{"id":34140,"date":"2016-04-18T00:00:00","date_gmt":"2016-04-17T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/minacce-ibride-lue-presenta-la-sua-strategia\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:53","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:53","slug":"minacce-ibride-lue-presenta-la-sua-strategia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/04\/minacce-ibride-lue-presenta-la-sua-strategia\/","title":{"rendered":"Minacce ibride, l\u2019Ue presenta la sua strategia"},"content":{"rendered":"<p>Il Consiglio Affari Esteri del 18-19 aprile discute, tra gli altri argomenti, il Quadro comune per il contrasto delle minacce ibride.<\/p>\n<p>In particolare, i ministri degli Esteri dei 28 devono fare i conti con la necessit\u00e0 di un\u2019azione rapida per il contrasto e la prevenzione delle minacce ibride, poste da attori statali e non statali contro l\u2019Unione, i suoi Stati membri e gli Stati partner.<\/p>\n<p>Sebbene la definizione di minaccia ibrida sia quella di una minaccia \u201cmutevole e necessariamente flessibile\u201d, la <a href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/DocsRoom\/documents\/16201\" target=\"blank\"><b><u> Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento<\/u><\/b><\/a>, pubblicata lo scorso 6 aprile, descrive tali minacce come la \u201ccombinazione di attivit\u00e0 coercitive e sovversive, metodi convenzionali e non (siano essi diplomatici, militari, economici, tecnologici), che possono essere utilizzate in modo coordinato da attori statali e non statali al fine di ottenere obiettivi specifici, restando per\u00f2 al di sotto della soglia della guerra formalmente dichiarata\u201d.<\/p>\n<p><b>La sfida di dover andare oltre le definizioni <\/b><br \/>\nLa definizione di minaccia ibrida &#8211; o, meglio, il riconoscimento dell&#8217;assenza di essa &#8211; \u00e8 il primo punto degno di nota della Comunicazione. Si aggiunge la mancanza di qualsiasi esempio concreto.<\/p>\n<p>Eppure, il ritorno del concetto di <i>hybrid warfare <\/i>nei documenti strategici &#8221; che contano&#8221; \u00e8 avvenuto, ad opera soprattutto della Nato, proprio a fronte delle azioni di attori ben definiti: la Russia di Putin, nel contesto della crisi ucraina, e l\u2019attivit\u00e0 di destabilizzazione, all\u2019interno come all\u2019esterno degli stati membri, da parte del Daesh o di individui ad esso legati.<\/p>\n<p>Negli ultimi mesi, all\u2019interno dell\u2019Unione, l\u2019attivit\u00e0 di propaganda e proselitismo tesa a radicalizzare individui e le azioni terroristiche, a cui il Daesh viene pi\u00f9 o meno direttamente associato, sono le minacce ibride per eccellenza.<\/p>\n<p>La struttura e gli obiettivi della Comunicazione ne risentono: molte delle azioni proposte sono concepite pensando alla prevenzione ed alla risposta ad un attacco terroristico.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non deve tuttavia distrarre dal fine ultimo del documento, che \u00e8 di carattere strategico e guarda al medio-lungo periodo. La questione non \u00e8 da chi provengano le minacce. L&#8217;assunto di fondo \u00e8 piuttosto che attacchi ibridi potrebbero arrivare in qualsiasi momento da nuovi attori, statali e non, nel prossimo futuro.<\/p>\n<p>Definire un quadro comune e coordinato per la prevenzione e la risposta a questi eventi, indipendentemente dalla provenienza e dal &#8220;nemico&#8221;, \u00e8 l&#8217;obiettivo della Comunicazione.<\/p>\n<p><b>L\u2019<i>Hybrid Fusion Cell <\/i>e la raccolta d\u2019informazioni<\/b><br \/>\nIn questo quadro, quali le proposte specifiche di maggior rilievo? Qui una preliminare precisazione \u00e8 d&#8217;obbligo: la Comunicazione \u00e8 un documento che la Commissione adotta per esprimere una propria posizione su questioni di attualit\u00e0, stimolando gli Stati membri al dibattito. Di conseguenza, saranno gli Stati membri, che sono e restano gli unici responsabili in materia di sicurezza e difesa, a decidere a quali tra le azioni proposte dare un seguito.<\/p>\n<p>Due sono le proposte avanzate che possono ritenersi di particolare interesse e valore innovativo a livello istituzionale.<\/p>\n<p>La prima \u00e8 l&#8217;istituzione di una <i>Hybrid Fusion Cell <\/i>presso l&#8217;Intelligence and Situation Center del Servizio europeo di azione esterna. La proposta, voluta dall&#8217;Alto rappresentante Federica Mogherini, \u00e8 ambiziosa: essa mira a catalizzare attorno ad uno stesso obiettivo la raccolta di informazioni dell\u2019intelligence per prevenire e rispondere alle minacce ibride, sfruttando le strutture e le capacit\u00e0 dell&#8217;Unione e quelle dei singoli stati membri.<\/p>\n<p>La stessa Mogherini, alcuni giorni fa, durante la plenaria del Parlamento europeo, ha affermato che \u201cin un mondo di prevedibili imprevedibilit\u00e0, il sistema internazionale non necessit\u00e0 di conservatorismo, ma di cambiamento\u201d. Il cambiamento prevede maggiore collaborazione a livello regionale, cos\u00ec come auspicato anche nel <a href=\"http:\/\/www.un.org\/en\/ga\/search\/view_doc.asp?symbol=A\/70\/674\" target=\"blank\"><b><u> Piano d&#8217;azione per prevenire l&#8217;estremismo violento<\/u><\/b><\/a> promosso dal Segretario generale delle Nazioni Unite all\u2019inizio del 2016.<\/p>\n<p>Realizzare tale progetto non sar\u00e0 semplice, almeno per due ordini di motivi. Il primo \u00e8 la variet\u00e0 degli attori interni all&#8217;Unione coinvolti: tra loro le istituzioni incaricate del <i>crisis management <\/i>esterno, della pianificazione strategica (lo Stato Maggiore europeo e il <i>Crisis Management and Planning Directorate<\/i> &#8211; Cmpd), la DG Echo, in carica per le attivit\u00e0 di affari umanitari e protezione civile, l&#8217;unit\u00e0 gestione crisi di <i>DG Home<\/i>, e poi ancora, le <i>DG Move ed Energy<\/i>, in caso di minacce di attacchi ad infrastrutture critiche.<\/p>\n<p><b>Il piano B: un Centro di eccellenza<\/b><br \/>\nAltra questione riguarda la riluttanza degli Stati membri, specie dei \u201cgrandi\u201d, a condividere informazioni classificate riguardanti materie di sicurezza nazionale. La Commissione sembra prefigurarsi tale evenienza gi\u00e0 nella Comunicazione, proponendo un possibile \u201cpiano B\u201d: la ripresa del modello Centro di Eccellenza che dovrebbe avere l\u2019obiettivo di far progredire la ricerca e promuovere l&#8217;individuazione di soluzioni pratiche alle sfide attuali poste da minacce ibride.<\/p>\n<p>Questo modello di collaborazione tra attori istituzionali, organi e agenzie interni all&#8217;Unione, stati terzi, organizzazioni internazionali e soggetti esterni (privati, aziende, universit\u00e0) \u00e8 gi\u00e0 presente sia in ambito Nato che in ambito Ue, dove particolare successo ha riscosso nel settore della difesa chimica, biologica, radiologica e nucleare (Cbrn).<\/p>\n<p>Sua caratteristica principale \u00e8 l&#8217;approccio <i>bottom-up<\/i> e di carattere volontario: sono gli attori coinvolti (stati <i>in primis<\/i>) che identificano le priorit\u00e0 di azione ed i progetti da perseguire: l&#8217;Unione fornisce il proprio supporto, eventualmente le proprie risorse, ma non &#8220;dirige&#8221; il processo.<\/p>\n<p>Un approccio che, in un settore delicato come la sicurezza in generale e la gestione delle minacce ibride in particolare, non pu\u00f2 non essere guardato con favore da Stati membri &#8220;gelosi&#8221; ma consapevoli che un&#8217;azione comune maggiormente efficace \u00e8 necessaria, specie dopo gli eventi di Parigi e Bruxelles.<\/p>\n<p>In definitiva, si pu\u00f2 certamente dire che, con la Comunicazione, il processo di riflessione strategica dell\u2019Unione europea sul contrasto alle minacce ibride \u00e8 iniziato. Tuttavia, il destino concreto di queste proposte e l&#8217;effettiva realizzazione di esse, primo test circa l&#8217;esistenza di una volont\u00e0 politica di dare seguito alle proposte in oggetto, resta saldamente nelle mani degli Stati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Consiglio Affari Esteri del 18-19 aprile discute, tra gli altri argomenti, il Quadro comune per il contrasto delle minacce ibride. 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