{"id":33690,"date":"2016-03-13T00:00:00","date_gmt":"2016-03-12T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-forza-della-russia-alla-prova-dei-tempi-lunghi\/"},"modified":"2017-11-03T15:17:49","modified_gmt":"2017-11-03T14:17:49","slug":"la-forza-della-russia-alla-prova-dei-tempi-lunghi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/03\/la-forza-della-russia-alla-prova-dei-tempi-lunghi\/","title":{"rendered":"La forza della Russia alla prova dei tempi lunghi"},"content":{"rendered":"<p>Il ritorno di Mosca sulla scena internazionale, caratterizzato da un risoluto utilizzo dei mezzi militari nella conduzione della politica estera, \u00e8 un evento insieme di notevole rilievo ed inatteso, che ha provocato forte preoccupazione nelle cancellerie occidentali, confrontate a un\u2019iniziativa che mira esplicitamente a riequilibrare il sistema dei rapporti tra stati nel contesto mondiale.<\/p>\n<p><b>L\u2019uso dei militari annuncia la mobilitazione nazionale<\/b><br \/>Attivo su diversi fronti, il governo di Putin ha saputo, per generale riconoscimento, far ritrovare al paese un ruolo globale, facendo leva su una strategia allo stesso tempo aggressiva ed efficace.<\/p>\n<p>Pesantemente ridimensionata dalla sconfitta subita nella guerra fredda, la Russia \u00e8 stata in grado di compiere un primo importante passo per superare quella riduzione a mera potenza regionale, nella quale era stata confinata.<\/p>\n<p>Dopo l\u2019intervento in Ucraina, che ha assunto un grande valore emblematico, grazie alla riannessione della Crimea, Mosca \u00e8 passata, dando prova di rilevante capacit\u00e0 operativa, all\u2019appoggio diretto al governo alleato di Assad in Siria, assicurandosi una posizione decisiva per la gestione di quel conflitto.<\/p>\n<p>Si \u00e8 trattato, in ambedue i casi, di operazioni portate avanti con particolare destrezza, approfittando delle esitazioni degli Stati Uniti e degli alleati europei, nella certezza che non vi sarebbero state, in nessun caso, da quella parte, azioni di contrasto sul piano militare.<\/p>\n<p>Anche se parlare di una svolta a senso unico della strategia intrapresa da Mosca appare prematuro, siamo senza dubbio di fronte a un rilancio ispirato a nuovi parametri della politica estera russa.<\/p>\n<p>Alla base dei recenti successi, figura una linea d\u2019azione fondata su un dichiarato apprezzamento dello strumento militare nella conduzione dei rapporti internazionali. Il venir meno dell\u2019atteggiamento di cautela, che nel recente passato aveva di norma caratterizzato l\u2019azione politico-diplomatica di Mosca, non deve stupire pi\u00f9 di tanto.<\/p>\n<p>Il ricorso all\u2019uso della forza, in una situazione giudicata di potenziale minaccia all\u2019interesse nazionale russo, si conferma in piena continuit\u00e0 con una pratica comune alla storia del paese, sia in epoca zarista che sovietica. Questa pratica e stata fatta propria dal presidente Putin, rivelatosi artefice convinto di una piena rivalutazione delle funzioni delle forze armate, nel quadro di una campagna di promozione, a tutti i livelli, di una cultura patriottico-militarista.<\/p>\n<p>Nel motivare una conduzione della politica estera ispirata alla realpolitik, interpretata in chiave difensiva-offensiva, Mosca fa riferimento a esigenze, ritenute imprescindibili, di sicurezza. La nozione di sicurezza adottata in questa occasione presuppone uno stretto collegamento ai diversi livelli dell\u2019impegno militare, politico, economico e sociale, in vista di un generalizzato processo di mobilitazione delle risorse materiali e umane del paese.<\/p>\n<p>Una mancata riuscita della linea di attivazione delle energie nazionali, rilevano osservatori sia russi che occidentali, potrebbe far si che un\u2019operazione oggi vincente, possa rivelarsi in prospettiva un successo solo temporaneo.<\/p>\n<p><b>Impegni troppo gravosi?<\/b><br \/>Molteplici e di varia natura, in effetti, risultano gli interrogativi riguardo alla capacit\u00e0 e all\u2019opportunit\u00e0 di proseguire nel corso intrapreso, insistendo in una politica di forza proiettata su un cos\u00ec esteso campo d\u2019azione.<\/p>\n<p>La Russia di Putin, con il carico di problemi irrisolti che pesano sull\u2019assetto interno del paese, si trova ad agire da una posizione di relativa debolezza rispetto alle altre grandi potenze, in un contesto dominato da un\u2019aspra competizione fra gli stati.<\/p>\n<p>Il documento di dottrina strategica internazionale, varato nel novembre del 2015, non fa mistero dell\u2019apprensione di Mosca di fronte alla prospettiva di dover tener testa al rafforzamento del dispositivo della Nato sul fronte europeo, al centro del continente. \u00c8 in quest\u2019area cruciale dello spazio post-sovietico, infatti, a ridosso dei confini nazionali, che si giocher\u00e0, in rapporto agli sviluppi della crisi ucraina, una partita decisiva sotto il profilo della sicurezza per la Russia.<\/p>\n<p>Procede nel frattempo, sul fronte della Siria, l\u2019azione di Mosca diretta ad assicurarsi una base di influenza in Medio Oriente, in una situazione di grande confusione caratterizzata dal faticoso processo di cooperazione in corso fra Russia e Stati Uniti, solidali nella lotta al terrorismo islamico nonostante le persistenti divergenze strategiche.<\/p>\n<p>Si tratta di un\u2019iniziativa carica di incognite, considerata la difficolt\u00e0 di arrivare a un congelamento dei conflitti endemici in una regione strutturalmente instabile, distinta dalla presenza di una molteplicit\u00e0 di attori tradizionalmente divisi da interessi contrastanti.<\/p>\n<p>Scontata la soddisfazione del governo russo, e in primo luogo del presidente Putin, per i benefici ottenuti sul piano della legittimit\u00e0 politica, grazie all\u2019abilit\u00e0 dimostrata facendo ricorso con successo allo strumento militare nella promozione dell\u2019azione diplomatica, resta aperto il problema di come salvaguardare le posizioni di potere guadagnate in sede internazionale in questa fase.<\/p>\n<p>I limiti di una politica per diversi aspetti azzardata, tesa a sfruttare in situazioni di emergenza le opportunit\u00e0 offerte da una congiuntura favorevole sotto il profilo dei rapporti di forza, sono evidenti. Occorre a questo proposito aver chiara la distinzione fra l\u2019abilit\u00e0 sul piano tattico di reagire a eventi imprevisti nel breve periodo, e la capacit\u00e0 di affrontare in una prospettiva strategica, a lungo termine, le tendenze di fondo del periodo.<\/p>\n<p>Nell\u2019attuale congiuntura, caratterizzata da grandi cambiamenti, una cosa \u00e8 certa: la Russia, in tempi forse anche non troppo lontani, vedr\u00e0 messe a dura prova le sue ambizioni di grande potenza globale da una somma imprevedibile di sfide sia interne che internazionali.<\/p>\n<p>.  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il ritorno di Mosca sulla scena internazionale, caratterizzato da un risoluto utilizzo dei mezzi militari nella conduzione della politica estera, \u00e8 un evento insieme di notevole rilievo ed inatteso, che ha provocato forte preoccupazione nelle cancellerie occidentali, confrontate a un\u2019iniziativa che mira esplicitamente a riequilibrare il sistema dei rapporti tra stati nel contesto mondiale. 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