{"id":33780,"date":"2016-03-21T00:00:00","date_gmt":"2016-03-20T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/libia-il-governo-autocertificato-di-al-sarraj\/"},"modified":"2017-11-03T15:17:47","modified_gmt":"2017-11-03T14:17:47","slug":"libia-il-governo-autocertificato-di-al-sarraj","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/03\/libia-il-governo-autocertificato-di-al-sarraj\/","title":{"rendered":"Libia: il governo autocertificato di Al-Sarraj"},"content":{"rendered":"<p>Esiste veramente un governo libico, come si apprende dai media e dalle dichiarazioni dei governi occidentali? Fra gennaio e oggi la Camera di Tobruk ha condotto un crescente boicottaggio per impedire che il governo presentato dal primo ministro Fayyed al-Sarraj sia eletto.<\/p>\n<p>La settimana passata una deputata della Camera, Siham Sirsiua, ha ben descritto la situazione dichiarando che 101 membri del parlamento sostengono la fiducia ,ma che \u201cTutti gli altri membri si oppongono al voto e boicottano le sessioni di modo che il quorum non sia raggiunto\u201d. <\/p>\n<p>In questa situazione, con la pressione dell\u2019Onu e dei governo occidentali alle spalle, il 12 marzo il primo ministro libico al-Sarraj ha emesso un comunicato che autocertifica la legittimit\u00e0 del governo sulla base delle dichiarazioni extraparlamentari dei 101 ed esorta le istituzioni libiche e la comunit\u00e0 internazionale a riconoscere l\u2019autorit\u00e0 del governo da lui designato e a sostenerlo.<\/p>\n<p><b>L\u2019Occidente trova il governo libico <\/b><br \/>Il giorno dopo, 13 marzo, nel dare notizia di quanto appena detto, la Associated Press informa che \u201cAlcuni governi europei e gli Stati Uniti subito hanno dato il benvenuto alla dichiarazione e il Dipartimento di Stato ha definito la nuova entit\u00e0 come \u2018il solo governo legittimo in Libia\u2019 esortando tutte le parti ad \u2018agire responsabilmente\u2019 e \u2018dargli pieno sostegno\u2019. <\/p>\n<p>Nello stesso giorno si sono incontrati al Quai d\u2019Orsay a Parigi i ministri degli Esteri di Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Stati Uniti per sancire l\u2019appoggio al governo al-Sarraj. Il 14 marzo si \u00e8 riunito il Consiglio Affari Esteri dell\u2019Ue che ha imposto sanzioni su tre leader dell\u2019opposizione al governo al-Sarraj, che dunque diventa l\u2019unico e valido interlocutore dell\u2019Occidente (e chi non \u00e8 con lui, peste lo colga).<\/p>\n<p>L\u2019Occidente perci\u00f2 ha finalmente trovato quel \u201cgoverno legittimo\u201d che costituisce la condizione formale e politica dell\u2019intervento militare destinato a stabilizzare la Libia. Quindi un intervento ci dovrebbe essere, accanto ed oltre quello di controterrorismo che \u00e8 gi\u00e0 in corso. <\/p>\n<p>Tuttavia, se a Tobruk le condizioni formali per l\u2019elezione del governo al-Sarraj sono mancate e continuano a mancare \u00e8 perch\u00e9 mancano innanzitutto quelle politiche. A mostrarlo anche il rifiuto, da parte dei governi di Tripoli e Tobruk, dell&#8217;ingresso in citt\u00e0 del governo di Serraj. Il \u201cpremier&#8221; di Tripoli in particolare aveva minacciato Serraj dicendo che qualora provasse \u201cad entrare in Libia ci saranno delle conseguenze&#8221;. <\/p>\n<p><b>Fuori Haftar<\/b><br \/>In Libia \u00e8 in corso un ennesimo, estremo scontro di potere su pi\u00f9 fronti. Al-Sarraj \u00e8 l\u2019espressione di una coalizione di liberali nazionalisti, misuratini e islamisti moderati &#8211; buona parte dei Fratelli Mussulmani &#8211; che si ispira alle finalit\u00e0 e ai principi cui l\u2019Onu ha puntato nella sua lunga mediazione e ha poi riversato nell\u2019accordo di Skhirat. <\/p>\n<p>Questa coalizione ha due forti avversari. Innanzitutto, una coalizione che vede il progetto Onu come un ostacolo all\u2019affermazione delle correnti islamiste pi\u00f9 intransigenti nonch\u00e9 come un impedimento esterno ad un\u2019intesa \u201cfra libici\u201d. In secondo luogo, la coalizione di militari e funzionari ex-gheddafiani, trib\u00f9 cirenaiche e separatisti che fa riferimento al generale Khalifa Haftar e al suo progetto di \u201czero islamisti\u201d nel paese, in alleanza innanzitutto con l\u2019Egitto.<\/p>\n<p>In questo quadro, al-Sarraj ha subito nominato un ministro della Difesa, il generale Mahdi al-Barghati, che non fa parte della cerchia di Haftar, con il compito di attuare l\u2019obiettivo politico centrale del suo governo, sulla base dell\u2019articolo 8 dell\u2019accordo di Skhirat: ritirare il comando supremo delle forze armate e il portafoglio della difesa a Haftar e partire da qui per ricostituire la catena di comando e procedere, con l\u2019aiuto dei paesi occidentali, a quella riforma del settore della sicurezza che in effetti \u00e8 indispensabile sia per la democrazia libica di domani sia per mettere fine allo scontro civile in atto e alle interferenze straniere che lo alimentano<\/p>\n<p>Ma la nomina di al-Barghati e il progetto sottostante alla nomina sono stati immediatamente osteggiati nel Consiglio presidenziale da due membri del Consiglio, alleati di Haftar e delle forze che lo appoggiano in Cirenaica, al-Qatrani e al-Aswad. Questa opposizione si \u00e8 riflessa nel parlamento di Tobruk che alla fine di gennaio ha approvato l\u2019accordo di Skhirat, ma non l\u2019articolo 8 e, appena pi\u00f9 tardi, ha iniziato il boicottaggio del governo al-Sarraj da parte dei deputati vicini alle due coalizioni che gli si oppongono. Non solo \u00e8 diviso il parlamento, ma anche il Consiglio presidenziale, che negli accordi di Skhirat \u00e8 una sorta di guida collettiva del governo.<\/p>\n<p><b>Politici, pi\u00f9 voglia di avventure militari dei militari<\/b><br \/>Se queste sono le condizioni politiche che prevalgono in Libia, \u00e8 evidente che avere un appiglio di legittimit\u00e0 formale non serve a superare le obiezioni che si sono fin qui fatte a un intervento militare senza che questo abbia alle spalle il requisito dell\u2019unit\u00e0 nazionale libica. <\/p>\n<p>Al-Farraj non fornisce questo requisito e quindi la coalizione occidentale che intervenisse &#8211; come spesso asserito anche nelle dichiarazioni dei governi &#8211; diverrebbe la scintilla di una nuova fase di guerra civile, nel cui ambito la crisi libica si aggraverebbe, il governo al-Farraj subito apparirebbe un governo marionetta e, di conseguenza, susciterebbe un\u2019ondata di nazionalismo che rafforzerebbe i radicali d\u2019ogni genere. Con tutto ci\u00f2 le stesse, scarse possibilit\u00e0 di condurre con successo la lotta all\u2019Isis sarebbero compromesse. <\/p>\n<p>Che far\u00e0 l\u2019Italia? Nelle ultime settimane il presidente del consiglio Matteo Renzi era sembrato pi\u00f9 stringente e cauto sulle condizioni dell\u2019intervento italiano, ma le dichiarazioni del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni alla riunione di Parigi accettano pienamente l\u2019autocertificazione di al-Sarraj come condizione necessaria di tale intervento. Si va quindi verso un intervento?  <\/p>\n<p>Un\u2019intervista di Paolo Valentino al ministro italiano della Difesa, Roberta Pinotti, sul <i>Corriere della Sera<\/i> del 14 marzo, suona accenti pi\u00f9 pacati. Del resto, una teleconferenza del 15 marzo fra i ministri della Difesa dei paesi riunitisi a Parigi il 13 marzo in presenza di un governo patentato come legittimo, ma assolutamente non rappresentativo di qualsiasi unit\u00e0 nazionale ha ripresentato le note riserve all\u2019intervento. <\/p>\n<p>Come si \u00e8 visto in altre occasioni, i politici hanno pi\u00f9 voglia di avventure militari dei militari. Resta ora da sentire il Parlamento, ma anche da conoscere il piano di contingenza che il governo intende attuare, non dimenticando che i libici, anche gli \u201camici\u201d del governo al-Sarraj, si aspettano solo un intervento tecnico che non faccia la guerra al loro posto, ma solo li metta in condizioni di farsela tra loro.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esiste veramente un governo libico, come si apprende dai media e dalle dichiarazioni dei governi occidentali? 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