{"id":33880,"date":"2016-03-31T00:00:00","date_gmt":"2016-03-30T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/migranti-spiragli-nella-rotta-balcanica\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:59","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:59","slug":"migranti-spiragli-nella-rotta-balcanica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/03\/migranti-spiragli-nella-rotta-balcanica\/","title":{"rendered":"Migranti, spiragli nella rotta balcanica"},"content":{"rendered":"<p>Ora che il controverso accordo Ue-Turchia per contenere la crisi umanitaria \u00e8 passato, ci si chiede cosa accadr\u00e0 sul campo, l\u00ec al confine greco dove pi\u00f9 di 30.000 migranti forzati premono alla frontiera macedone al ritmo del <i>countdown<\/i> disperato per entrare in Europa. Dal 21 marzo, l\u2019entrata in vigore del piano ha cambiato di fatto le carte in tavola sovvertendo potenzialmente l\u2019approccio adottato fino ad ora.<\/p>\n<p><b>Grecia ancora nel caos<\/b><br \/>Potenzialmente, appunto. Visto che ad oggi restano indefiniti i dettagli tecnici con cui la Grecia dovr\u00e0 gestire i 47.536 migranti forzati bloccati nel paese, 926 dei quali registrati il giorno dopo la sottoscrizione dell\u2019accordo.<\/p>\n<p>Se, in teoria, il piano prevede che per i migranti scatti l\u2019identificazione in uno degli hot spot greci non appena superato il confine turco, in realt\u00e0, la catena operativa che dovrebbe scremare le loro richieste di ingresso, suddividendole tra titolari di protezione umanitaria e migranti irregolari, \u00e8 tutt\u2019altro che definita. Analogamente restano dubbie le modalit\u00e0 con cui la Turchia potr\u00e0 rimpatriare nei paesi di provenienza i migranti espulsi dalla Grecia.<\/p>\n<p>L\u2019affermazione del principio \u2018uno a uno\u2019, in base al quale, per ogni migrante irregolare respinto dalla Grecia e accolto in Turchia, le autorit\u00e0 europee accoglieranno e ridistribuiranno un rifugiato siriano proveniente direttamente dai campi profughi turchi, secondo le organizzazioni internazionali e non governative rischia di trasformarsi in un flop colossale.<\/p>\n<p><b>Hot spot, incertezza sulle procedure<\/b><br \/>Per ora a farla da padrone \u00e8 il caos. Secondo gli attivisti dell\u2019associazione <a href= \"https:\/\/www.facebook.com\/forgotten.idomeni\/\" target= \"blank\"><b><u>Forgotten in Idomeni<\/u><\/b><\/a>, l\u2019implementazione dell\u2019accordo sta avvenendo senza una strategia unitaria che riguardi la rotta balcanica nella sua interezza. Ad oggi, il primo effetto evidente di questo deficit organizzativo si registra nelle isole egee. A Lesbo, Kavala, Chios ed Efesina l\u2019evacuazione di 8.254 rifugiati si \u00e8 svolta senza che i migranti venissero informati sulle procedure di evacuazione e sul luogo di destinazione.<\/p>\n<p>Le informazioni a disposizioni dei volontari parlano di un trasferimento di massa dei migranti nei due hot-spot inaugurati lo scorso venerd\u00ec a Katsikas&#8236;&#8236; vicino Ioannina e a Petropoulakis nei pressi di Filippiada. Qui, in teoria, commissioni formate da funzionari ellenici e dell\u2019Ufficio europeo di sostegno per l\u2019asilo, l\u2019Easo, avrebbero dovuto smistare le richieste di asilo individuale. Attivit\u00e0 che per\u00f2 \u00e8 rimasta in standby visto che ad oggi la richiesta greca di potenziare la struttura umanitaria governativa con 4.000 funzionari europei in pi\u00f9 \u00e8 rimasta inascoltata.<\/p>\n<p>Ad oggi, l\u2019unica certezza \u00e8 che gli hot spot, contrariamente a quanto immaginato <a href= \"http:\/\/ec.europa.eu\/dgs\/home-affairs\/what-is-new\/news\/news\/2015\/20151014_1_en.htm\" target= \"blank\"><b><u>dall\u2019Agenda Europea sull\u2019Immigrazione<\/u><\/b><\/a> dello scorso autunno, sono stati di fatto trasformati in centri di identificazione ed espulsione.<\/p>\n<p>Un cambio di mandato che ha spinto Agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr), Medici Senza Frontiere, International Rescue Committee, Consiglio norvegese per i rifugiati e Save the Children a sospendere tutte le attivit\u00e0 sulle isole greche in attesa che si faccia chiarezza sulle procedure e sulle implicazioni umanitarie del piano.<\/p>\n<p><b>I valichi alternativi<\/b><br \/>Nel caos, per\u00f2, non ci sono soltanto i 50.000 migranti fermi in Grecia. Per ora la rotta balcanica non \u00e8 del tutto estinta. Se \u00e8 vero che formalmente Macedonia, Croazia, Slovenia e Bulgaria hanno gi\u00e0 blindato i confini, \u00e8 altrettanto vero, che, a dispetto delle dichiarazioni roboanti che si sono avvicendate dopo l\u2019ultimo Consiglio europeo con la Turchia, valichi alternativi o meno protetti hanno continuato a garantire il passaggio verso nord sia sul fronte macedone che su quello albanese. <\/p>\n<p>I 1.100 migranti bloccati in Serbia da tre settimane, come quelli fermi in Slovenia, Croazia e Macedonia, dimostrano che risalire verso il nord Europa \u00e8 difficile ma non impossibile. A Slavonski Brod, in Croazia, il Centar za Mirovne Studies ha documentato numerosi episodi di detenzione forzata all&#8217;interno del campo di transito. <\/p>\n<p>Stando al rapporto circa  600 migranti non autorizzati a proseguire il viaggio verso nord sarebbero stati detenuti senza ricevere alcuna informazione n\u00e9 legale ne logistica sulla loro situazione. <\/p>\n<p>Scenario non dissimile da quello macedone, dove, nel centro di transito di Tabanovtse, al confine con la Serbia, pi\u00f9 di 1.000 migranti afghani <a href= \"https:\/\/blogs.unicef.org\/blog\/syrian-children-sleep-in-the-mud-at-a-balkan-border\/\" target= \"blank\"><b><u>e 437 rifugiati siriani<\/u><\/b><\/a> sono bloccati da due settimane senza possibilit\u00e0 di proseguire il viaggio.<\/p>\n<p>Intanto, l\u2019Albania, ultimo paese rimasto accessibile lungo la rotta, si prepara ad una escalation dei flussi. Per quanto al momento nessun dato attesti un aumento dei flussi al confine greco-albanese, il governo di Tirana ha giocato di anticipo chiedendo rinforzi all\u2019Italia. Dal 15 marzo su richiesta del ministro dell\u2019interno Saimir Tahiri, poliziotti di frontiera italiani pattugliano i confini con la Grecia insieme alla polizia albanese.<\/p>\n<p>Se, per ora, l\u2019accidentato percorso montuoso e l\u2019assenza di infrastrutture viarie hanno scoraggiato i migranti dal tentare la rotta alternativa, in molti ritengono che l\u2019arrivo della stagione calda potrebbe modificare gli scenari. Per questo, a Kapshtic\u00eb, a ridosso del confine con la Grecia, le autorit\u00e0 locali hanno gi\u00e0 individuate due aree di accoglienza che potrebbero ospitare i migranti che deviano dal percorso macedone. <\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ora che il controverso accordo Ue-Turchia per contenere la crisi umanitaria \u00e8 passato, ci si chiede cosa accadr\u00e0 sul campo, l\u00ec al confine greco dove pi\u00f9 di 30.000 migranti forzati premono alla frontiera macedone al ritmo del countdown disperato per entrare in Europa. 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