{"id":33720,"date":"2016-03-16T00:00:00","date_gmt":"2016-03-15T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/bruxelles-la-sentinella-che-indica-la-strada-a-roma\/"},"modified":"2017-11-03T15:17:48","modified_gmt":"2017-11-03T14:17:48","slug":"bruxelles-la-sentinella-che-indica-la-strada-a-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/03\/bruxelles-la-sentinella-che-indica-la-strada-a-roma\/","title":{"rendered":"Bruxelles, la sentinella che indica la strada a Roma"},"content":{"rendered":"<p>Il 9 marzo, la Commissione europea ha inviato al governo italiano &#8211; ma anche a quello di Belgio, Romania, Finlandia e Croazia &#8211; una lettera sullo stato dei conti pubblici. I due firmatari della comunicazione &#8211; il Vice Presidente Valdis Dombrovskis e il Commissario agli Affari Economici Pierre Moscovici &#8211; hanno espresso preoccupazione in merito al rispetto delle regole di bilancio contenute nel Patto di Stabilit\u00e0 e Crescita.<\/p>\n<p>In particolare, hanno evidenziato l\u2019esistenza di rischi di \u201cdeviazione dal percorso di aggiustamento verso l\u2019obiettivo di medio termine nel 2015 e di una significativa deviazione nel 2016\u201d. Rischi che &#8211; la lettera \u00e8 molto precisa su questo punto &#8211; non verrebbero comunque mitigati da un\u2019eventuale attivazione della clausola di flessibilit\u00e0 per le spese sostenute in disavanzo per i migranti.<\/p>\n<p><b>Riportare i conti pubblici su un sentiero sostenibile<\/b><br \/>Il governo di Roma viene, pertanto, invitato a prendere le misure necessarie per riportare i conti pubblici su un sentiero sostenibile, soprattutto per quanto attiene al debito che, per essere in linea con i vincoli fiscali, deve diminuire nei prossimi anni.<\/p>\n<p>Nessuna quantificazione numerica, per\u00f2, da parte della Commissione. Solo una di metodo di lavoro e una data: \u201c\u00e8 importante\u201d &#8211; scrivono Dombrovskis e Moscovici &#8211; che le suddette misure siano annunciate in maniera \u201ccredibile\u201d e \u201cdettagliata\u201d al pi\u00f9 tardi il 15 aprile prossimo, ossia al momento della presentazione del Documento di Economia e Finanza (Def).<\/p>\n<p>Se questa lettera non pu\u00f2 essere considerata un vero e proprio \u201callarme\u201d sullo stato di salute delle finanze italiane \u2013 bens\u00ec un \u201cavvertimento anticipato\u201d come lo ha definito lo stesso Dombrovskis &#8211; sicuramente rappresenta una chiara richiesta all\u2019Italia a rimodulare la sua strategia di bilancio. Anche perch\u00e9 oltre ai rischi di finanza pubblica, l\u2019esecutivo comunitario ha evidenziato il perdurare di rischi di natura macroeconomica che inevitabilmente impattano sui conti dello stato.<\/p>\n<p><b>Gli Squilibri eccessivi dell\u2019economia italiana<\/b><br \/>Nell\u2019ambito della procedura sugli squilibri macroeconomici (introdotta nel 2011 con l\u2019adozione del <i>Six Pack<\/i>), dei diciotto paesi sottoposti nel novembre scorso ad un esame approfondito (\u201c<i>in depth review<\/i>\u201d), l\u2019Italia (insieme a Bulgaria e Francia, Croazia e Portogallo) continua a presentare \u201csquilibri eccessivi\u201d a causa dell\u2019elevato debito, della bassa produttivit\u00e0 che incide sulla competitivit\u00e0 del paese, della elevata disoccupazione (soprattutto quella di lunga durata) e del sistema bancario indebolito dalla lenta risoluzione delle sofferenze bancarie.<\/p>\n<p>La Commissione riconosce che sono gi\u00e0 state prese diverse misure per riformare il mercato del lavoro, le istituzioni, l\u2019istruzione. Tuttavia, l\u2019azione di governo viene giudicata ancora carente per quel che riguarda le privatizzazioni, la contrattazione collettiva, la <i>spending review<\/i>, l\u2019apertura del mercato, la semplificazione del fisco e la lotta alla corruzione. <\/p>\n<p>Sia sul fronte degli squilibri di finanza pubblica sia su quello degli squilibri macroeconomici, la Commissione intende aprire un dialogo costante e costruttivo con il governo italiano per utilizzare al meglio il tempo che resta prima della valutazionedefinitiva, che avverr\u00e0 nel mese di maggio sulla base del Def e tenuto conto delle previsioni europee di primavera (che incorporeranno i dati fiscali a consuntivo del 2015 validati da Eurostat).<\/p>\n<p><b>Italia, fonte di possibile vulnerabilit\u00e0<\/b><br \/>L\u2019Italia non \u00e8 certo l\u2019unico paese ad essere sotto esame: altri hanno ricevuto una lettera sullo stato dei conti pubblici e altri presentano squilibri macroeconomici eccessivi. Tuttavia, l\u2019Italia si trova in una posizione del tutto particolare per via delle sue dimensioni (\u00e8 la quarta economia dell\u2019Unione europea e la terza dell\u2019area dell\u2019euro) e del suo debito (il secondo pi\u00f9 elevato dopo quello greco). Rappresenta, dunque, una fonte di potenziale vulnerabilit\u00e0 per l\u2019intera areaa causa degli effetti di ricaduta sugli altri stati membri.<\/p>\n<p>La ripresa ancora debole dell\u2019economia italiana &#8211; il 2015 si \u00e8 chiuso con uno 0,8 per cento e il 2016 rischia di iniziare con una crescita di circa lo 0,1 per cento &#8211; preoccupa Bruxelles anche perch\u00e9 sembra essere in larga parte ascrivibile a fattori esterni: prezzo del petrolio ai minimi storici, tassi di interessi bassi, etc. <br \/>< br>Le misure varatenon sembrano, infatti, avere ancora sortito appieno gli effetti sperati: sia perch\u00e9 ancora incomplete (al Jobs Act, ad esempio, manca ancora l\u2019attuazione delle politiche attive), sia perch\u00e9 sono andate in direzione opposta da quella suggerita dalla Commissione (taglio delle tasse sugli immobili invece che sui fattori produttivi). <\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 nella suddetta lettera, Dombrovskis e Moscovici invitano il governo di Roma a proseguire l\u2019azione riformatrice \u201ctenendo conto delle raccomandazioni del Consiglio\u201d, ossia di quelle indicazioni puntuali che ogni anno vengono fatte ai paesi per aiutarli a colmare i divari di crescita.<\/p>\n<p>Bruxelles svolge il suo lavoro di \u201csentinella\u201d degli squilibri di finanza pubblica e macroeconomici: lo scopo \u00e8 di prevenirli e correggerli. La crisi ancora in atto, del resto, \u00e8 stata amplificata, e in alcuni casi causata, proprio dal permanere di questi squilibri. <\/p>\n<p>Ora, per\u00f2, la palla \u00e8 nel campo del governo italiano. In realt\u00e0, si tratta semplicemente di seguire la via gi\u00e0 annunciata. A cominciare da una <i>spending review <\/i>pi\u00f9 incisiva (la Legge di Stabilit\u00e0 prevede solo cinque miliardi di euro di tagli alla spesa pubblica) e da una riforma della pubblica amministrazione vera e coraggiosa che cambi effettivamente il modo di operare dello stato al fine di stimolare gli investimenti e la creazione di posti di lavoro.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 9 marzo, la Commissione europea ha inviato al governo italiano &#8211; ma anche a quello di Belgio, Romania, Finlandia e Croazia &#8211; una lettera sullo stato dei conti pubblici. 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