{"id":33840,"date":"2016-03-26T00:00:00","date_gmt":"2016-03-25T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lega-araba-un-carrozzone-difficile-da-aggiustare\/"},"modified":"2017-11-03T15:17:45","modified_gmt":"2017-11-03T14:17:45","slug":"lega-araba-un-carrozzone-difficile-da-aggiustare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/03\/lega-araba-un-carrozzone-difficile-da-aggiustare\/","title":{"rendered":"Lega araba, un carrozzone difficile da aggiustare"},"content":{"rendered":"<p>Evitare di dare una falsa impressione di unit\u00e0 tra i paesi arabi. Nessuna spiegazione avrebbe potuto essere pi\u00f9 illuminante circa lo stato delle relazioni tra i paesi membri della Lega Araba. E cos\u00ec il 27\u00b0 summit della pi\u00f9 longeva organizzazione regionale esistente a livello globale, inizialmente previsto per il 29 marzo e gi\u00e0 posticipato al 7 aprile per volere dell\u2019Arabia Saudita, \u00e8 stato cancellato dal Marocco, il paese ospitante. <\/p>\n<p>La crisi dell\u2019organizzazione \u00e8 ormai conclamata, soprattutto alla luce della performance caratterizzata dall\u2019indecisione e dalle divisioni nell\u2019affrontare le Primavere arabe e i conflitti in Siria e Yemen. La recente nomina del nuovo Segretario Generale, Ahmed Abul Gheit, non risollever\u00e0 le sorti e la credibilit\u00e0 dell\u2019organizzazione portavoce del regionalismo arabo.<\/p>\n<p><b>Una lunga storia di irrilevanza<\/b><br \/>Creata nel 1945, la Lega Araba conta attualmente 22 Paesi, sebbene la Siria sia stata sospesa nel 2011 in seguito allo scoppio del conflitto tra il regime di Bashar Al-Asad e la popolazione. Nonostante l\u2019obiettivo dichiarato di rafforzare le relazioni tra i Paesi membri e occuparsi delle questioni preminenti per i Paesi arabi, la Lega Araba non \u00e8 riuscita nel proprio intento di promuovere una forma di regionalismo istituzionalizzato all\u2019interno del mondo arabo. <\/p>\n<p>Il fallimento dell\u2019organizzazione ha raggiunto tali livelli che oggi, non soltanto una parte della letteratura sull\u2019integrazione regionale guarda alla Lega Araba come a un tentativo fallito e a un caso irrecuperabile, ma anche gli stessi Paesi membri &#8211; come ben esemplificato dall\u2019affermazione del portavoce del Ministero degli Affari Esteri marocchino in merito alla cancellazione del summit annuale che si sarebbe dovuto tenere a Marrakesh &#8211; tendono sempre pi\u00f9 a prendere le distanze dal \u2018carrozzone\u2019 che ha sede al Cairo.<\/p>\n<p>Una delle principali motivazioni che ha impedito alla Lega Araba di prendere decisioni di rilievo per contribuire all\u2019integrazione e allo sviluppo di una prospettiva regionale sulle questioni di primaria importanza per i paesi arabi \u00e8 stata la forte enfasi sul rispetto della sovranit\u00e0 di ciascun Paese membro. Ci\u00f2 ha di fatto condotto l\u2019organizzazione a esprimersi soltanto sul minimo comune denominatore rappresentato dal conflitto israelo-palestinese. Su tutto il resto le divisioni interne all\u2019organizzazione sono state molteplici e sempre pi\u00f9 acute dopo il 2011.<\/p>\n<p><b>\u2026e di divisioni<\/b><br \/>Dopo una breve fase iniziale di attivismo sul dossier libico e, precedentemente ma in misura minore, su quello egiziano &#8211; sebbene in quest\u2019ultimo caso si \u00e8 trattato in realt\u00e0 della manifestazione di chiare aspirazioni di leadership nazionale da parte del proprio Segretario Generale, l\u2019egiziano Amr Moussa &#8211; la Lega Araba \u00e8 ripiombata nelle divisioni e nell\u2019irrilevanza con lo scoppio del conflitto in Siria e l\u2019emergere dei contrasti sempre pi\u00f9 acuti e della competizione tra Arabia Saudita e Qatar. <\/p>\n<p>Le tensioni settarie tra sunniti e sciiti hanno ulteriormente acutizzato le tensioni tra l\u2019Arabia Saudita, da una parte, e gli alleati dell\u2019Iran nella regione, dall\u2019altra. La recente decisione di Riaydh di interrompere la fornitura dei 3 miliardi di dollari di aiuto finanziario all\u2019esercito libanese deve essere letta in questo contesto. <\/p>\n<p>Le critiche reciproche e le accuse anche violente non hanno risparmiato il consesso della Lega Araba. La delegazione saudita ha precipitosamente abbandonato un incontro dei Ministri degli Affari Esteri dei Paesi membri tenutosi l\u201911 marzo a seguito delle parole del Ministro degli Affari Esteri iracheno, Ibrahim Al Jaafari, che aveva difeso Hezbollah e altre milizie sciite, un anatema per i sauditi che si erano fatti promotori di una risoluzione, poi approvata, che definiva Hezbollah un gruppo terroristico.<\/p>\n<p>Pur di fronte alla mancanza di prospettive concrete per un rilancio della Lega Araba e alla probabile continuazione del trend di incontri ordinari conditi da discorsi astratti e declamatori, nonostante la mole delle questioni di importanza vitale per molti dei paesi membri &#8211; dalla lotta al terrorismo al rilancio dell\u2019economia, dalla mediazione dei conflitti in corso alla gestione dei flussi migratori &#8211; anche la recente nomina del nuovo Segretario Generale ha scatenato profonde divisioni.<\/p>\n<p><b>Abul Gheit, il nuovo Segretario Generale <\/b><br \/>Secondo numerosi osservatori la Lega Araba si \u00e8 ormai trasformata in un club ristretto ai Paesi arabi sunniti sotto l\u2019egida dell\u2019Arabia Saudita e contro le pressioni iraniane. Ahmed Abul Gheit, unico candidato alla posizione di Segretario Generale, ha ricoperto la carica di Ministro degli Affari Esteri durante il regime di Hosni Mubarak durante gli anni cruciali dal 2004 al gennaio 2011, ovvero dalla vittoria elettorale di candidati vicini alla Fratellanza Musulmana durante le elezioni parlamentari del 2005 allo scoppio della rivoluzione di Piazza Tahrir. <\/p>\n<p>Questi sette anni hanno visto un evidente rafforzamento delle relazioni tra Il Cairo e Riyadh, unite dall\u2019opposizione alle aspirazioni di leadership regionale nutrite dal Qatar e ai Fratelli Musulmani. <\/p>\n<p>In seguito al crollo del regime di Mubarak e a un periodo di distanza dalla politica, Abul Gheit era recentemente ritornato sulla scena pubblica esprimendo il proprio pieno sostegno al Presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, a lui riferendosi come l\u2019eroe che ha salvato il paese in un\u2019intervista rilasciata nel dicembre 2015. In un precedente colloquio nel 2014 lo stesso Abul Gheit aveva accusato gli Stati Uniti di aver fomentato le proteste scoppiate il 25 gennaio 2011 attraverso il proprio sostegno finanziario alla societ\u00e0 civile.<\/p>\n<p>Con questo curriculum alle spalle, non sorprende che la sua nomina non sia stata ben vista da Paesi quali l\u2019Algeria, il Sudan ma, soprattutto, il Qatar, che aveva espresso delle riserve &#8211; sciolte alla fine- sul candidato. Invece che colmare le divisioni e favorire un ruolo pi\u00f9 attivo della Lega Araba sulle questioni regionali, la nomina del nuovo Segretario Generale rischia di trascinare i Paesi arabi in un ulteriore vortice di accuse reciproche, vuote dichiarazioni di principio e paralisi. Proprio quello che non ci vuole in un momento cos\u00ec critico per il Mondo arabo.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Evitare di dare una falsa impressione di unit\u00e0 tra i paesi arabi. 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