{"id":34300,"date":"2016-04-27T00:00:00","date_gmt":"2016-04-26T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/migranti-quei-minori-ai-confini-deuropa\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:48","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:48","slug":"migranti-quei-minori-ai-confini-deuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/04\/migranti-quei-minori-ai-confini-deuropa\/","title":{"rendered":"Migranti, quei minori ai confini d\u2019Europa"},"content":{"rendered":"<p>In Grecia, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3409\" target=\"blank\"><b><u>dopo l\u2019accordo fra Unione europea e Turchia<\/u><\/b><\/a>, migliaia di bambini e minori migranti soli sono a rischio di violenza e sfruttamento.<\/p>\n<p>Le enormi difficolt\u00e0 che questi minori hanno affrontato per arrivare in Europa, mettendo a rischio ancora una volta la loro vita &#8211; oltre 1.260 persone risultano morte o disperse in mare dall\u2019inizio dell\u2019anno, nel tentativo di raggiungere le coste del Vecchio continente &#8211; non sono finite.<\/p>\n<p>Cercavano una speranza e un\u2019occasione di futuro, hanno trovato muri e filo spinato. L\u2019Unione europea ha abbandonato i minori che viaggiano soli ed \u00e8 venuta meno ai propri obblighi chiudendo le frontiere e implementando l\u2019accordo Ue-Turchia, senza assicurarsi che venissero rispettate le salvaguardie legali.<\/p>\n<p><b>Bambini non accompagnati<\/b><br \/>\nDall\u2019inizio dell\u2019anno sono pi\u00f9 di 154.000 i profughi che sono arrivati in Grecia; due su tre sono donne e bambini. Di questi, almeno 2.000 sono minori non accompagnati &#8211; provenienti per lo pi\u00f9 da Pakistan, Afghanistan, Siria e Iraq &#8211; che hanno raggiunto l\u2019Europa da soli o che hanno perso la loro famiglia lungo il tragitto e ora sono bloccati in Grecia in seguito alla chiusura delle frontiere, a fronte di soli 477 posti disponibili a ospitarli in strutture adeguate in tutto il Paese.<\/p>\n<p>Il 75% di loro non ha un posto sicuro dove stare. Non si sa dove collocare i nuovi arrivati che, spesso, vengono rinchiusi in centri di detenzione o commissariati di polizia per lunghi periodi di tempo. Molti dei minori non vengono registrati al loro arrivo in Grecia e rimangono quindi completamente invisibili alle agenzie umanitarie e governative, a volte vengono identificati come maggiorenni o come accompagnati da altre persone e non ricevono il sostegno a cui hanno diritto.<\/p>\n<p>In Grecia si verifica il paradosso che, da un lato ci sono bambini e giovani rinchiusi in centri di detenzione &#8211; una misura che non pu\u00f2 mai essere considerata corrispondente al migliore interesse del minore -, mentre dall\u2019altro tanti giovani migranti soli e vulnerabili sono lasciati senza riparo e al freddo, come succede per esempio ad Atene, perch\u00e9 l\u2019offerta di alloggi sicuri e servizi adeguati \u00e8 nettamente inferiore alla domanda.<\/p>\n<p>Dormono all\u2019aperto in luoghi di accoglienza non ufficiali, sempre pi\u00f9 precari, e sfuggono alle maglie del sistema. Sono esposti a numerosi rischi come quello di abuso, sfruttamento da parte dei trafficanti, rischiano di ammalarsi e sono molto fragili a livello psicologico.<\/p>\n<p>Attualmente, solo al Campo di Moria a Lesbo, dove ci sono oltre 3.300 persone, 157 minori non accompagnati sono rinchiusi nell\u2019area di prima accoglienza e 62 nella zona gestita dalla polizia, dove vivono in stanze sporche e non hanno letti a sufficienza, in una condizione estremamente pericolosa per il loro benessere fisico e mentale. Non hanno accesso ai servizi legali o ad altri tipi di assistenza di base di cui avrebbero urgente bisogno.<\/p>\n<p><b>Rifugi informali e rischio abusi<\/b><br \/>\nAnche al confine settentrionale della Grecia, i bambini e i minori che viaggiano soli dormono in rifugi informali e continuano a essere esposti ad abusi, violenza e sfruttamento. Molti erano in viaggio per raggiungere i familiari in Europa quando, il mese scorso, si sono visti sbarrare i confini. Solo a Idomeni, divenuta tristemente nota come il luogo simbolo di questa crisi migratoria, oltre 10.000 persone aspettano disorientate, in attesa di capire cosa ne sar\u00e0 del loro futuro. Tra queste, migliaia sono i bambini, la maggior parte dei quali con meno di 10 anni.<\/p>\n<p><i>Save the Children<\/i> ha visto minori soli e vulnerabili dormire nel fango o dentro cartoni, accanto a fuochi improvvisati accesi con materiale disparato, pur di riscaldarsi nelle fredde notti trascorse all\u2019addiaccio, esposti al rischio di ammalarsi a causa delle critiche condizioni igienico-sanitarie e a violenze in un contesto di totale promiscuit\u00e0.<\/p>\n<p>In Grecia, <i>Save the Children<\/i> ha raggiunto oltre 352.000 profughi e migranti, di cui oltre 138.000 bambini, con programmi di nutrizione, distribuzione di beni di prima necessit\u00e0, aree dedicate a mamme e neonati, gestione di rifugi per minori non accompagnati, in coordinamento con organizzazioni e autorit\u00e0 locali.<\/p>\n<p>Negli spazi a misura di bambino, che <i>Save the Children<\/i> ha allestito a Idomeni, cos\u00ec come a Lesbo e in tante altre strutture delle isole e della terraferma, i piccoli frequentatori provano, con l\u2019aiuto degli educatori, a recuperare un senso di normalit\u00e0, tornando per un po\u2019 davvero a sentirsi di nuovo bambini.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Grecia, dopo l\u2019accordo fra Unione europea e Turchia, migliaia di bambini e minori migranti soli sono a rischio di violenza e sfruttamento. 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