{"id":34220,"date":"2016-04-22T00:00:00","date_gmt":"2016-04-21T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/obama-a-londra-brexit-spaventa-anche-usa\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:50","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:50","slug":"obama-a-londra-brexit-spaventa-anche-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/04\/obama-a-londra-brexit-spaventa-anche-usa\/","title":{"rendered":"Obama a Londra, Brexit spaventa anche Usa"},"content":{"rendered":"<p>Nonostante il sostegno popolare di cui ancora gode in Europa, Barack Obama non si \u00e8 mai contraddistinto come un entusiasta sostenitore della relazione transatlantica.<\/p>\n<p>Il presidente Usa vede l\u2019alleanza con gli europei in chiave pragmatica, se non strumentale: essa serve gli interessi americani nella misura in cui gli europei contribuiscono alla sicurezza del loro vicinato orientale e meridionale &#8211; un\u2019area di interesse strategico per l\u2019America &#8211; e alla gestione delle questioni di governance globale come il riscaldamento climatico.<\/p>\n<p>Durante il suo mandato, Obama ha pi\u00f9 volte sollecitato gli europei a offrire questo contributo, qualche volta con buoni risultati (Iran, Russia), altre con risultati decisamente pi\u00f9 scoraggianti (Afganistan, Libia). Quando il contributo \u00e8 mancato, Obama si \u00e8 raramente speso per ottemperarvi con risorse proprie.<\/p>\n<p>Alla luce di ci\u00f2, pu\u00f2 sorprendere che il presidente Usa abbia accettato l\u2019invito del premier britannico David Cameron a perorare apertamente la causa della permanenza del Regno Unito nell\u2019Ue. Cameron spera che la visita di Obama dia una mano alla campagna per il S\u00ec (a restare nell\u2019Ue) nel referendum in programma il prossimo 23 giugno.<\/p>\n<p>Al momento, i sondaggi danno i due campi pi\u00f9 o meno alla pari. La possibilit\u00e0 di una Brexit &#8211; dell\u2019uscita, cio\u00e8, del Regno Unito dall\u2019Ue &#8211; \u00e8 pertanto un\u2019ipotesi plausibile, tanto plausibile, anzi, da spingere il pi\u00f9 importante leader politico del mondo ad impegnarsi personalmente per scongiurarla.<\/p>\n<p><b>La relazione speciale con il Regno Unito<\/b><br \/>Ma perch\u00e9 la Brexit interessa tanto un presidente che si \u00e8 caratterizzato pi\u00f9 che altro per la sua vocazione verso il Pacifico e per la sua tendenza a trasferire maggiori responsabilit\u00e0 agli europei? <\/p>\n<p>In primo luogo, perch\u00e9 la relazione speciale con il Regno Unito perderebbe parte del suo <i>appeal <\/i>se Londra dovesse abbandonare l\u2019Ue; in secondo luogo, perch\u00e9 la Brexit potrebbe risultare in un processo di generale destabilizzazione economica e politica dell\u2019Europa, in un momento in cui invece gli americani hanno bisogno di partner affidabili, coesi e propositivi per far fronte al revanscismo russo da una parte e dall\u2019altra per arginare l\u2019instabilit\u00e0 dilagante in Nord Africa e Medio Oriente.<\/p>\n<p>La <i>special relationship<\/i> tra Londra e Washington si fonda su tre capisaldi: la cooperazione militare e di intelligence; il sostegno britannico alle maggiori iniziative internazionali degli Usa; la capacit\u00e0 di convogliare i desiderata americani all\u2019interno dell\u2019Ue, garantendo cos\u00ec agli Stati Uniti una maggiore influenza a Bruxelles.<\/p>\n<p>La Brexit ridurrebbe il valore della relazione anglo-americana sotto tutti e tre questi profili. Impegnato nel difficile negoziato di separazione dall\u2019Ue, il Regno Unito potrebbe non essere in grado di assicurare lo stesso livello di cooperazione in campo militare offerto agli Usa nel post-Guerra fredda.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 ora, nonostante il referendum sia ancora da tenersi, \u00e8 la Francia piuttosto che un Regno Unito assorbito dai suoi problemi interni a fornire a Washington le migliori garanzie di appoggio militare, dal Sahel al Golfo Persico.<\/p>\n<p><b>Fuori dall\u2019Ue, un paese isolato<\/b><br \/>Uscito dall\u2019Ue, il Regno Unito si troverebbe pi\u00f9 isolato internazionalmente e vedrebbe il suo prestigio e status diminuire. Invece che guidare uno dei principali paesi di un\u2019organizzazione integrata e di un mercato comune di 500 milioni di consumatori, il governo britannico non rappresenterebbe che se stesso. La sua capacit\u00e0 di contribuire alle iniziative internazionali degli Usa verrebbe pertanto ridotta.<\/p>\n<p>Infine, una volta fuori dall\u2019Ue i britannici perderebbero la capacit\u00e0 di veicolare il consenso interno all\u2019Ue su questioni che stanno a cuore agli Usa, come la gestione della sicurezza in Medio Oriente o il rafforzamento dei legami con i paesi dell\u2019Europa orientale minacciati dalle interferenze russe, il libero commercio o il gran numero di iniziative di cooperazione su cui l\u2019Ue ha voce in capitolo (come il trasferimento di informazioni in chiave anti-terrorismo).<\/p>\n<p>Pi\u00f9 preoccupante di tutto \u00e8, per\u00f2, per Obama la prospettiva che una Brexit inneschi una crisi di governance e legittimit\u00e0 irreversibile in Europa, favorendo l\u2019ascesa di partiti anti-sistema che possa infine portare alla frammentazione dell\u2019Ue e ad ulteriori sconvolgimenti nei mercati internazionali.<\/p>\n<p><b>La magia del presidente<\/b><br \/>A ben vedere, quindi, al presidente Usa non mancano davvero buone ragioni per ignorare le accuse di ingerenza esterna rivoltegli dalla campagna per il No e ammonire i sudditi di Sua Maest\u00e0 delle conseguenze &#8211; tutte negative &#8211; di una Brexit.<\/p>\n<p>E come ad Obama non mancano nemmeno a tutti gli altri governi europei. Non resta che sperare che al presidente Usa sia rimasto ancora quel pizzico di magia che gli ha tanto ingraziato le folle europee nel 2008 e che il pubblico britannico sia ricettivo al suo messaggio. L\u2019alternativa potrebbe andare a danno di tutti.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nonostante il sostegno popolare di cui ancora gode in Europa, Barack Obama non si \u00e8 mai contraddistinto come un entusiasta sostenitore della relazione transatlantica. 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