{"id":33800,"date":"2016-03-22T00:00:00","date_gmt":"2016-03-21T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/nous-sommes-leurope\/"},"modified":"2017-11-03T15:17:46","modified_gmt":"2017-11-03T14:17:46","slug":"nous-sommes-leurope","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/03\/nous-sommes-leurope\/","title":{"rendered":"Nous sommes l\u2019Europe"},"content":{"rendered":"<p>La reazione emotiva collettiva alle tragedie delle studentesse Erasmus morte in un incidente stradale a Tarragona e agli attentati terroristici all\u2019aeroporto e alla metropolitana di Bruxelles ci restituisce il senso dell\u2019Europa come comunit\u00e0 di popoli e culture. <\/p>\n<p>Le conquiste dell\u2019Europa unita sono spesso sottovalutate o date per scontate: sia dalle generazioni che le hanno costruite e che troppo spesso le guardano ormai con occhi disillusi e cinici, sia dalle nuove generazioni, che le trattano come diritti acquisiti e poco rilevanti. <\/p>\n<p>Eppure il fatto di sentire il peso dei fatti drammatici di Tarragona e di Bruxelles come fossero le proprie \u00e8 un effetto poderoso della costruzione europea e forse quello che pu\u00f2 salvarci dalla disgregazione in atto nel nostro continente.<\/p>\n<p><b>Generazione Erasmus<\/b><br \/>Il programma Erasmus, che consente agli studenti di tutta Europa di acquisire esperienza e conoscenza in Paesi stranieri e di entrare in contatto con culture diverse e nuove, ha formato generazioni di cittadini europei non pi\u00f9 avvezzi alle limitazioni dei confini, delle lingue, delle monete. <\/p>\n<p>Eppure in anni recenti il programma ha rischiato di finire sotto la scure dei tagli al bilancio europeo, salvo poi essere recuperato nel nuovo pacchetto Erasmus + per il periodo 2014-2020, con un finanziamento complessivo di 14,7 miliardi di euro. <\/p>\n<p>Il processo di integrazione ha garantito la creazione e lo sviluppo di istituzioni e simboli comuni che fanno di Bruxelles la capitale d\u2019Europa, la sede di studio e delle prime esperienze lavorative di tanti giovani europei, un luogo di aggregazione che \u00e8 ormai diventato parte delle coscienze individuali dei cittadini europei e il punto di riferimento per le \u00e9lite politiche che ci governano.<\/p>\n<p> Se a volte \u00e8 difficile comunicare l\u2019importanza che le conquiste dell\u2019euro e di Schengen rivestono nella nostra vita quotidiana, \u00e8 in frangenti come quello che stiamo vivendo che il bagaglio di esperienze condivise si mostra in tutta la sua potenza. <\/p>\n<p>Occorre quindi sottolinearne la valenza, presentarla anche agli spiriti pi\u00f9 critici e sbandierarla come traguardo storico europeo rispetto al resto del mondo. \u00c8 sulla tenuta di questo terreno comune e sulla percezione di un demos europeo che si deve basare una rinascita del progetto di integrazione e il freno alle dinamiche di rinazionalizzazione e frammentazione dell\u2019Unione. <\/p>\n<p>Siamo forse disposti a rinunciare alla libert\u00e0 e all\u2019arricchimento assicurati dal mercato unico, dalla libera circolazione e da uno spazio culturale europeo? Possiamo permettere a dinamiche nazionaliste, populiste e financo terroristiche di privarci di questi pilastri della nostra esistenza nello spazio pubblico e privato europeo? <\/p>\n<p>La risposta \u00e8 ovviamente negativa e dovrebbe portare a conseguenze imprescindibili a livello politico ed istituzionale, oltre che culturale e sociale. <\/p>\n<p>\u00c8 essenziale in primo luogo promuovere un\u2019Europa della cultura e della cittadinanza, dove possano sentirsi a casa tutti coloro che si riconoscono nei valori europei di democrazia, rispetto della stato di diritto, dei diritti umani e delle libert\u00e0 fondamentali. \u00c8 possibile investendo pi\u00f9 risorse, umane e finanziarie, nell\u2019integrazione culturale, nella lotta alla povert\u00e0 e alla disoccupazione soprattutto delle giovani generazioni, nella protezione di un welfare europeo sostenibile. <\/p>\n<p><b>Intelligence europea<\/b><br \/>Serve superare le barriere nazionali in materia di condivisione dell\u2019intelligence, delle forze di polizia e dei sistemi giudiziari. La creazione di un\u2019intelligence europea si impone in tutta la sua urgenza, insieme al rafforzamento delle istituzioni che sono state create per garantire una risposta europea alle minacce alla sicurezza, da Europol a Eurojust a Frontex.<\/p>\n<p>Sul fronte dell\u2019intelligence anti-terrorismo, va ricordato che l\u2019Unione europea ha creato la figura del Coordinatore anti-terrorismo nel 2004, all\u2019indomani degli attentati alla metropolitana di Madrid, ed ha elaborato una Strategia contro il terrorismo nel 2005. Tuttavia, la capacit\u00e0 di coordinare le azioni degli Stati membri in un\u2019azione efficace di contrasto al terrorismo \u00e8 ancora embrionale e limitata dalle competenze nazionali in materia.<\/p>\n<p>All\u2019interno del Servizio europeo per l\u2019azione esterna, il nuovo servizio diplomatico europeo, esiste un Intelligence Centre (Intcen) che per\u00f2 non ha capacit\u00e0 autonome di raccolta e funziona soltanto su fonti <i>open source<\/i> o sulle informazioni volontariamente condivise dai governi nazionali.<\/p>\n<p>L\u2019azione politica e militare nei confronti dei Paesi che alimentano il terrorismo, materialmente e ideologicamente, deve essere coordinata attraverso istituzioni e capacit\u00e0 comuni. Un attacco a uno dei Paesi membri dell\u2019Unione \u00e8 un attacco a tutta l\u2019Europa, e allo stesso tempo richiede una risposta coordinata e compatta che sia credibile sul fronte internazionale. <\/p>\n<p>L\u2019invocazione della clausola di difesa reciproca, introdotta dal Trattato di Lisbona all\u2019indomani degli attentati terroristici di Parigi del novembre scorso \u00e8 stato un segnale incoraggiante, salvo poi tradursi in negoziazioni bilaterali tra la Francia e i singoli Stati dell\u2019Ue al fine di alleggerire le forze di sicurezza francesi dai numerosi impegni internazionali.<\/p>\n<p>Non ci sono pi\u00f9 scuse per ritardare l\u2019utilizzodegli strumenti creati col Trattato di Lisbona del 2009 in materia di sicurezza e difesa, e per andare oltre nella creazione di un quartier generale unico che traduca in azione le decisioni di una Politica estera e di sicurezza comune. <\/p>\n<p>L\u2019Europa \u00e8 nostra, noi siamo l\u2019Europa. \u00c8 il nostro patrimonio culturale che siamo chiamati a tutelare per non soccombere e scomparire. <\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La reazione emotiva collettiva alle tragedie delle studentesse Erasmus morte in un incidente stradale a Tarragona e agli attentati terroristici all\u2019aeroporto e alla metropolitana di Bruxelles ci restituisce il senso dell\u2019Europa come comunit\u00e0 di popoli e culture. 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