{"id":33870,"date":"2016-03-30T00:00:00","date_gmt":"2016-03-29T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/salve-e-pallettoni-nel-bazooka-di-super-mario\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:59","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:59","slug":"salve-e-pallettoni-nel-bazooka-di-super-mario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/03\/salve-e-pallettoni-nel-bazooka-di-super-mario\/","title":{"rendered":"Salve e pallettoni nel bazooka di Super Mario"},"content":{"rendered":"<p>Il 10 marzo 2015 iniziava ufficialmente il <i>quantitative easing <\/i>europeo, il massiccio programma di acquisto di titoli da parte della Banca centrale europea, Bce, per un totale di 60 miliardi di euro al mese fino a settembre 2016. <\/p>\n<p>Nei 12 mesi trascorsi dall\u2019avvio, il programma \u00e8 stato potenziato da diversi punti di vista, espandendo le tipologie di titoli acquistabili dalla Bce, aumentando l\u2019ammontare di acquisto mensile a 80 miliardi di euro e estendendo la durata del programma fino al marzo 2017. <\/p>\n<p>Con l\u2019inflazione dell\u2019area euro vicina allo 0% e le deludenti dinamiche di crescita dell\u2019occupazione e dell\u2019economia reale, confermate dal taglio delle stime di crescita avvenuto oggi da parte di Standard &#038;Poor\u2019s, sono sorti da pi\u00f9 parti dubbi sull\u2019effettiva utilit\u00e0 di questa politica monetaria espansiva non convenzionale.<\/p>\n<p><b>Cosa non sta funzionando<\/b><br \/>Il mandato della Bce \u00e8 mantenere l\u2019inflazione nell\u2019eurozona vicina al livello del 2%, una soglia considerata compatibile con una crescita economica sostenibile e con la stabilit\u00e0 monetaria dell\u2019area. <\/p>\n<p>Dopo gli scarsi risultati ottenuti in tal senso a seguito dell\u2019abbassamento dei tassi di rifinanziamento principale fino alla soglia dello 0%, e dopo aver portato in territorio negativo i tassi che la Bce paga sui depositi che le banche detengono presso di essa, l\u2019istituzione di Francoforte si \u00e8 impegnata in una politica di immissione di liquidit\u00e0, il <i>quantitative easing<\/i>, senza precedenti. <\/p>\n<p>Tuttavia,non ci sono state risposte positive n\u00e9 da parte del livello prezzi n\u00e9 dagli investimenti. Lo swap 5y5y che misura le aspettative dei mercati riguardanti l\u2019inflazione futura \u00e8 ben al di sotto dalla soglia del 2% e anche la <i>core inflation<\/i>, depurata dagli effetti della crisi dei prezzi energetici, non sale oltre la soglia dell\u20191%. <\/p>\n<p>Le stime presentate oggi da Standard and Poor\u2019s prevedono che il tasso di inflazione non superi l\u20191,4% nei prossimi due anni. Gli investimenti sono lontanissimi dal livello pre-crisi, nonostante le condizioni di finanziamento estremamente vantaggiose.<\/p>\n<p>La gravit\u00e0 della situazione \u00e8 accentuata dal circolo vizioso che \u00e8 in grado di generare: le aspettative di bassa inflazione non incentivano gli investimenti e, a sua volta, la carenza di investimenti rallenta la crescita della domanda aggregata nel breve periodo e della produttivit\u00e0 nel lungo periodo, incidendo in maniera negativa sulle performance economiche e sulle dinamiche dei prezzi.<\/p>\n<p><b>Cosa sta funzionando<\/b><br \/>L\u2019indebolimento della moneta unica europea nei mercati valutari e il conseguente stimolo per le esportazioni dei paesi membri dell\u2019euro sono da iscriversi tra le implicazioni positive della politica monetaria non convenzionale. <\/p>\n<p>Queste dinamiche hanno permesso di migliorare il saldo della bilancia commerciale dell\u2019eurozona in un momento non semplice a livello globale, con molti dei principali mercati di sbocco delle merci europee che attraversano momenti di crisi.L\u2019effetto positivo pi\u00f9 evidente del <i>quantitative easing <\/i>europeo \u00e8 per\u00f2 costituito dall\u2019abbassamento del costo del debito, sia per i privati che per le autorit\u00e0 pubbliche. L\u2019Italia \u00e8 il Paese pi\u00f9 avvantaggiato da questa condizione, avendo risparmiato negli ultimi 12 mesi circa 6,5 miliardi di euro di interessi.<\/p>\n<p><b>Che sarebbe successo senza la mossa di Draghi?<\/b><br \/>Considerando quanto detto, molti ritengono l\u2019esito del <i>quantitative easing <\/i>deludente. Sono passati pi\u00f9 di 12 mesi da quando Mario Draghi ha caricato il suo bazooka ma, nonostante i due potenziamenti intercorsi nel frattempo, la situazione per i paesi membri dell\u2019euro non sembra essere migliorata sensibilmente.<\/p>\n<p>Anche i risultati positivi non sono scevri da critiche, come, ad esempio, l\u2019accusa che le condizioni agevolate di finanziamento abbiamo fatto da deterrente per la realizzazione di necessarie riforme strutturali.<\/p>\n<p>Seppure la stagnazione dei prezzi, il basso livello di investimenti e la debole crescita economica siano realt\u00e0 innegabili per i paesi dell\u2019eurozona, bisogna anzitutto tenere conto dell\u2019influenza delle dinamiche dell\u2019economia globale. <\/p>\n<p>Le spinte deflazionistiche accomunano molte delle economie pi\u00f9 mature, dal Giappone agli Stati Uniti, e il crollo del prezzo delle materie prime energetiche concorre ad aggravarle. In mercati sempre pi\u00f9 globalizzati, queste dinamiche si rafforzano a vicenda tramite gli effetti di spillover. <\/p>\n<p>Inoltre, la transizione in atto nell\u2019economia cinese e la crisi profonda della Russia, caratterizzata anche dalle sanzioni e contro-sanzioni, sono esempi di come molti tra i principali mercati per le esportazioni europee stiano attraversando fasi di contrazione, non agevolando un miglioramento pi\u00f9 massiccio della bilancia commerciale europea.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 di questo, per valutare davvero l\u2019utilit\u00e0 del bazooka di Mario Draghi, occorre chiedersi come sarebbe la situazione europea se il governatore della Bce non avesse mai imbracciato la tanto discussa arma. <\/p>\n<p>Se i prezzi, i livelli di occupazione e gli investimenti nell\u2019Eurozona sono su livelli cos\u00ec bassi dopo 12 mesi di politica monetaria iper-espansiva, cosa sarebbe accaduto se questa non fosse stata messa in atto, costringendo i governi in difficolt\u00e0 di finanziamento a misure di austerit\u00e0 ancora pi\u00f9 drastiche e di lunga durata? Gli scenari suggeriti da questo interrogativo bastano a evidenziare la necessit\u00e0 delle misure fortemente volute da Draghi. <\/p>\n<p>La Bce non sta lesinando gli sforzi, ponendo anche le condizioni una maggiore efficacia delle politiche fiscali. Tuttavia, la \u201czoppia europea\u201d che prevede una sovranit\u00e0 monetaria comunitaria a cui \u00e8 associata una sovranit\u00e0 fiscale frammentata a livello nazionale, si sta rivelando un fattore fondamentale nel diminuire l\u2019efficacia di questi sforzi.<\/p>\n<p>La risoluzione di questa asimmetria diviene cruciale per il futuro dell\u2019Europa, ma questo problema non pu\u00f2 essere imputato a una delle istituzioni comunitarie pi\u00f9 attive nel contrastare la sempre pi\u00f9 preoccupante crisi europea.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 10 marzo 2015 iniziava ufficialmente il quantitative easing europeo, il massiccio programma di acquisto di titoli da parte della Banca centrale europea, Bce, per un totale di 60 miliardi di euro al mese fino a settembre 2016. 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