{"id":34070,"date":"2016-04-12T00:00:00","date_gmt":"2016-04-11T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/se-le-giovani-donne-voltano-le-spalle-a-hillary\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:56","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:56","slug":"se-le-giovani-donne-voltano-le-spalle-a-hillary","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/04\/se-le-giovani-donne-voltano-le-spalle-a-hillary\/","title":{"rendered":"Se le giovani donne voltano le spalle a Hillary"},"content":{"rendered":"<p>Hillary Clinton \u00e8 un\u2019indiscussa pioniera. Nessuna donna \u00e8 mai stata presidente o c\u2019\u00e8 andata cos\u00ec vicino. \u00c8 per questo che molte femministe di vecchia generazione si preparano a festeggiare.<\/p>\n<p>Dopo anni di battaglie, insieme a figlie e nipoti possono ora finire il lavoro iniziato dalle loro antenate. Che cosa aspetta chi non raccoglie questo testimone rosa l\u2019ha detto l\u2019ex segretario di Stato Madeleine Albright, secondo la quale per le donne che la pensano diversamente &#8220;c&#8217;\u00e8 un posto speciale all&#8217;inferno&#8221;.<\/p>\n<p>Dati alla mano per\u00f2, fino ad ora le donne hanno preferito pi\u00f9 l\u2019inferno dell&#8217;Albright che il paradiso. Nelle primarie democratiche che hanno visto zia Hillary contro nonno Bernie, sono state tante le elettrici che hanno optato per Sanders.<\/p>\n<p>In New Hampshire, lo sfidante della ex first lady si \u00e8 aggiudicato il 53% del voto femminile (Clinton il 46%). E i suoi numeri tra le pi\u00f9 giovani sono stati sorprendenti: \u00e8 stato sostenuto dall\u201982% delle donne sotto i 30. Dati simili in Iowa, dove l&#8217;84% delle donne della stessa et\u00e0 ha votato per Sanders (il 14% per Clinton).<\/p>\n<p><b>Le <i>Millennials<\/i> e il femminismo Usa<\/b><br \/>Il fatto di essere donna non garantisce quindi alla Clinton alcun vantaggio comparativo nel catturare il voto delle eletttrici. Anzi, \u00e8 proprio l\u2019elettorato rosa quello che Hillary fatica a catturare maggiormente. Ma anche qui ci sono differenze.<\/p>\n<p>Clinton pu\u00f2 ancora contare sulle signore bianche della sua et\u00e0 che portano a casa ogni anno dai 200mila dollari in su. Ostili invece le <i>millennials<\/i>, quelle donne nate dagli anni \u201980 all\u2019inizio del nuovo secolo che non solo non hanno sostenuto la sua candidatura fino ad ora, ma sono addirittura scettiche sul farlo nel momento decisivo.<\/p>\n<p>Le motivazioni che hanno fino ad ora spinto queste giovani ad abbracciare la candidatura del senatore Sanders sono diverse e, andando oltre i programmi dei due contendenti, arrivano alle radici dell\u2019evoluzione del femminismo statunitense. Quest\u2019ultimo sta attraversando una fase di turbolenza ben evidente non solo sulle testate pi\u00f9 accreditate, ma anche sulle riviste di avanguardia che si concentrano sulle questioni di genere.<\/p>\n<p>\u00c8 evidente che le donne pi\u00f9 giovani non si accontentano pi\u00f9 della tradizionale agenda rosa scritta dalle loro nonne. Le femministe di ultima generazione non hanno come obiettivo quello di portare una di loro ai vertici del sistema. In ottica comunitaria, si preoccupano piuttosto di risolvere i problemi della base: tanto quelli delle signore di colore pi\u00f9 emarginate come quelli delle ragazze madri che devono sopperire alla mancanza del congedo di maternit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo \u00e8 quello di afferrare il trofeo tutte insieme. Ottimo che Hillary riesca a fare carriera politica, ma perch\u00e9 non aiutare tutte ad avere pi\u00f9 opportunit\u00e0? Sono domande come queste quelle che spingono questo elettorato a preferire un candidato come Sanders che sta provando &#8211; con successo &#8211; a spostare a sinistra l\u2019agenda del partito democratico, insistendo su tematiche sociali che stanno a cuore soprattutto al ceto medio o a settori particolarmente sensibili della societ\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 questo che porta la rivista <i>Politico<\/i> a concludere che se Hillary fosse nera, omosessuale, giovane o povera &#8211; e quindi, membro di un gruppo pi\u00f9 vulnerabile &#8211; potrebbe ottenere maggior sostegno, raccogliendo anche l\u2019eredit\u00e0 di Barack Obama.<\/p>\n<p><b>Clinton, la donna dell\u2019establishment<\/b><br \/>Essendo da anni in politica, la Clinton non riesce a essere percepita come una novit\u00e0. E se molte giovani la vedono con sospetto ritenendola una da decenni all\u2019interno del sistema politico statunitense, altre sembrano non conoscere la sua storia personale.<\/p>\n<p>Non solo quella legata a suo marito Bill, ma soprattutto quella marcata dalle diverse battaglie sociali da lei combattute con determinazione soprattutto negli anni \u201890. Dalla sua carriera di avvocato alla &#8211; mai decollata &#8211; <i>Hillarycare<\/i>, la riforma sanitaria patrocinata dalla Clinton ai tempi in cui il marito era alla Casa Bianca: secondo alcuni sondaggi, solo una <i>millennial <\/i>su dieci conosce eventi salienti del passato politico della ex first lady.<\/p>\n<p>Dietro i problemi rosa di Hillary si nascondono anche motivazioni che hanno direttamente a che fare con l\u2019evoluzione del femminismo statunitense, un movimento eterogeneo ormai sensibile pi\u00f9 a questioni sociali che di genere.<\/p>\n<p>Molte si sono accorte di non essere vittime della stessa discriminazione sessuale che ha condizionato vita e carriera delle loro nonne o mamme che hanno lottato per ottenere l\u2019aborto o la contraccezione.<\/p>\n<p>Per le nuove generazioni l\u2019uguaglianza di genere &#8211; diversamente da quella sociale &#8211; \u00e8 un obiettivo a portata di mano. Non sono quindi pronte a votare Hillary solo per il suo sesso, perch\u00e9 sanno che questo non farebbe la differenza.<\/p>\n<p><b>Elettrici e <i>swing States<\/i><\/b><br \/>Se fino ad ora queste elettrici hanno trovato in nonno Bernie il loro paladino, che cosa faranno in autunno quando Hillary dovr\u00e0 giocarsi la finale contro il candidato che uscir\u00e0 vincente dalla convention repubblicana? <\/p>\n<p>Anche se i <i>millennials <\/i>sono ora la generazione pi\u00f9 numerosa del paese, nelle ultime elezioni sono stati i pi\u00f9 pigri ad andare votare. \u00c8 quindi importante capire come il loro voto potr\u00e0 davvero incidire sui risultati finali.<\/p>\n<p>Secondo dati elaborati dal Center for Information and Research on Civic Learning and Engagement, il loro voto sar\u00e0 influente in Iowa, Florida, Ohio,Colorado, Pennyslvania, Wisconsin, Virginia, New Hampshire, Nevada e North Carolina. Solo dieci stati, tra i quali troviamo per\u00f2 importanti <i>swing states<\/i>, ovvero quelli capaci di determinare il risultato finale.<\/p>\n<p>Da qui a novembre, Hillary Clinton riuscir\u00e0 a farsi conoscere dalle <i>millennials <\/i>per quella che \u00e8 veramente, o non spender\u00e0 in questa operazione troppe energie? Del resto, dagli anni \u201970 ad oggi, le donne non hanno votato in base al sesso, perch\u00e9 aspettarsi che lo facciano quest\u2019anno?<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Hillary Clinton \u00e8 un\u2019indiscussa pioniera. Nessuna donna \u00e8 mai stata presidente o c\u2019\u00e8 andata cos\u00ec vicino. \u00c8 per questo che molte femministe di vecchia generazione si preparano a festeggiare. Dopo anni di battaglie, insieme a figlie e nipoti possono ora finire il lavoro iniziato dalle loro antenate. 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