{"id":34230,"date":"2016-04-23T00:00:00","date_gmt":"2016-04-22T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/erdogan-alza-la-voce-la-merkel-china-il-capo\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:50","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:50","slug":"erdogan-alza-la-voce-la-merkel-china-il-capo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/04\/erdogan-alza-la-voce-la-merkel-china-il-capo\/","title":{"rendered":"Erdogan alza la voce, la Merkel china il capo"},"content":{"rendered":"<p>Recep Tayyip Erdogan batte Angela Merkel 6-0. Usando una metafora tennistica, va detto che siamo solo al primo set (il risultato definitivo lo stabilir\u00e0 un tribunale tedesco). Ma gi\u00e0 cos\u00ec, il fatto che la cancelliera tedesca abbia ottemperato all\u2019ordine (non sapremmo chiamarlo altrimenti) di Ankara di rinviare a giudizio per offese a un capo di stato estero il comico Jan Boehmermann \u00e8 una decisione che ha dato da pensare e da scrivere in tutto l\u2019Occidente. <\/p>\n<p>Paradossalmente, le critiche pi\u00f9 articolate e estese sono venute da due quotidiani americani, il <i>New York Times<\/i> e il <i>Washington Post<\/i>, che hanno analizzato a fondo i reali rapporti di forza tra la Turchia e tutta l\u2019Unione europea (Ue). <\/p>\n<p>Che Erdogan tenga l\u2019Ue con un cappio attorno al collo \u00e8 ovvio. La sua minaccia di non ottemperare agli accordi per trattenere o richiamare in Turchia i fuggiaschi di Siria, Iraq, Afghanistan \u00e8 tale da rendere l\u2019intera Unione &#8211; che non \u00e8 riuscita a elaborare non diremo una politica comune, ma almeno una serie di misure decenti sul problema rifugiati &#8211; succube di Ankara, che \u00e8 in una posizione di forza nei confronti di qualsiasi governo europeo.<\/p>\n<p>Per\u00f2, questa \u00e8 una risposta ovvia ma incompleta alla domanda sul perch\u00e9 frau Merkel abbia ceduto al diktat di Erdogan. Un cedimento che nella storia tedesca era avvenuto altre due sole volte, quando a essere offesi furono lo shah di Persia Reza Pahlavi e il dittatore cileno Augusto Pinochet.<\/p>\n<p><b>Calcoli elettorali a Berlino<\/b><br \/>Il secondo motivo \u00e8 sotto gli occhi tutti: se il comico non fosse stato incriminato sarebbe saltata la visita ad Ankara della cancelliera. Una visita che ha importanza geopolitica ma anche economica per un paese che \u00e8 il primo della Ue per gli scambi con la Turchia, per una nazione che ospita tre milioni di turchi (e di curdi di Turchia).<\/p>\n<p>E proprio in questa presenza sta il terzo motivo del cedimento tedesco al sultano di Ankara. Quando si parla di tre milioni di turchi si fa un calcolo approssimativo; in realt\u00e0, i figli di turchi, i nipoti di turchi, quasi tutti con cittadinanza tedesca, sono di pi\u00f9. Turchi giocano nella nazionale di calcio germanica, turchi siedono al parlamento nazionale e in quelli regionali. <\/p>\n<p>Ora \u00e8 noto a tutti che la comunit\u00e0 turca, anche quella che ha la cittadinanza tedesca e che quindi vota, \u00e8 in maggioranza sostenitrice della politica e del ritorno all\u2019Islam politico di Erdogan. Rompere con Ankara significherebbe, quindi, alienarsi un bel pacchetto di voti. Anche perch\u00e9 i turco-tedeschi, stando agli analisti, votano di preferenza i cristiano-democratici piuttosto che i socialdemocratici.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi il problema del visto per i turchi. Il primo ministro Ahmet Davutoglu sta facendo la voce grossa: se il visto per i suoi concittadini diretti in Ue non sar\u00e0 abolito entro giugno, minaccia, <i>\u00e7a va sans dire<\/i>, ritorsioni, vedi caso proprio a proposito dei profughi (che, va detto, sono quasi scomparsi sul versante dell\u2019Egeo).<\/p>\n<p><b>Un segnale diretto a Mosca<\/b><br \/>Basterebbero queste considerazioni a spiegare l\u2019atteggiamento della signora Merkel. Ma c\u2019\u00e8 anche dell\u2019altro. Primo, \u00e8 quasi ovvio che il processo a Jan Boehmermann si concluder\u00e0 con una assoluzione o con una condanna simbolica. Il che dovrebbe far decantare il temporale delle proteste per un rinvio a giudizio che va contro la libert\u00e0 di satira (anche se si trattava di una satira un po\u2019 stupida, diciamolo). <\/p>\n<p>Secondo, la messa sotto processo di Boehmermann \u00e8 un segnale ad altri comici, satiri, attori, disegnatori e assimilati che da tempo punzecchiano un altro sultano, lo zar Vladimir Putin. Un altro che mal tollera ogni attacco alla sua personalit\u00e0 e al suo ipertrofico ego. <\/p>\n<p>E i rapporti con la Russia, come noto, per la Germania sono ancora pi\u00f9 importanti di quelli con la Turchia. A dimostrarlo, basterebbe esaminare come la Germania ha applicato le sanzioni contro la Russia stabilite dopo i fatti dell\u2019Ucraina. Insomma, il caso in questione potrebbe rappresentare insieme una soddisfazione al Signore di Ankara, un test a costo zero per la Germania, e anche un avviso ad altri critici di altri capi di stato non esattamente democratici n\u00e9 tantomeno tolleranti.<\/p>\n<p>N\u00e9 vale molto l\u2019osservazione che anche altri paesi hanno nei loro codici il reato di offesa a capo di stato estero. C\u2019\u00e8 capo di stato e capo di stato: Idi Amin Dad\u00e0 non era paragonabile a Charles De Gaulle. E Erdogan somiglia pochissimo a un presidente democratico.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recep Tayyip Erdogan batte Angela Merkel 6-0. Usando una metafora tennistica, va detto che siamo solo al primo set (il risultato definitivo lo stabilir\u00e0 un tribunale tedesco). 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