{"id":34240,"date":"2016-04-24T00:00:00","date_gmt":"2016-04-23T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/ue-e-referendum-si-diffonde-il-virus-dolanda\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:50","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:50","slug":"ue-e-referendum-si-diffonde-il-virus-dolanda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/04\/ue-e-referendum-si-diffonde-il-virus-dolanda\/","title":{"rendered":"Ue e Referendum, si diffonde il virus d\u2019Olanda"},"content":{"rendered":"<p>Un nuovo pericolo sembra aggirarsi per le capitali degli stati membri dell\u2019Unione europea (Ue) preoccupando pi\u00f9 di un governo: il referendum.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che in molti invocano come una delle pi\u00f9 alte e limpide espressioni della democrazia minaccia, infatti, di rivelarsi come nuova fonte di insidie per il futuro della malconcia Unione, nonch\u00e9 uno strumento meno democratico di quanto appaia a prima vista.<\/p>\n<p>La consultazione popolare tenutasi a inizio aprile nei Paesi Bassi in merito alla ratifica dell\u2019Accordo di associazione siglato tra Ue ed Ucraina ha inaugurato un tour referendario che proseguir\u00e0 in Ungheria, per scoprire se gli ungheresi sono d\u2019accordo con la ricollocazione dei rifugiati proposta dalla Commissione, per arrivare infine all\u2019attesa tappa nel Regno Unito, nella quale i sudditi di Sua Maest\u00e0 si pronunceranno sulla loro futura permanenza nell\u2019Ue. L\u2019inizio per Bruxelles non \u00e8 stato dei migliori.<\/p>\n<p><b>La vicenda nei Paesi Bassi<\/b><br \/>Il 62% dei cittadini olandesi che hanno partecipato al referendum, circa il 32% degli aventi diritti al voto, ha chiesto al proprio governo di riesaminare la ratifica dell\u2019Accordo con l\u2019Ucraina, che per entrare in vigore necessita non solo dell\u2019approvazione del Parlamento europeo ma di tutti e 28 i parlamenti nazionali.<\/p>\n<p>Un ostacolo imprevisto aggirato &#8211; per ora &#8211; con un voto parlamentare (75 voti a 71) che ha riaffermato il sostegno all\u2019Accordo, ma che non ha potuto evitare la vittoria mediatica dei promotori del referendum e dei partiti di opposizione che lo hanno cavalcato con lo spauracchio dei migranti ucraini che si abbeverano nei pub di Amsterdam.<\/p>\n<p>Un successo che potrebbe spianare la strada a nuove tornate referendarie. Nel mirino degli euroscettici olandesi ci sarebbe gi\u00e0 il Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti (Ttip), se mai dovesse vedere la luce.<\/p>\n<p>Se l\u2019esito del referendum olandese riporta alla memoria consultazioni passate rivelatesi ben pi\u00f9 traumatiche per l\u2019Ue (nel 2005 i cittadini del paese bocciarono la ratifica del Trattato costituzionale europeo), relegare gli eventi ad una semplice \u201cattitudine nazionale\u201d rischia di essere riduttivo.<\/p>\n<p><b>Il fascino indiscreto della democrazia diretta<\/b><br \/>L\u2019attenzione richiamata dal secco \u201cno\u201d, unita al fascino indiscreto della democrazia diretta contrapposta alla tecnocrazia europea, potrebbe influenzare i risultati dei prossimi referendum in Ungheria e Regno Unito, con conseguenze ben pi\u00f9 rilevanti. La vicenda olandese non suggerisce per\u00f2 solo delle considerazioni congiunturali a breve termine, ma altres\u00ec una valutazione pi\u00f9 strutturale sulla democraticit\u00e0 del referendum quale strumento decisionale applicato alle questioni europee.<\/p>\n<p>La semplice constatazione che la preferenza diretta di un\u2019esigua minoranza di cittadini olandesi (ancor pi\u00f9 esigua se la rapportiamo ai 500 milioni di cittadini dell\u2019Ue) possa bloccare la volont\u00e0 indiretta di un\u2019ampia maggioranza di europei (quasi tutti gli stati membri dell\u2019Ue hanno ratificato l\u2019Accordo di associazione) suscita qualche dubbio sulla genuinit\u00e0 della libert\u00e0 democratica espressa da questo tipo di referendum.<\/p>\n<p>Una libert\u00e0 che, intesa come autonomia politica dalle scelte esterne, potrebbe declinarsi sia in dispotismo della maggioranza che in dittatura della minoranza, a secondo che la si guardi, rispettivamente, attraverso gli occhi di un olandese o di un qualsiasi altro cittadino europeo.<\/p>\n<p>Il fattore discriminante tra le due posizioni risiede nell\u2019idea che si ha dell\u2019Ue. Per coloro che, come i partiti euroscettici, interpretano l\u2019Unione come uno spazio politico composto da 28 collettivit\u00e0 nazionali separate, dotata ognuna di un potere di veto rispetto alle decisioni raggiunte a livello europeo, la consultazione olandese \u00e8 un esempio di democrazia.<\/p>\n<p>Per coloro che invece guardano all\u2019Ue come un unico corpo collettivo nel quale si decide a maggioranza (come in tutte le democrazie), la consultazione olandese \u00e8 tutt\u2019altro che legittima. Entrambe le visioni sono lecite, ma guardando al livello di integrazione raggiunto dagli stati membri in certi ambiti (mercato unico, su tutti) risulta pi\u00f9 difficile sostenere l\u2019esistenza di 28 collettivit\u00e0 separate e pienamente autonome.<\/p>\n<p>Si prenda come altro esempio il referendum greco sul piano di aiuti finanziari negoziato dal governo di Atene con la troika. Fino a che punto poteva definirsi esclusivamente nazionale la decisione dei cittadini greci in merito all\u2019utilizzo e al ritorno di prestiti provenienti dai contribuenti di altri Stati? <\/p>\n<p><b>Rivalorizzare il ruolo del Parlamento europeo<\/b><br \/>Le consultazioni popolari riguardanti questioni europee, per loro natura condivise, tendono cos\u00ec a mettersi al servizio dell\u2019interesse nazionale (per non dire nazionalismo), gi\u00e0 tutelato per\u00f2 dai singoli governi all\u2019interno Consiglio dell\u2019Ue.<\/p>\n<p>Per decisioni politiche i cui effetti travalicano i confini nazionali il processo democratico dovrebbe fare lo stesso per definirsi tale.<\/p>\n<p>Nell\u2019Ue, la sede preposta all\u2019esercizio della democrazia sovranazionale \u00e8 il Parlamento europeo, eletto dai cittadini dell\u2019Ue sulla base di programmi europei e devoto all\u2019interesse comune (a differenza dei parlamenti nazionali). Toccher\u00e0 quindi all\u2019assemblea di Strasburgo fornire quella legittimit\u00e0 democratica che manca attualmente all\u2019Accordo di associazione con l\u2019Ucraina, e che, al contrario, non ha potuto assicurare al piano di aiuti verso la Grecia.<\/p>\n<p><b>Le differenze con la Brexit<\/b><br \/>Discorso differente andrebbe fatto per il referendum britannico, dove alla base del quesito giace una domanda esistenziale, l\u2019appartenenza o meno a quell\u2019unico corpo collettivo chiamato Ue.<\/p>\n<p>In questo caso \u00e8 giusto che siano solo i cittadini del Regno Unito a decidere del proprio destino in modo consapevole. Una responsabilit\u00e0 non da poco, che al di fuori delle regole del gioco democratico incarna la sfida pi\u00f9 grande di qualsiasi democrazia, quella che Norberto Bobbio chiamava del cittadino ben educato. <\/p>\n<p>Se la maggior parte dei britannici arriver\u00e0 al voto in maniera informata e conscia degli effetti derivanti dalle proprie scelte, la democrazia avr\u00e0 vinto, comunque vada. Ma se cos\u00ec non fosse, si realizzer\u00e0 un\u2019illusione di democrazia o ancora peggio un vero e proprio inganno perpetrato da chi ha promosso il referendum per interessi politici personali o facendo disinformazione. In tal caso, i primi a dover temere qualsiasi referendum non dovrebbero essere i governi dell\u2019Ue, ma i suoi cittadini.<\/p>\n<p>.  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un nuovo pericolo sembra aggirarsi per le capitali degli stati membri dell\u2019Unione europea (Ue) preoccupando pi\u00f9 di un governo: il referendum. 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