{"id":34150,"date":"2016-04-18T00:00:00","date_gmt":"2016-04-17T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/nord-stream-2-il-gasdotto-che-aggira-lucraina\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:53","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:53","slug":"nord-stream-2-il-gasdotto-che-aggira-lucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/04\/nord-stream-2-il-gasdotto-che-aggira-lucraina\/","title":{"rendered":"Nord Stream 2, il gasdotto che aggira l\u2019Ucraina"},"content":{"rendered":"<p>Nord Stream 2 (NS2) \u00e8 un gasdotto, attualmente in progetto, che collegher\u00e0 Russia e Germania. Seguir\u00e0 lo stesso percorso di Nord Stream, perci\u00f2 pu\u00f2 essere considerato un suo potenziamento. <\/p>\n<p>Nord Stream \u00e8 composto da due linee, ciascuna con una capacit\u00e0 di trasporto di 27,5 miliardi di metri cubi l\u2019anno; NS2 dovrebbe avere la stessa capacit\u00e0, per un totale complessivo di 110 miliardi di metri cubi annui previsti per il 2019, quando i contratti tra Gazprom e Ucraina si estingueranno. <\/p>\n<p>Il 50% delle azioni di NS2 sar\u00e0 di Gazprom, mentre i gruppi Basf, E.ON (tedeschi), Shell (anglo-olandese), OMV (austriaco) ed Engie (francese) ne possiederanno il 10% ciascuno. <\/p>\n<p>La Russia punta a potenziare Nord Stream per aggirare l\u2019Ucraina, che, nonostante il conflitto in corso, rimane il principale snodo dei traffici di gas tra Russia ed Europa. <\/p>\n<p>Inoltre, il recente andamento del prezzo del petrolio spinge la Russia a esportare pi\u00f9 gas naturale; le forniture di Gazprom verso l\u2019Europa sono andate infatti crescendo negli ultimi anni nonostante lo stallo nei consumi europei e, secondo le aspettative della compagnia, dovrebbero toccare i 160 miliardi di metri cubi nel 2016. <\/p>\n<p>Tra le possibili cause, anche la decisione del Consiglio di Stato olandese, che ha posto un limite massimo di 27 miliardi di metri cubi di gas alla produzione del giacimento di Groningen, contro i 33 estratti nel 2015, a causa di eventi sismici collegati alle attivit\u00e0 di estrazione. Di conseguenza, i maggiori importatori di gas olandese (Germania, Belgio, Lussemburgo, Regno Unito e Francia) dovranno rivolgersi ad altri fornitori. <\/p>\n<p><b>Germania in prima linea, a est il fronte del no<\/b><br \/>A trarre il massimo vantaggio da NS2 sar\u00e0 indubbiamente la Germania, che diventer\u00e0 il principale punto di arrivo del gas russo in Europa, assicurandosi un vantaggio competitivo sul prezzo e aumentando la propria importanza strategica nella partita energetica. <\/p>\n<p>D\u2019altra parte, tale progetto ha messo l\u2019esecutivo guidato da Angela Merkel in cattiva luce dinanzi a vari governi europei. Infatti, bench\u00e9 la cancelliera abbia sottolineato che il progetto \u00e8 portato avanti da imprese private, l\u2019odierna posizione della Germania stride con le pressioni che questa fece sui partner europei affinch\u00e9 tenessero una linea dura verso Mosca, a costo di sacrificare i loro interessi economici in favore di quelli comunitari: gli stessi che, ora, il progetto NS2 sembra calpestare. <\/p>\n<p>Queste tensioni si aggiungono a precedenti divergenze tra la \u201clinea tedesca\u201d e quella di altri paesi dell\u2019Ue, in particolare sull\u2019<i>austerity<\/i> e la gestione dei flussi di migranti.<\/p>\n<p>Tra i paesi pi\u00f9 determinati a contrastare NS2 si annoverano Slovacchia, Polonia ed i paesi Baltici. La Slovacchia, attualmente snodo importante nel flusso di gas verso l\u2019Europa occidentale, vedrebbe diminuire la sua valenza strategica, mentre i Baltici e la Polonia, antirussi, diffidano di un avvicinamento di Russia e Germania. <\/p>\n<p>A loro vantaggio vi sono delle controversie circa il rispetto dei regolamenti Ue sull\u2019energia. In particolare, l\u2019articolo 9 della terza direttiva sul gas, relativo all\u2019<i>unbundling<\/i>, stabilisce che il gestore del gasdotto non sia autorizzato a esercitare, direttamente o indirettamente, un controllo su un\u2019impresa che svolge l\u2019attivit\u00e0 di fornitura del gas trasportato. In altre parole, Gazprom non potrebbe essere sia il proprietario del gasdotto che fornitore di gas, dovendo inoltre garantire a terzi l\u2019acceso al gasdotto stesso.<\/p>\n<p><b>Opportunit\u00e0 per l\u2019Italia<\/b><br \/>Il progetto NS2 potrebbe rappresentare una buona opportunit\u00e0 per l\u2019Italia, nello specifico per l\u2019italiana Saipem, partecipata da Eni e dal Fondo strategico italiano. Impegnata nella progettazione e nella realizzazione di Nord Stream e di altri gasdotti quali Blue Stream e Greenstream, Saipem avrebbe dovuto partecipare alla costruzione di South Stream, l\u2019altra condotta proposta da Gazprom per aggirare l\u2019Ucraina passando attraverso il Mar Nero. <\/p>\n<p>Nonostante questo possibile coinvolgimento nella realizzazione di NS2, l\u2019amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha dichiarato che il Cane a sei zampe non acquister\u00e0 azioni di NS2, escludendo anche che la russa Rosneft possa rilevare quote importanti di Saipem, contrariamente a quanto suggerito da alcune voci. <\/p>\n<p>La possibilit\u00e0 che l\u2019Italia possa divenire uno snodo meridionale dei rifornimenti di gas all\u2019Europa, apparentemente accantonata con la sospensione del progetto South Stream, potrebbe tuttavia ripresentarsi. <\/p>\n<p>Recenti dichiarazioni da parte di Gazprom mostrano infatti che potrebbe essere costruito un gasdotto per collegare Russia ed Italia. Per realizzare il progetto, Gazprom \u00e8 pronta a cooperare con la greca Depa, visto che il gasdotto passerebbe attraverso il territorio greco, e con l\u2019italiana Edison, con le quali nelle scorse settimane Mosca ha siglato un <i>Memorandum of Understanding<\/i>. <\/p>\n<p>Gazprom ha identificato il potenziale di questi due partner, gi\u00e0 coinvolti nel progetto europeo Itgi, attualmente completato solo nel suo segmento turco-greco, ma che potrebbe essere esteso sino all\u2019Italia grazie alla condotta IGI Poseidon.<\/p>\n<p><b>Washington sta a guardare<\/b><br \/>Anche gli Stati Uniti hanno un approccio tiepido nei confronti di NS2. Al di l\u00e0 delle questioni prettamente energetiche, l\u2019intensificarsi di legami tra Russia ed Europa \u00e8 qualcosa che la politica estera statunitense ha sempre cercato di evitare negli ultimi decenni. <\/p>\n<p>Tuttavia, gli attriti che il progetto NS2 sta causando tra i paesi europei potrebbero essere sfruttati dagli Stati Uniti per avere una maggiore influenza sugli stati dell\u2019Europa orientale, i pi\u00f9 ostili a NS2 e, contemporaneamente, i pi\u00f9 preoccupati dalla militarizzazione della Russia, dunque favorevoli ad una maggiore presenza della Nato nell\u2019area. <\/p>\n<p>Nel caso in cui gli Stati Uniti non entrassero direttamente nella questione NS2, sarebbe pi\u00f9 facile per Russia e Germania completare il progetto; d\u2019altra parte l\u2019Italia &#8211; al pari di altri paesi impegnati in progetti con Mosca &#8211; potrebbe essere avvantaggiata dalla temporanea assenza dell\u2019azione antirussa di Washington nel settore energetico europeo.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nord Stream 2 (NS2) \u00e8 un gasdotto, attualmente in progetto, che collegher\u00e0 Russia e Germania. 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