{"id":33680,"date":"2016-03-12T00:00:00","date_gmt":"2016-03-11T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/primarie-usa-gli-arabi-cambiano-canale\/"},"modified":"2017-11-03T15:17:49","modified_gmt":"2017-11-03T14:17:49","slug":"primarie-usa-gli-arabi-cambiano-canale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/03\/primarie-usa-gli-arabi-cambiano-canale\/","title":{"rendered":"Primarie Usa, gli arabi cambiano canale"},"content":{"rendered":"<p>Da Gibilterra a Hormuz, c\u2019\u00e8 un solo paese in tutto il Medio Oriente nel quale \u00e8 aperto da tempo il dibattito su chi possa essere il prossimo presidente Usa pi\u00f9 utile, fra i candidati repubblicani e democratici. Naturalmente Israele. <\/p>\n<p>Per il momento nel mondo arabo come anche fra turchi e iraniani, ci sono altre priorit\u00e0. Non solo: i paesi musulmani non hanno alcuna possibilit\u00e0 d\u2019influenzare il voto degli americani. Gli israeliani s\u00ec, attraverso l\u2019importante comunit\u00e0 ebraica negli Stati Uniti e le sue lobbies.<\/p>\n<p><b>Cruz, il candidato del Likud<\/b><br \/>In Israele dove il Likud vince consecutivamente da cinque elezioni, l\u2019opinione pubblica preferisce largamente un presidente repubblicano. Per un breve periodo, all\u2019inizio delle primarie, gli israeliani sono stati gli unici al mondo ad augurarsi una vittoria di Donald Trump.<\/p>\n<p>L\u2019opinione ha incominciato a vacillare quando il miliardario di New York non ha preso posizione sul futuro di Gerusalemme e si \u00e8 dichiarato \u201cneutrale\u201d sul conflitto fra israeliani e palestinesi.<\/p>\n<p>Il candidato ideale \u00e8 dunque Ted Cruz: ultra religioso, incondizionatamente favorevole a Israele e a Bibi Netanyahu, e antiarabo fino al razzismo. Come Trump, ma senza tentennamenti verso lo stato ebraico.<\/p>\n<p>Le destre e molti altri israeliani detestano Barack Obama: anche, ma non solo, per l\u2019accordo sul nucleare iraniano. E non si fidano di Hillary Clinton: \u00e8 difficile che la candidata democratica abbia di Netanyahu un giudizio meno negativo di quello maturato dal marito Bill, quando era presidente.<\/p>\n<p>\u00c8 uno dei pochi casi nei quali l\u2019opinione degli israeliani differisce da quella della comunit\u00e0 ebraica americana, storicamente pi\u00f9 vicina ai democratici che ai repubblicani.<\/p>\n<p><b>L\u2019eredit\u00e0 comportamentale di Obama<\/b><br \/>Riguardo agli altri mediorientali, i non israeliani, la grande maggioranza, fa testo l\u2019ultima <a href= \"http:\/\/www.theatlantic.com\/magazine\/archive\/2016\/04\/the-obama-doctrine\/471525\/\" target= \"blank\"><b><u>intervista di Barack Obama<\/u><\/b><\/a> alla rivista \u201cThe Atlantic\u201d. \u00c8 la pi\u00f9 efficace puntualizzazione del pensiero presidenziale, una specie di eredit\u00e0 pi\u00f9 comportamentale che ideologica di Obama. Il presidente definisce un punto d\u2019onore avere evitato di farsi trascinare nei conflitti della regione, conferma la sua scarsa stima per Netanyahu e soprattutto la distanza che si \u00e8 creata fra Stati Uniti e Arabia Saudita.<\/p>\n<p>Il caos mediorientale del quale i principali responsabili sono i sauditi e gli iraniani, dice Obama, \u201cci impone di dire ai nostri amici (l\u2019Arabia Saudita, n.d.r.) come agli iraniani, che devono trovare un modo efficace di dividersi il vicinato\u201d. L\u2019obiettivo finale deve essere \u201cuna pace fredda\u201d.<\/p>\n<p>In altre parole, pi\u00f9 diplomatiche, le due principali potenze regionali devono creare una struttura di sicurezza mediorientale senza la quale il caos continuer\u00e0.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 i protagonisti della crisi sono i paesi della regione, non pi\u00f9 le vecchie potenze esterne (Usa, Russia, Gran Bretagna e Francia), il Medio Oriente non \u00e8 pi\u00f9 diviso in amici e nemici degli Stati Uniti. I tempi della Guerra fredda sono irrimediabilmente sepolti, anche se la Russia vorrebbe resuscitarli.<\/p>\n<p>E in generale tutti detestano gli Stati Uniti: chi perch\u00e9 sono stati troppo inattivi, perch\u00e9 non hanno bombardato Damasco n\u00e9 mandato truppe qui e l\u00e0; chi, come gli iraniani, perch\u00e9 l\u2019accordo sul nucleare e la fine delle sanzioni economiche sono novit\u00e0 troppo fresche per essere giudicate positivamente.<\/p>\n<p><b>Hillary, la candidata di non tutti i sunniti<\/b><br \/>Per forza di cose, arabi, turchi e iraniani non possono avere simpatia per qualsiasi dei candidati repubblicani. Cruz e Marco Rubio sarebbero certamente pi\u00f9 interventisti di Obama, ma a favore di Israele: sauditi ed egiziani hanno buone ragioni per non credere di avere solidi e duraturi sostegni da un presidente repubblicano. Ugualmente gli iraniani: il partito Repubblicano fa campagna contro l\u2019accordo sul nucleare da quando, pi\u00f9 di due anni fa, inizi\u00f2 la trattativa.<\/p>\n<p>L\u2019unica candidata democratica possibile, Hillary Clinton, ha una visione pi\u00f9 internazionalista del ruolo americano nella regione di quanto non l\u2019avesse Obama. Da segretario di Stato, Hillary non era cos\u00ec convinta di lasciare al suo destino Hosni Mubarak; e certamente pensava che il sostegno del presidente ai Fratelli musulmani e a Mohammed Morsi, fosse un grave errore.<\/p>\n<p>Questo dovrebbe soddisfare i sauditi che fino all\u2019ultimo avevano sostenuto il vecchio regime egiziano &#8211; insieme a Netanyahu &#8211; e che continuano a detestare i Fratelli musulmani ovunque si manifestino in Medio Oriente.<\/p>\n<p>Ma Hillary \u00e8 una chiara sostenitrice degli accordi con l\u2019Iran e, come Barack Obama, \u00e8 convinta che quel paese debba essere coinvolto e non escluso dagli equilibri regionali.<\/p>\n<p>Come gi\u00e0 detto, l\u2019unica vera grande novit\u00e0 del Medio Oriente maturata in questi anni, \u00e8 che sono le potenze regionali a prendere le decisioni, non pi\u00f9 gli attori esterni. E questo non \u00e8 avvenuto perch\u00e9 Barack Obama ha fatto fare all\u2019America un passo indietro: il disimpegno \u00e8 la conseguenza di questa novit\u00e0 geopolitica, non la causa. <\/p>\n<p>Per questo in Medio Oriente le presidenziali negli Stati Uniti non sono pi\u00f9 l\u2019avvenimento decisivo che era un tempo.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da Gibilterra a Hormuz, c\u2019\u00e8 un solo paese in tutto il Medio Oriente nel quale \u00e8 aperto da tempo il dibattito su chi possa essere il prossimo presidente Usa pi\u00f9 utile, fra i candidati repubblicani e democratici. Naturalmente Israele. Per il momento nel mondo arabo come anche fra turchi e iraniani, ci sono altre priorit\u00e0. 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