{"id":34360,"date":"2016-05-03T00:00:00","date_gmt":"2016-05-02T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/africa-al-qaeda-contro-isis\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:46","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:46","slug":"africa-al-qaeda-contro-isis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/05\/africa-al-qaeda-contro-isis\/","title":{"rendered":"Africa, Al Qaeda contro Isis"},"content":{"rendered":"<p>Il proliferare di gruppi terroristici di matrice islamica costituisce una delle maggiori preoccupazioni della comunit\u00e0 internazionale nel continente africano. Tuttavia, la natura del terrorismo in Africa e la moltiplicazione dei gruppi armati che utilizzano metodi di guerriglia ed atti terroristici suggerisce uno scenario molto pi\u00f9 complesso di quello normalmente descritto. <\/p>\n<p>Infatti, seppur pi\u00f9 o meno connessi con reti terroristiche internazionali, i gruppi terroristici operanti nel continente sono spesso estremamente legati alle realt\u00e0 locali in cui si formano ed operano, ed \u00e8 in tale contesto che sviluppano la propria strategia, ed \u00e8 in questa cornice che la risposta della comunit\u00e0 internazionale dovrebbe agire. <\/p>\n<p><b>Fondamentalisti locali e reti globali<\/b><br \/>La maggioranza dei gruppi terroristici presenti in Africa si divide secondo la propria affiliazione alle maggiori reti internazionali che propugnano un ricorso al jihad: Al Qaeda e l\u2019autoproclamatosi stato islamico. Tra gli affiliati ad Al Qaeda si distinguono notoriamente Aqim (Al Qaeda in the Islamic Maghreb), operante in Algeria, Mali, Senegal, Costa d\u2019Avorio e Burkina Faso, i Murabitun in Mali, Ansar Al Sharia in Libia e Al-Shabaab, attivo soprattutto in Somalia e Kenya. <\/p>\n<p>Tra gli affiliati al sedicente stato islamico, invece, si annoverano Boko Haram, operante principalmente in Nigeria, ma con tendenze a diffondersi nei paesi confinanti come Ciad e Camerun, e gruppi dell\u2019Isis attivi in Libia, Tunisia ed Egitto. <\/p>\n<p>Negli ultimi mesi, tutti questi gruppi hanno moltiplicato le loro azioni con significativi attacchi principalmente volti a colpire obiettivi civili, come gli hotel in Mali e Burkina Faso (Aqim), i resort in Egitto e Tunisia (Isis), ristoranti, centri commerciali, scuole in Somalia e Kenya (Al-Shabaab) o villaggi in Nigeria, Camerun e Ciad (Boko Haram). <\/p>\n<p>La deriva preoccupante di questo intensificarsi degli attacchi \u00e8 che una vera e propria competizione tra gruppi afferenti ad Al-Qaeda e allo stato islamico si sia messa in moto in Africa in una corsa alla propaganda basata sul numero e l\u2019intensit\u00e0 degli attacchi. <\/p>\n<p><b>Scontro fra jihadisti<\/b><br \/>Infatti, seppur incitando al jihad e propugnando il rispetto della sharia, le due reti internazionali sono di fatto in competizione per affermarsi come punto di riferimento del jihad e l\u2019Africa \u00e8 diventata lo scenario di questa guerra allo stesso tempo ideologica e materiale. <\/p>\n<p>In tale competizione, un ruolo centrale \u00e8 ricoperto dalla diversa concezione di controllo del territorio e territorialit\u00e0 che i due gruppi adottano e che, in Africa in particolare, \u00e8 tutt\u2019altro che secondaria. <\/p>\n<p>Se gruppi affiliati ad Al Qaeda, infatti, non mirano realisticamente ad instaurare regimi alternativi, ma anzi si autoalimentano grazie al caos ed all\u2019assenza di poteri e controllo, i gruppi affiliati allo stato islamico concepiscono la presa del territorio come uno dei nodi cruciali della propria azione.<\/p>\n<p>Infatti, le strategie di Boko Haram o del gruppo stato islamico in Libia &#8211; che controllano direttamente porzioni di territorio e fanno spesso ricorso a rapimenti &#8211; differiscono notevolmente dagli attacchi pi\u00f9 simili alla guerriglia tipici di gruppi affiliati ad Al Qaeda come Aqim. <\/p>\n<p>Per tale differente concezione della territorialit\u00e0, non sembra un caso che gruppi qaedisti si siano principalmente diffusi in aree tradizionalmente caratterizzate da popolazioni nomadi &#8211; come il Sahel e la Somalia (seppur Al Shabaab abbia marcati tratti nazionalistici) -, dove i confini sono necessariamente permeabili e traffici di ogni tipo alimentano anche il terrorismo.<\/p>\n<p><b>La risposta internazionale<\/b><br \/>In risposta alla minaccia del terrorismo, l\u2019intervento militare \u00e8 stato il primo e tuttora il principale strumento messo in atto dalla comunit\u00e0 internazionale e da attori regionali. <\/p>\n<p>Missioni con mandati di varia natura &#8211; dal contrasto del terrorismo al supporto pi\u00f9 generale alla costruzione di capacit\u00e0 statuali &#8211; si sono diffuse sul territorio africano: tra le altre, Operation Serval (Francia), Afisma (Unione africana-Ecowas) e Minusma (Nazioni Unite) in Mali; Amisom (Unione africana) in Somalia; e la Multinational Joint Task Force contro Boko Haram in Nigeria. <\/p>\n<p>Tuttavia, una risposta puramente militare al diffondersi di gruppi terroristi non sembra essere adeguata al fenomeno; anzi, in alcuni casi, potrebbe essere controproducente andando ad incrementare, anzich\u00e9 ridurre, il numero di potenziali combattenti, a causa della possibile commistione tra mancanza di opportunit\u00e0 e sentimenti di rivalsa verso ingerenze esterne. <\/p>\n<p>Infatti, il terrorismo riesce ad alimentarsi anche grazie ad una serie di condizioni che rendono la militanza armata estremamente attraente. Tra queste condizioni, ci sono sicuramente la possibilit\u00e0 di avere introiti &#8211; in un contesto dove le opportunit\u00e0 economiche sono estremamente limitate &#8211; ed un sentimento di marginalizzazione all\u2019interno della societ\u00e0 che difficilmente pu\u00f2 essere ribaltato. <\/p>\n<p><b>Strategie diversificate<\/b><br \/>Nel lungo periodo, dunque, la necessit\u00e0 \u00e8 quella di creare alternative concrete al terrorismo, in particolare per i giovani, e sostenere processi politici e di sviluppo che siano inclusivi e che tengano in conto le realt\u00e0 locali, non da ultimo il ruolo che le comunit\u00e0 giocano in molte societ\u00e0 africane nel determinare anche rapporti e scelte individuali. <\/p>\n<p>Inoltre, le risposte al proliferare del terrorismo sul continente dovrebbero essere maggiormente diversificate, anche a seconda delle diverse strategie utilizzate dai gruppi terroristici. <\/p>\n<p>Infatti, gruppi che mirano al controllo del territorio e gruppi che utilizzano maggiormente tecniche di guerriglia presentano caratteristiche e rivendicazioni diverse che devono essere adeguatamente prese in considerazione. <\/p>\n<p>Infatti, se per entrambe le categorie \u00e8 cruciale agire sui canali di finanziamento, un pi\u00f9 efficiente controllo dei traffici di armi e dei canali di reclutamento, le rivendicazioni sono diverse e si dividono sommariamente in chi beneficia maggiormente dal caos tout court e chi mira a stabilire un ordine alternativo. Ed i processi politici &#8211; e non solo &#8211; che si occupano di queste questioni non possono trattarli allo stesso modo. <\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il proliferare di gruppi terroristici di matrice islamica costituisce una delle maggiori preoccupazioni della comunit\u00e0 internazionale nel continente africano. Tuttavia, la natura del terrorismo in Africa e la moltiplicazione dei gruppi armati che utilizzano metodi di guerriglia ed atti terroristici suggerisce uno scenario molto pi\u00f9 complesso di quello normalmente descritto. 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