{"id":34110,"date":"2016-04-15T00:00:00","date_gmt":"2016-04-14T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/francia-un-jobs-act-fra-necessita-e-proteste\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:54","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:54","slug":"francia-un-jobs-act-fra-necessita-e-proteste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/04\/francia-un-jobs-act-fra-necessita-e-proteste\/","title":{"rendered":"Francia, un <i>jobs<\/i> act fra necessit\u00e0 e proteste"},"content":{"rendered":"<p>Il disegno di legge del ministro Myriam El Kohmri costituisce il primo passo di un ampio progetto di riforma del codice del lavoro che il primo ministro Manuel Valls intende portare a termine entro il 2018.<\/p>\n<p>La riforma &#8211; al centro di vive proteste sociali, fra cui \u201cNuit Debout\u201d, la mobilitazione notturna nelle piazze di Parigi e nel resto del paese &#8211; si propone di semplificare, chiarire e rendere pi\u00f9 flessibili le norme che disciplinano il mercato del lavoro in Francia.<\/p>\n<p>Spesso queste norme sono percepite come un ostacolo alle esigenze di adeguamento imposte dal passaggio al digitale, o dalle nuove consapevolezze ecologiche oppure dalla mutazione dei percorsi professionali (sempre meno lineari), e alla fine queste vecchie norme rischiano di essere considerate come un limite alla crescita dell\u2019economia e dell\u2019occupazione del Paese.<\/p>\n<p><b>Mercato flessibile e diritti<\/b><br \/>Il testo accoglie i 61 \u201cprincipi essenziali\u201d per la riforma espressi nei lavori della commissione guidata dall\u2019ex ministro della giustizia Robert Badinter, ed \u00e8 fortemente ispirato dalle riforme adottate in altri paesi europei; in particolare, segue il modello tedesco e la recente riforma italiana (il cosiddetto \u201cjobs act\u201d).<\/p>\n<p>Il governo Valls intende agire su tre fronti per rendere pi\u00f9 flessibile il mercato del lavoro cercando, al contempo, di non far venire meno la tutela dei diritti dei lavoratori. In concreto, l\u2019esecutivo ha annunciato la promozione di un sistema di formazione professionale dei lavoratori per aiutarli a sviluppare le proprie competenze e facilitarne la mobilit\u00e0, il rafforzamento del dialogo sociale nelle imprese e, per ultimo, il favore per i contratti a durata indeterminata.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 implica una serie di modifiche in quasi tutti gli ambiti disciplinati dal diritto del lavoro: formazione professionale, ferie e giornate di riposo dei lavoratori, orario di lavoro, licenziamenti, contrattazione collettiva e medicina del lavoro.<\/p>\n<p>La pagina web del governo dedicata alla riforma presenta come novit\u00e0 di maggior rilievo la creazione del Cpa (\u201ccompte personnel d\u2019activit\u00e9\u201d), strumento di garanzia dei diritti sociali, destinato a tutti i lavoratori del settore privato e del settore pubblico.<\/p>\n<p>Un altro aspetto di notevole importanza riguarda il rafforzamento della contrattazione collettiva con l\u2019introduzione del referendum sindacale, la promozione degli accordi d\u2019impresa e degli accordi di settore e la maggiorazione del 20% delle ore dei delegati sindacali.<\/p>\n<p>Il terzo filone della riforma \u00e8 costituito da misure di flessibilit\u00e0 del mercato del lavoro che riguardano principalmente il licenziamento per motivi economici, l\u2019orario di lavoro e le indennit\u00e0 di licenziamento stabilite dai probiviri. Le regole relative al licenziamento per motivi economici sono state ridefinite e, alla luce delle ultime sentenze della Corte di Cassazione sono state precisate le ragioni suscettibili di giustificare un licenziamento per motivi economici (calo delle ordinazioni o dell\u2019utile, perdite di esercizio, etc) e le conseguenze che comporteranno.<\/p>\n<p><b>Orari di lavoro e <i>flexicurity<\/i><\/b><br \/>Per quanto attiene alla questione degli orari di lavoro, la riforma mantiene le dieci ore come limite della durata giornaliera di lavoro ma introduce la possibilit\u00e0 di innalzare questa soglia, con accordo collettivo, fino a dodici ore in caso di un aumento di attivit\u00e0 o per motivi legati all\u2019organizzazione dell\u2019impresa.<\/p>\n<p>La disciplina dell\u2019orario di lavoro \u00e8 stata modificata anche per quanto riguarda la retribuzione del lavoro straordinario. Il nuovo regime riduce la maggiorazione a un 10% invece del 25% o 50% attualmente in vigore.<\/p>\n<p>Infine,\u00e8 prevista un\u2019unificazione delle indennit\u00e0 di licenziamento stabilite dal collegio dei probiviri, ponendo un tetto massimo e definendo una tabella nazionale. Tale limitazione \u00e8 stata introdotta con l\u2019intento di ridare fiducia alle imprese, che potranno contare cosi su un punto di riferimento al momento di valutare il rischio finanziario legato ad una eventuale cessazione del rapporto di lavoro.<\/p>\n<p>Se l\u2019obiettivo della riforma \u00e8 condiviso da tutte le parti sociali, le misure proposte per raggiungerlo sono oggetto di numerose critiche. Mentre il ministro del lavoro e il primo ministro sbandierano il principio della cosiddetta <i>flexicurity<\/i>, presentando la riforma del codice del lavoro come uno strumento che rafforza la concorrenza e la tutela dei diritti dei lavoratori, dall\u2019altra parte i sindacati temono invece una maggiore flessibilit\u00e0 e precariet\u00e0 del lavoro, mentre i datori rimproverano al governo le concessioni fatte ai rappresentanti dei lavoratori nelle ultime settimane.<\/p>\n<p><b>Scontri sociali<\/b><br \/>Inoltre, la proposta di riforma del codice del lavoro ha suscitato immediate reazioni nella cittadinanza. La petizione \u201cLoi travail: non, merci!\u201d ha raccolto sin dai primi di marzo 1 milione di firme e varie proteste sono state organizzate in tutta la Francia, sia da parte dei datori di lavori sia da parte dei lavoratori. Una prima protesta si \u00e8 tenuta in pi\u00f9 di 200 citt\u00e0 francesi il 9 marzo, giorno in cui il testo doveva essere presentato in Consiglio dei ministri.<\/p>\n<p>Tuttavia, Manuel Valls aveva deciso di rimandare la presentazione del testo al 24 marzo perch\u00e9 potesse continuare il dialogo con le parti sociali. Il 22 marzo, sette organizzazioni patronali, tra cui il Medef e la Cgpme, hanno denunciato nuove modifiche introdotte nel disegno di legge. I sindacati e le organizzazioni studentesche, insoddisfatti dalle concessioni del governo, hanno organizzato una seconda giornata di protesta per chiedere l\u2019abbandono totale della riforma.<\/p>\n<p>Dalla fine di marzo, invece, una periodica mobilitazione notturna ha attraversato varie piazze francesi, fra cui place de la R\u00e9publique a Parigi, dove &#8211; dopo alcune tensioni &#8211; i contestatori sono stati sfollati all\u2019alba di luned\u00ec scorso.<\/p>\n<p><b>Test per Hollande    <\/b><br \/>Indetta sotto lo slogan \u201cTouche pas \u00e0 mon Code\u201d, questa seconda mobilizzazione, alla quale &#8211; secondo gli organizzatori &#8211; avrebbero partecipato pi\u00f9 di un milione di persone, annuncia momenti difficili per l\u2019ultima grande riforma sociale del mandato di Fran\u00e7ois Hollande.<\/p>\n<p>Consapevole che il rilancio dell\u2019occupazione, promessa elettorale tra le pi\u00f9 importanti del 2012, sar\u00e0 decisivo nel giudizio che i francesi si faranno sul suo operato, il capo dello stato non pu\u00f2 che augurarsi che durante l\u2019iter parlamentare della riforma, iniziato il 4 aprile, si riesca a smorzare il clima di tensione.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il disegno di legge del ministro Myriam El Kohmri costituisce il primo passo di un ampio progetto di riforma del codice del lavoro che il primo ministro Manuel Valls intende portare a termine entro il 2018. 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