{"id":33730,"date":"2016-03-16T00:00:00","date_gmt":"2016-03-15T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/turchia-sfuma-la-zona-cuscinetto-anti-curdi\/"},"modified":"2017-11-03T15:17:48","modified_gmt":"2017-11-03T14:17:48","slug":"turchia-sfuma-la-zona-cuscinetto-anti-curdi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/03\/turchia-sfuma-la-zona-cuscinetto-anti-curdi\/","title":{"rendered":"Turchia, sfuma la zona cuscinetto anti-curdi"},"content":{"rendered":"<p>La notizia che ha destato scalpore in tutte le cancellerie del mondo l\u2019ha data Vladimir Putin, annunciando il ritiro delle truppe di terra russe dalla Siria. <\/p>\n<p>Oddio, ritiro si fa per dire perch\u00e9 i russi non se ne andranno dalla martoriata terra. Resteranno (e come poteva essere diversamente?) le due grandi basi di Latakya e di Tartus. La prima ospita le forze aeree, notevolmente rinforzate dopo l\u2019abbattimento del Sukoi da parte dei turchi, e la seconda \u00e8 riservata alle navi da guerra di Mosca. <\/p>\n<p>A dire il vero rimarranno anche reparti di truppe speciali, gli <i>spetnatz<\/i> e almeno una unit\u00e0 di carri armati T90 di ultima generazione. <\/p>\n<p>Insomma Putin ha stupito il mondo, ma ha anche rassicurato l\u2019alleato presidente siriano Bashar el Assad. Di fatto Putin si sta dimostrando il vero vincitore di questa fase del conflitto siriano, mentre la tregua, a parte le consuete violazioni, pare reggere. <\/p>\n<p>Putin ha vinto non la battaglia contro il Califfato, ma quella per salvare, almeno per il momento, il regime di Assad e per far s\u00ec che i combattenti non integralisti, i curdi per primi, trovino una possibilit\u00e0 di accordo con il regime. <\/p>\n<p>Tutte cose che, prima dell&#8217;intervento, non apparivano possibili. Il tutto mentre le forze governative sono all\u2019offensiva su tutti i fronti e stanno per riconquistare quello che resta di Palmira dopo lo scempio dell\u2019autoproclamatosi \u201cstato islamico\u201d e guadagnano terreno tra le rovine di Aleppo.<\/p>\n<p><b>Il Becco d\u2019oca abitato dai curdi<\/b><br \/>Ma c\u2019\u00e8 anche un altro settore che \u00e8 oggetto di studio da parte degli stati maggiori dei Paesi coinvolti, il cosiddetto Becco d\u2019oca, vale a dire la fascia a cavallo tra Siria e Turchia abitata dai curdi. L\u00ec le forze curde dell\u2019Ypg sono all\u2019offensiva e stanno lentamente, ma progressivamente, conquistando terreno a nord della capitale del cosiddetto califfato, Raqqa. <\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/cessateilfuoco1.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio il problema curdo quello destinato a diventare di nuovo il punto pi\u00f9 importante della guerra. L\u00ec, infatti, secondo il piano del presidente-padrone della Turchia Recep Tayyip Erdogan, avrebbe dovuto nascere la fascia di separazione tra la Turchia e la Siria.<\/p>\n<p>Il piano, pi\u00f9 volte annunciato da Ankara era quello di costituire, facendolo occupare dalle forze della III Armata, una fascia di territorio siriano dal Mediterraneo al confine iracheno. Fascia, ufficialmente creata per ospitare i profughi siriani e per stabilire una zona-cuscinetto tra il territorio turco e le zone di guerra. <\/p>\n<p><b>Zona cuscinetto anti-curda<\/b><br \/>Era chiaro agli occhi di tutti per\u00f2 che Erdogan voleva soprattutto controllare, se non annientare, i curdi dell\u2019Ypg, alleati del Pkk, il movimento indipendentista che da trent\u2019anni combatte contro l\u2019esercito e la polizia di Ankara.<\/p>\n<p>La zona cuscinetto avrebbe inoltre permesso alla Turchia di continuare, lontano da occhi indiscreti, la sua politica nei confronti degli estremisti sunniti dello \u201cstato islamico\u201d, una politica ambigua quanto nessun\u2019altra che ha fatto della Turchia lo stato nel quale si sviluppano traffici di ogni tipo &#8211; petrolio, armi, medicinali, viveri &#8211; che tutt\u2019ora fioriscono indisturbati tra i turchi e i fondamentalisti.<\/p>\n<p>Un primo stop al progetto della creazione di una zona cuscinetto era arrivato quasi subito da Washington. Gli Usa giudicavano e giudicano essenziale la parte che i combattenti curdi stanno svolgendo nella lotta contro il Califfato. Dopo questo, era arrivato un secondo e perentorio alt da parte dei russi che hanno in qualche modo facilitato le operazioni dei curdi contro quelli che sono i principali nemici di Assad.<\/p>\n<p>Ora il disimpegno russo potrebbe spingere Erdogan a ritornare al suo progetto, ma \u00e8 difficile. Intanto perch\u00e9 in realt\u00e0 i russi sono sempre l\u00ec e perch\u00e9 la posizione degli Stati Uniti e della Nato riguardo ai curdi di Siria non \u00e8 cambiata. <\/p>\n<p><b>Grande Kurdistan<\/b><br \/>Inoltre, anche il timore turco di vedere sorgere un grande Kurdistan che comprenda il Kurdistan iracheno &#8211; di fatto indipendente, e quello siriano, dovrebbe essere notevolmente scemato. <\/p>\n<p>I curdi di Erbil appaiono infatti sempre pi\u00f9 divisi da storiche rivalit\u00e0 interne. Da una parte il Pdk e dall\u2019altra i Puk, i due partiti che fanno capo a Barzani e a Talabani, la cui rivalit\u00e0 \u00e8 smorzata solo dalla necessit\u00e0 di combattere contro lo \u201cstato islamico\u201d in Iraq. <\/p>\n<p> Dopo l\u2019ultimo attentato di Ankara, le forze aeree turche hanno ripreso a bombardare le posizioni del Pkk in territorio curdo-iracheno, mentre l\u2019artiglieria non fa mancare i suoi \u201csaluti&#8221; contro i curdi di Siria. Ma questo \u00e8 un conto, un&#8217;altra cosa sarebbe dare il via a una invasione del Nord della Siria che sconvolgerebbe ulteriormente la situazione.<\/p>\n<p>Quindi, nonostante il ritiro russo, appare improbabile che Erdogan si giochi la carta dell\u2019invasione.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La notizia che ha destato scalpore in tutte le cancellerie del mondo l\u2019ha data Vladimir Putin, annunciando il ritiro delle truppe di terra russe dalla Siria. 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