{"id":33790,"date":"2016-03-22T00:00:00","date_gmt":"2016-03-21T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/turchia-il-partner-difficile-e-obbligato\/"},"modified":"2017-11-03T15:17:46","modified_gmt":"2017-11-03T14:17:46","slug":"turchia-il-partner-difficile-e-obbligato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/03\/turchia-il-partner-difficile-e-obbligato\/","title":{"rendered":"Turchia: il partner difficile e obbligato"},"content":{"rendered":"<p>I gufi hanno di nuovo avuto torto e il Consiglio Europeo dell\u2019ultima ora ha trovato l\u2019accordo. Continueranno a gufare.<\/p>\n<p>L\u2019accordo fra gli europei \u00e8 fragile e anche quello con la Turchia \u00e8 precario. \u00c8 anche per certi versi imbarazzante perch\u00e9 interviene a fronte di una evidente involuzione autoritaria del paese e in un momento in cui la popolarit\u00e0 del presidente Racep Tayyep Erdogan in Europa \u00e8 ai minimi storici. <\/p>\n<p>Ne consegue l\u2019indignazione per un\u2019Europa che ha \u201cvenduto l\u2019anima\u201d dei negoziatori da salotto che amano guardare il mondo con lo stesso realismo di quelli che ripetono a tavolino la battaglia di Waterloo sperando che Grouchy arrivi prima di Blucher.<\/p>\n<p><b>Soldi, visti e processo di adesione<\/b><br \/>Nell\u2019accordo ci sono vari elementi. Abbiamo promesso alla Turchia molti soldi: tre miliardi pi\u00f9 altri tre. Sono molti, ma il Paese deve far fronte a due milioni e mezzo di rifugiati; un disastro umanitario che per quanto possibile non vorremmo trasferire da noi. <\/p>\n<p>Abbiamo anche promesso di accelerare l\u2019eliminazione dei visti per i turchi che si recano nella zona Schengen. Chi protesta dimentica che \u00e8 un processo in atto da molto tempo e richiede che la Turchia soddisfi un certo numero di condizioni gi\u00e0 enunciate; alcune comportano modifiche legislative.<\/p>\n<p>Certo, \u00e8 legittimo il dubbio che l\u2019aver posto la scadenza di giugno conduca gli europei a essere troppo tolleranti, o la Turchia a non soddisfare alcune condizioni e poi usare il mancato compimento del processo come pretesto per non rispettare gli impegni presi. Vedremo.<\/p>\n<p>La decisione di riaprire un capitolo del negoziato d\u2019adesione \u00e8 psicologicamente la pi\u00f9 contestata perch\u00e9 pu\u00f2 essere interpretata dalla nostra opinione pubblica come un via libera definitivo.<\/p>\n<p>L\u2019adesione della Turchia all\u2019Unione europea, Ue, \u00e8 una saga che dura da mezzo secolo e assomiglia sempre pi\u00f9 a una commedia di Pirandello. La verit\u00e0 e che nessuno, n\u00e9 ad Ankara n\u00e9 a Bruxelles crede pi\u00f9 che l\u2019adesione sia possibile e in fondo nemmeno desiderabile.<\/p>\n<p>L\u2019Europa ha capito che non \u00e8 in grado di assorbire un Paese con quelle caratteristiche e che la nostra possibilit\u00e0 di influenzare l\u2019evoluzione del paese \u00e8 limitata. La Turchia ha invece preso una strada di cui non conosciamo lo sbocco, ma che la porta nella migliore delle ipotesi a essere vicina all\u2019Europa, ma non all\u2019interno di essa; anche i turchi a noi pi\u00f9 vicini lo sanno, anche se non vogliono ammetterlo. <\/p>\n<p>\u00c8 una finzione cui nessuno vuole rinunciare: noi, nell\u2019illusione di aiutare un\u2019opposizione kemalista che sembra incapace di esistere per conto suo, Erdogan perch\u00e9 vuole dimostrare al Paese di non aver del tutto tradito la visione di Ataturk.<\/p>\n<p><b>Gestione dei flussi e dei respingimenti<\/b><br \/>Resta la parte pi\u00f9 importante dell\u2019accordo: la gestione dei flussi, delle riammissioni e dei respingimenti. Sar\u00e0, anche ammesso che tutti lavorino in buona fede, straordinariamente difficile. La Turchia dovr\u00e0 contrastare filiere di criminalit\u00e0 organizzata che hanno all\u2019evidenza vaste complicit\u00e0 all\u2019interno del paese. <\/p>\n<p>Noi dovremo essere capaci di aiutare massicciamente la Grecia; compito reso oggettivamente pi\u00f9 arduo dalla decisione, presa in ottemperanza al diritto internazionale, di valutare i respingimenti su base individuale.<\/p>\n<p>\u00c8 precario anche l\u2019accordo fra europei. Le decisioni pi\u00f9 importanti, superamento di Dublino, gestione comune delle frontiere e programmi di ricollocamento, comportano grandi difficolt\u00e0 e necessitano cessioni di sovranit\u00e0. Ci vorr\u00e0 una forte leadership soprattutto da parte di Germania e Italia, i due paesi pi\u00f9 impegnati e, per ragioni diverse, pi\u00f9 esposti.<\/p>\n<p>Dovremo anche essere preparati a spiegare ai paesi recalcitranti che rifiutare la solidariet\u00e0 comune comporta dei costi. Non bisogna peraltro dimenticare che, anche se l\u2019Ue facesse pienamente la sua parte, la gestione dell\u2019accoglienza resterebbe un problema nazionale e addirittura locale con problemi logistici e organizzativi non indifferenti.<\/p>\n<p>Non sono impressionanti solo i numeri, ma anche le implicazioni per l\u2019ordine pubblico, le caratteristiche sociali e culturali dei nuovi arrivati. Non possiamo illuderci che la macropolitica risolva problemi che invece richiedono un\u2019accorta microgestione.<\/p>\n<p>In Italia, un\u2019opinione pubblica schizofrenica deve essere educata alla realt\u00e0. Non possiamo essere il Paese che fino a ieri voleva la Turchia nell\u2019Ue subito e che ora la considera alla stregua di uno stato canaglia.<\/p>\n<p>Non possiamo essere la nazione dove i sondaggi indicano un consenso maggioritario all\u2019uscita da Schengen, quando siamo quello che ha finora accolto proporzionalmente il minor numero di migranti e rifugiati e per cui la chiusura delle frontiere sarebbe una misura a dir poco masochista.<\/p>\n<p><b>Un accordo di interessi<\/b><br \/>L\u2019accordo con la Turchia non \u00e8 una promessa di matrimonio, ma riflette la consapevolezza di due attori in difficolt\u00e0 che hanno bisogno l\u2019uno dell\u2019altro. Noi perch\u00e9 l\u00ec \u00e8 la chiave per cominciare ad affrontare la crisi dei rifugiati. Loro perch\u00e9 il paese \u00e8 sempre pi\u00f9 isolato sul piano internazionale.<\/p>\n<p>Resta il fatto che l\u2019Europa \u00e8 stata lasciata sola a gestire un problema che ha dimensioni planetarie. Dall\u2019America in preda alla sua involuzione populista. Dalle Nazioni Unite che sembrano interessarsi alla questione solo per ricordarci i nostri obblighi umanitari. Sono lezioni di cui dobbiamo tenere conto.<\/p>\n<p>Gli europei amano usare, spesso a sproposito, la parola crisi usandola per vicende che sono invece solo difficolt\u00e0 superabili. Questa volta invece di crisi si tratta e addirittura esistenziale: non \u00e8 affatto detto che la supereremo e ancor meno che arriveremo al traguardo tutti insieme.<\/p>\n<p>Confortano due fatti di cui sembrano essere pienamente consapevoli le classi dirigenti al potere. Il fenomeno non \u00e8 arrestabile con la costruzione di muri. I costi, politici ed economici, della fine di Schengen sarebbero giganteschi. Per chi crede ancora nella forza della ragione non \u00e8 poco, anche se non sar\u00e0 facile: per ogni populista xenofobo c\u2019\u00e8 anche un buonista che grida \u201cavanti, c\u2019\u00e8 posto per tutti\u201d.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I gufi hanno di nuovo avuto torto e il Consiglio Europeo dell\u2019ultima ora ha trovato l\u2019accordo. Continueranno a gufare. L\u2019accordo fra gli europei \u00e8 fragile e anche quello con la Turchia \u00e8 precario. \u00c8 anche per certi versi imbarazzante perch\u00e9 interviene a fronte di una evidente involuzione autoritaria del paese e in un momento in [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[91,172,130,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33790"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33790"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33790\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62369,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33790\/revisions\/62369"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33790"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33790"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33790"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}