{"id":33770,"date":"2016-03-20T00:00:00","date_gmt":"2016-03-19T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lex-autista-di-aung-san-suu-kyi-e-presidente\/"},"modified":"2017-11-03T15:17:47","modified_gmt":"2017-11-03T14:17:47","slug":"lex-autista-di-aung-san-suu-kyi-e-presidente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/03\/lex-autista-di-aung-san-suu-kyi-e-presidente\/","title":{"rendered":"L\u2019ex autista di Aung San Suu Kyi \u00e8 presidente"},"content":{"rendered":"<p>La guida del primo governo democraticamente eletto dal 1962 in Myanmar sar\u00e0 il braccio destro del Premio Nobel per la pace. Lo schivo e discreto economista Htin Kyaw che ha da sempre affiancato la leader della Lega Nazionale Democratica al punto da essere suo autista in occasione di numerosi spostamenti per la riorganizzazione del partito \u00e8 stato eletto Presidente il 16 marzo. <\/p>\n<p>La figlia del generale Aung San non poteva essere eletta Presidente a causa di una legge <i>ad personam <\/i>che impedisce di ricoprire tale incarico a chi sposa un cittadino straniero ed ha quindi promosso la candidatura di Htin Kyaw. La sua influenza sulle politiche governative del neo-eletto Presidente sar\u00e0 quindi particolarmente forte come annunciato apertamente a seguito della vittoria alle elezioni di novembre.<\/p>\n<p><b>Il peso della figura della campionessa di democrazia<\/b><br \/>Aung San Suu Kyi \u00e8 stata determinante anche in questo inizio del complesso processo di democratizzazione del paese. Il Premio Nobel per la pace, nonostante l\u2019ormai pluridecennale impegno nella lotta per i diritti umani e la democratizzazione del suo paese, per il quale ha pagato un altissimo prezzo sul piano personale, non ha certo perso lo smalto e le capacit\u00e0 del leader democratico. <\/p>\n<p>Da novembre sino ad oggi la rappresentante della Lega Nazionale Democratica (Lnd) si \u00e8 fatta carico di incontrare rappresentanze interne (come ad esempio l\u2019incontro con le fazioni etniche tenuto assieme ai rappresentanti del governo uscente) per gestire al meglio il processo di avvicendamento delle istituzioni e attori internazionali (ad esempio l\u2019incontro con Mr. Kurt Campbell, assistente del Segretario di Stato americano per l\u2019Asia Orientale, successivo all\u2019incontro col Segretario di Stato stesso).<\/p>\n<p>Ma l\u2019ormai enorme popolarit\u00e0 del personaggio, dimostrata appunto anche dalle attivit\u00e0 nell\u2019ambito internazionale e la figura di rilievo che \u00e8 arrivata ad assumere in questi ultimi anni avrebbero avuto un peso forse eccessivo per poter coesistere con l\u2019incarico istituzionale di capo del Governo in una fase tanto importante e delicata a prescindere dagli impedimenti legislativi. <\/p>\n<p>Nell\u2019attesa dell\u2019insediamento delle nuove istituzioni Aung San Suu Kyi si era comunque impegnata a fondo anche nel ristrutturare la Lnd e a prepararne la dirigenza per affrontare i compiti prossimi venturi con a fianco il fedelissimo Htin Kyaw.<\/p>\n<p><b>Democratizzazione: un processo in tre punti<\/b><br \/>Il nuovo governo avr\u00e0 tre aspetti principali dei quali occuparsi: sviluppo economico, politica internazionale e integrazione etnica. Per quanto concerne lo sviluppo della propria economia Rangoon parte gi\u00e0 da un buona base di Investimenti diretti esteri (Ide) dovuti allo sfruttamento delle ingenti risorse naturali e da un\u2019ottima posizione strategica per il turismo internazionale (proveniente sia dall\u2019Asia Orientale che dall\u2019Europa). <\/p>\n<p>La Cina rimane il primo investitore, insistendo con il 42% degli Ide, per un ammontare di circa 14 miliardi di dollari investiti attualmente su un totale di 33,67 (dati 2015).<\/p>\n<p>Sar\u00e0 importante per i futuri governanti mantenere l\u2019attrattiva per la Cina che era tradizionalmente legata al regime militare, consolidando l\u2019economia con riforme liberali, ma allo stesso tempo divenire appetibile anche per investitori europei (non legandosi quindi a doppio filo all\u2019economia di Pechino). <\/p>\n<p>E l\u2019attrattiva per l\u2019Europa, oltre alla novit\u00e0 del mercato potrebbe essere l\u2019incentivo alla stabilizzazione di un\u2019area chiave per la sicurezza dell\u2019Oceano Indiano e il controllo delle rotte dei migranti. <\/p>\n<p>Le riforme chiaramente devono evitare un eccessivo accentramento delle risorse economiche, nel momento dell\u2019apertura al mercato e delle inevitabili ulteriori privatizzazioni, aggirando la pericolosa formazione di oligarchie. <\/p>\n<p>Per quanto riguarda il turismo in particolare si dovr\u00e0 evitare che un&#8217;esplosione incontrollata del settore crei flussi economici ingestibili o eccessivamente frammentari (ci sono alcune etnie, come ad esempio la Karen che hanno gi\u00e0 sviluppato propri uffici turistici indipendenti). La svolta democratica porter\u00e0 a una nuova articolazione dei rapporti internazionali. <\/p>\n<p><b>Tra la Cina e l\u2019India, Myanmar ripensa la sua politica estera<\/b><br \/>Myanmar \u00e8 geopoliticamente in una posizione importantissima, trovandosi all\u2019ingresso dello stretto di Malacca, \u00e8 quindi fondamentale sia per l\u2019India che per la Cina mantenere strette relazioni con Rangoon. <\/p>\n<p>La politica estera di Myanmar \u00e8 tradizionalmente vicina alla Repubblica Popolare Cinese. Tuttavia, a partire dalla seconda met\u00e0 degli anni Duemila, si \u00e8 assistito a un parziale raffreddamento dei rapporti con la Cina. <\/p>\n<p>Allo stesso tempo, mentre la politica cinese di lotta all\u2019estremismo del Presidente Hu causava il peggioramento delle relazioni con Rangoon, l\u2019India si avvicinava a Myanmar paradossalmente proprio in virt\u00f9 di accordi strategici per reprimere l\u2019estremismo dei gruppi di etnia Chin (presenti sul confine indiano). <\/p>\n<p>L\u2019India ha da in passato appoggiato i movimenti democratici birmani causando alcuni screzi con il governo militare. L\u2019assunzione del potere da parte di un governo democratico potrebbe porre quindi il dilemma di dover scegliere se spostare il proprio asse verso la Repubblica dell\u2019India, rimanere sulle posizioni tradizionali di amicizia con Pechino o continuare a oscillare fra le simpatie dei due giganti dell\u2019Area Pacifico.<\/p>\n<p>A fianco di India e Cina si \u00e8 assistito poi alla conferma dell\u2019interesse statunitense per il paese e di quello inglese, come ribadito dalla visita &#8211; a gennaio &#8211; del Capo di Stato Maggiore della Difesa britannico.<\/p>\n<p><b>Dai cinesi Han agli indiani: 135 gruppi etnici<\/b><br \/>Per quanto concerne la problematica etnica, ci si trover\u00e0 a dover gestire la democratizzazione di un territorio che vede la presenza di ben 135 gruppi etnici riconosciuti, raggruppati in otto macro-gruppi, oltre ad alcune altre minoranze (tra cui Cinesi Han e Indiani che insieme formano il 3% della popolazione). <\/p>\n<p>Nonostante la Birmania nella sua storia sia riuscita e gestire abbastanza bene le instabilit\u00e0 etniche grazie a forti meccanismi di integrazione: arrivando a coinvolgere le etnie nella redazione della Costituzione del paese, si sono avuti a varie riprese scontri di larga portata (come nel 1987). <\/p>\n<p>La sfida del nuovo governo sar\u00e0 quella di trattare univocamente con i vari gruppi etnici e trovare un accordo che soddisfi tutte le istanze, piuttosto che cercare di sfruttare il principio di \u201cdividere per comandare\u201d come avvenuto col governo militare.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La guida del primo governo democraticamente eletto dal 1962 in Myanmar sar\u00e0 il braccio destro del Premio Nobel per la pace. 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