{"id":34180,"date":"2016-04-20T00:00:00","date_gmt":"2016-04-19T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/migranti-la-proposta-di-roma-e-i-dubbi-di-berlino\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:52","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:52","slug":"migranti-la-proposta-di-roma-e-i-dubbi-di-berlino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/04\/migranti-la-proposta-di-roma-e-i-dubbi-di-berlino\/","title":{"rendered":"Migranti, la proposta di Roma e i dubbi di Berlino"},"content":{"rendered":"<p>Il <i>Migration Compact <\/i>&#8211; un nome non proprio beneaugurante, visti i timori e i contrasti sollevati dal pi\u00f9 famoso <i>Fiscal Compact<\/i> &#8211; \u00e8 un testo che contiene molte idee interessanti e in parte innovative. <\/p>\n<p>La proposta italiana sull\u2019immigrazione presentata informalmente al Consiglio Affari Esteri dell\u2019Unione europea \u00e8 anche un bel segnale di un ritrovato attivismo del nostro paese su alcuni temi cruciali cui oggi l\u2019Unione deve fare fronte.<\/p>\n<p><b>Il contributo del governo Renzi<\/b><br \/>Segue altre importanti iniziative del governo Renzi, dal contributo italiano al Rapporto dei Cinque presidenti sul tema della <i>governance <\/i>economica fino alla pi\u00f9 recente proposta del ministro Pier Carlo Padoan sulla strategia di crescita, lavoro e stabilit\u00e0. Non vi \u00e8 dubbio che oggi il tema che angustia di pi\u00f9 il governo sia quello di una ripresa massiccia dei flussi dalla Libia e dai paesi limitrofi (l\u2019Egitto?). <\/p>\n<p>A marzo di quest\u2019anno, gli sbarchi sulle nostre coste hanno toccato i 9600 arrivi contro i 2283 dello stesso mese del 2015, senza contare le tragedie del mare cui giornalmente assistiamo, da ultima quella di luned\u00ec scorso, al largo della Libia. E il trend sembra non invertire la rotta. \u00c8 quindi urgente riaffrontare l\u2019intera questione ed \u00e8 ci\u00f2 che il nostro <i>non-paper <\/i>cerca di fare. <\/p>\n<p><b>I punti del testo italiano<\/b><br \/>Tre sono gli assunti di base su cui si fonda il <i>Migration Compact<\/i>.<\/p>\n<p>Il primo \u00e8 che l\u2019immigrazione non \u00e8 solo un tema emergenziale ma strutturale, destinato quindi a durare negli anni. Va perci\u00f2 affrontato con un\u2019ottica di medio-lungo periodo. Esso riguarda in particolare l\u2019Africa. \u00c8 questa una sottolineatura molto importante, poich\u00e9 fa comprendere che una volta usciti dall\u2019emergenza provocata dalla guerra civile in Siria, la questione \u00e8 destinata a concentrarsi quasi unicamente sul fronte africano e non certo su quello mediorientale. In questa prospettiva, pi\u00f9 che di rifugiati si ritorna a parlare di immigrati spinti da motivazioni economiche, anche se i conflitti non mancano neppure in Africa.<\/p>\n<p>Il secondo aspetto che riguarda l\u2019immigrazione \u00e8 la sua complessit\u00e0: essa non si limita ai solo aspetti relativi al diritto di asilo o di ricollocazione, ma anche a questioni attinenti alle politiche di sviluppo e alla sicurezza. \u00c8 quindi necessario agire sulla base del principio di coerenza, mettendo nello stesso basket le diverse iniziative, gli strumenti e le politiche dell\u2019Ue, indirizzandole verso l\u2019obiettivo centrale di una pi\u00f9 efficace gestione dell\u2019immigrazione.<\/p>\n<p>Il terzo assunto \u00e8 il riconoscimento della forte dimensione esterna della questione. <\/p>\n<p>L\u2019immigrazione \u00e8 infatti parte sostanziale della politica estera e di sicurezza dell\u2019Unione, poich\u00e9 solo attraverso l\u2019alleanza con i paesi terzi, di origine e transito dei flussi migratori, sar\u00e0 possibile arrivare a risultati concreti e di lungo periodo. A tale proposito, si propone un profondo ripensamento dei vecchi accordi Ue\/Acp e lo sviluppo di modelli di cooperazione come quello, forse in parte contestabile, con la Turchia o il Piano di Azione uscito dal Vertice della Valletta con l\u2019Unione africana.<\/p>\n<p>L\u2019agile documento presentato dall\u2019Italia propone quindi un <i>Grand Bargain <\/i>fra Unione europea e paesi terzi africani, e lo fa attraverso una serie di suggerimenti estremamente concreti sia sul versante degli strumenti che delle iniziative legislative da prendere da entrambe le parti. <\/p>\n<p><b>Nodi problematici<\/b><br \/>Ed \u00e8 proprio qui, come era prevedibile, che cominciano le vere difficolt\u00e0. Non vi \u00e8 dubbio, infatti, che sar\u00e0 molto difficile ottenere credibili misure di controllo dei confini interni da parte dei vari paesi africani, come pure sar\u00e0 tutta in salita la strada per aiutarli a costituire degli uffici (delle specie di <i>hot spot<\/i>) sul loro territorio che riescano a valutare le richieste di emigrare. Come pure sar\u00e0 una sfida convincere molti di loro a riprendersi gli emigrati che dovessero venire respinti dall\u2019Unione.<\/p>\n<p>Ma in verit\u00e0 i maggiori ostacoli si manifesteranno all\u2019interno dell\u2019Unione. Basta vedere come sono andate finora le proposte della Commissione sulle quote di ricollocazione o le decisioni di diversi governi europei, anche guidati da socialdemocratici come \u00e8 il caso dell\u2019Austria, di erigere barriere e fili spinati sui confini interni dell\u2019Ue. <\/p>\n<p><b>Idea Eurobond<\/b><br \/>Il documento italiano, da questo punto di vista, cerca di indicare una serie di strumenti innovativi che portino ad un consistente aumento delle risorse a disposizione. A parte il riordino degli strumenti finanziari esistenti per la politica di vicinato e per le associazioni, la novit\u00e0 principale della proposta consiste in due tipi di bond europei: uno destinato ad agire da moltiplicatore per investimenti direttamente in Africa (EU-Africa bond); l\u2019altro per l\u2019aiuto da destinare ai paesi membri dell\u2019Unione europea nella gestione dell\u2019immigrazione. <\/p>\n<p>Come vi era da aspettarsi, appena \u00e8 giunto alle orecchie tedesche il termine \u201cbond\u201d &#8211; debito collettivo dell\u2019Ue &#8211; si sono immediatamente eretti i cavalli di frisia del governo, o almeno di alcuni suoi rappresentanti, volti a scoraggiare idee di questo tipo. In effetti il progetto di emettere bond europei trover\u00e0 resistenze di tutti i tipi anche perch\u00e9 alla fine la decisone dovr\u00e0 essere unanime a 28, e non solo per i paesi della zona euro. <\/p>\n<p>Tuttavia, da qualche parte bisogner\u00e0 pure cominciare e la proposta italiana ha l\u2019indubbio merito di smuovere le acque torbide che soffocano una vera presa di coscienza del tema dell\u2019immigrazione. Gli stessi tedeschi hanno controproposto una tassa sulla benzina, non si sa con quale fondamento. Ma in ogni caso, qualcosa si muove.<\/p>\n<p><b>Mancano le alleanze<\/b><br \/>La proposta va quindi portata avanti con determinazione. Ma con chi? Qui, a nostro parere, si palesa invece la debolezza dell\u2019iniziativa: non essere stata concordata a priori con alcuni nostri partner europei, a cominciare dai paesi del sud Europa, ma anche con alcuni fra i pi\u00f9 aperti del nord dell\u2019Unione. Magari valeva la pena tentare un primo approccio con la stessa Germania. <\/p>\n<p>Insomma \u00e8 mancato da parte italiana lo sforzo di creare a priori un fronte di paesi a sostegno della nostra proposta. Un <i>Coalition building <\/i>\u00e8 la precondizione necessaria al successo delle proposte. Altrimenti il rischio \u00e8 di lanciare una buona idea che poi, venendo solo da noi, rischia di essere tacciata di nascondere un conflitto di interessi. L\u2019unico segnale buono fino ad oggi \u00e8 la benevola attenzione dimostrata dalla Commissione. Ma, come ci dimostra l\u2019esperienza recente, essa non \u00e8 da sola sufficiente.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Migration Compact &#8211; un nome non proprio beneaugurante, visti i timori e i contrasti sollevati dal pi\u00f9 famoso Fiscal Compact &#8211; \u00e8 un testo che contiene molte idee interessanti e in parte innovative. 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