sviluppo di tecnologie di estrazione, raffinazione e trattamento di materie prime, che spesso fanno capo a gruppi americani ed europei. Un discorso analogo vale per gli investimenti nel settore agricolo.<\/p>\n<p><b>Rischio di deflazione e d\u2019instabilit\u00e0 finanziaria<\/b><br \/>Storicamente l\u2019andamento dei prezzi di materie prime agricole ed energia non \u00e8 il centro dell\u2019attenzione delle Banche Centrali. Infatti, la dinamica dei loro prezzi &#8211; salvo quello del petrolio che \u00e8 trasferito sul prezzo della benzina &#8211; non incide in modo radicale sugli indici dei prezzi al consumo, che misurano l\u2019inflazione. <\/p>\n<p>Il costo del lavoro \u00e8, in questo senso, una variabile molto pi\u00f9 pesante. Oggi tuttavia la grande paura di Fed e Banca centrale europea non \u00e8 l\u2019inflazione bens\u00ec la deflazione. Un prezzo delle <i>commodity <\/i>troppo basso \u00e8 insidioso perch\u00e9 aumenta le aspettative di prezzi costanti o decrescenti da parte di famiglie e imprese, che quindi rallentano le decisioni di consumo e d\u2019investimento. <\/p>\n<p>Un secondo aspetto da considerare \u00e8 il rischio d\u2019instabilit\u00e0 finanziaria che pu\u00f2 derivare dalle difficolt\u00e0 economiche dei Paesi emergenti e che avrebbe ripercussioni internazionali. Nel caso della Russia ad esempio, il gi\u00e0 fragile sistema bancario rischia di essere travolto da crisi economica e indebolimento del rublo. Com\u2019\u00e8 noto, stabilit\u00e0 dei prezzi e dei mercati finanziari sono obiettivi fondamentali delle Banche Centrali.<\/p>\n<p><b>La spia di allarme dei mercati<\/b><br \/>Ai rischi economici si aggiungono quelli d\u2019instabilit\u00e0 politica. Nel 2011 il picco dei prezzi delle materie prime, in particolare di quelle alimentari, \u00e8 stato all&#8217;origine dei movimenti di protesta sfociati nella Primavera araba. <\/p>\n<p>L\u2019attuale livello dei prezzi delle<i> commodity <\/i>rende difficile ad alcuni paesi, le cui entrate sono drasticamente ridimensionate, mantenere il consenso sociale e la stabilit\u00e0 politica. Anche grandi produttori di petrolio come l\u2019Arabia Saudita, nonostante le importanti riserve valutarie accumulate, potrebbero presto avere difficolt\u00e0. <\/p>\n<p>In certi casi le minori risorse possono addirittura ridurre la capacit\u00e0 di contenere il terrorismo, come per Nigeria, Algeria e gran parte del Medio-Oriente. Le ripercussioni negative sulle economie dei paesi industrializzati sono evidenti.<\/p>\n<p>Il nervosismo dei mercati finanziari nei primi mesi dell\u2019anno riflette la complessit\u00e0 e l\u2019incertezza che l\u2019economia mondiale sta attraversando. Il mondo industrializzato non \u00e8 ancora completamente uscito dalla grave crisi iniziata nel 2008 e la fragile crescita degli ultimi tempi \u00e8 dovuta in gran parte agli interventi espansivi delle Banche Centrali, che non potranno continuare a lungo.<\/p>\n<p>Le economie della Cina e degli altri BRICs hanno rallentato. Le incertezze politiche all\u2019orizzonte &#8211; futuro di Ue ed eurozona, elezioni presidenziali negli Stati Uniti, instabilit\u00e0 in Medio Oriente &#8211; sono molteplici. <\/p>\n<p>In questo difficile contesto i prezzi delle <i>commodity <\/i>sono in una fase di collasso che, anzich\u00e9 avvantaggiare i paesi industrializzati, costituisce per loro una fonte di ulteriori rischi e incertezze.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019andamento dei prezzi delle materie prime &#8211; dal petrolio al gas naturale, dai minerali ai prodotti agricoli &#8211; \u00e8 sempre stata una variabile macroeconomica con conseguenze abbastanza semplici da decifrare. 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