{"id":34370,"date":"2016-05-03T00:00:00","date_gmt":"2016-05-02T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/brexit-se-si-riaccende-la-fiamma\/"},"modified":"2017-11-03T15:16:46","modified_gmt":"2017-11-03T14:16:46","slug":"brexit-se-si-riaccende-la-fiamma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/05\/brexit-se-si-riaccende-la-fiamma\/","title":{"rendered":"Brexit, se si riaccende la fiamma"},"content":{"rendered":"<p><i><font size=\"1\">Come andr\u00e0 a finire il voto sulla permanenza del Regno Unito nell\u2019Unione europea. L\u2019ambasciatore Antonio Armellini delinea i due scenari opposti, ragioni e conseguenze. <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3431\" target= \"blank\"><b><u>Nel primo articolo<\/u><\/b><\/a> si era immaginata la vittoria della fuoriuscita di Londra dall\u2019Ue. In questo si ipotizza invece la prevalenza nelle urne del fronte opposto<\/i><\/font>. <\/p>\n<p>Dunque \u00e8 ufficiale: Londra rimane membro dell\u2019Unione europea, Ue. L\u2019incertezza, dopo che i primi exit poll avevano indicato un testa a testa, \u00e8 finita nella giornata di ieri con la conferma che il \u201csoccorso rosso\u201d del voto laburista nel Nord dell\u2019Inghilterra ha funzionato meglio del previsto. <\/p>\n<p>Il numero di votanti ha superato di poco il 60% e lepercentuali &#8211; 52% a favore e 41% contro &#8211; ricordano quelle del referendum sulla Scozia del 2014. Le grandi citt\u00e0 &#8211; Londra, Manchester, Birmingham &#8211; hanno votato compattamente per il <i>remain<\/i>, come la Scozia e l\u2019Irlanda del Nord, ma quello che soprattutto ha contato \u00e8 stato l\u2019afflusso maggiore del previsto dei giovani: complice forse il cattivo tempo, sono stati probabilmente loro a decidere l\u2019esito della contesa. <\/p>\n<p>L\u2019appoggio degli <i>shirese<\/i> del Sud dell\u2019Inghilterra per il <i>brexit <\/i>non ha subito incrinature, cosicch\u00e9 il paese si presenta sempre pi\u00f9 diviso su linee geografiche (Sud e Nord, Inghilterra e Irlanda e Scozia e Galles); generazionali (giovani e laureati e pensionati e lavoratori non qualificati); socio-culturali (grandi citt\u00e0 e provincia e zone rurali).<\/p>\n<p><b>Voto razionale<\/b><br \/>L\u2019ultimo psicodramma greco, e il fallito tentativo di dare vita a un vero sistema di controllo comune alle frontiere mentre l\u2019accordo con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan traballa vistosamente e si \u00e8 aperto un nuovo drammatico fronte con la Libia, non sono bastati a convincere l\u2019elettorato a scegliere quel miscuglio tipicamente britannico di insularismo fatto di diffidenza per tutto ci\u00f2 che sa di straniero, di nazionalismo nutrito da nostalgie imperiali per una inesistente \u201canglosfera\u201d in cui trovare rifugio salvifico dall\u2019Europa, su cui avevano puntato i <i>brexiteers <\/i>per contrastare il coro degli argomenti che quasi tutta l\u2019industria, la City e la grande maggioranza degli alleati avevano intonato per sostenere il governo nella campagna per il <i>remain<\/i>.<\/p>\n<p>Non per questo il voto \u00e8 stato ispirato da considerazioni razionali: del resto, di razionalit\u00e0 in questa campagna elettorale se ne \u00e8 vista ben poca. Pi\u00f9 semplicemente, le correnti psicologiche e \u201cdi pancia\u201d, su cui il <i>brexit <\/i>pensava di fare leva, hanno ceduto il passo ad un\u2019altra fondamentale componente della \u201cpancia\u201d del paese: il pragmatismo che l\u2019ha indotto a scegliere il \u201cdiavolo che si conosce\u201d piuttosto che farsi sedurre dal salto nel buio verso una immaginaria sovranit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019Europa che ha vinto \u00e8 quella del mercato e delle convenienze economiche: essa &#8211; come ha ben chiarito l\u2019eccezione sulla \u201cevercloser union\u201d voluta dal premier David Cameron &#8211; ha poco da spartire con l\u2019idea di una Unione di paesi che condividano un comune obiettivo politico di integrazione, per quanto lontana. <\/p>\n<p>Di questa Europa mercantile per\u00f2 gli inglesi hanno, per la seconda volta in quarant\u2019anni, dichiarato di voler fare parte e sta ora agli altri fare i conti con la situazione. E decidere il da farsi.<\/p>\n<p><b>Europa, un sospiro di sollievo<\/b><br \/>Le reazioni in Europa sono state, come prevedibile, di sollievo. Angela Merkel ha dichiarato che la Gran Bretagna ha fatto una scelta che la rafforzer\u00e0, e con essa rafforzer\u00e0 tutta l\u2019Europa. Matteo Renzi ha detto che si apre la prospettiva di una sempre pi\u00f9 stretta cooperazione fra due grandi paesi che insieme possono costruire una Europa diversa, pi\u00f9 libera e vicina ai cittadini. <\/p>\n<p>Hollande si \u00e8 unito al coro, non senza ricordare che passato questo scoglio decisivo, l\u2019Europa intera deve ora riprendere con lena il cammino verso il completamento dell\u2019Unione. <\/p>\n<p>Tutt\u2019altra musica fra i nuovi paesi membri dell\u2019Europa dell\u2019Est. L\u2019ungherese Viktor Orban e il polacco Andrzej Duda hanno annunciato una riunione straordinaria del \u201cGruppo di Visegrad\u201d per proporre un asse con la Gran Bretagna volto a superare l\u2019illusione pericolosa dell\u2019euro e mettere fine all\u2019erosione delle sovranit\u00e0 nazionali voluta dalla burocrazia brussellese. <\/p>\n<p>Applauditi in questo dall\u2019Austria e criticati un po\u2019 da tutti gli altri, ma non da Marine Le Pen e Matteo Salvini, che si sono fatti promotori di un manifesto dei movimenti euroscettici europei per \u201cazzerare l\u2019euro e cambiare l\u2019Europa che affama i suoi cittadini\u201d grazie anche (si presume) all\u2019appoggio che a questo progetto dovrebbe dare Londra.<\/p>\n<p><b>Cameron chiede nuove modifiche<\/b><br \/>David Cameron ha dichiarato che la Gran Bretagna resta in Europa per cambiarla, non ritenendo sufficiente quanto sin qui ottenuto, e si \u00e8 impegnato a indire un nuovo referendum se, in capo a due anni, le modifiche richieste da Londra non saranno state accettate. <\/p>\n<p>Una mossa ad un tempo difficile e pericolosa (per la stabilit\u00e0 dell\u2019Ue), con la quale cerca di rafforzare la sua posizione nei confronti della maggioranza euroscettica del partito, decisa a continuare a dare battaglia. <\/p>\n<p>Pi\u00f9 che da Boris Johnson &#8211; il cui ruolo di \u201cparricida\u201d ufficiale appare un po\u2019 appannato per l\u2019eccesso di violenze retoriche fini a s\u00e9 stesse &#8211; dovr\u00e0 guardarsi dai mediatori che gi\u00e0 si annunciano all\u2019interno del governo. Da Michael Gove soprattutto, anche se un pensierino potrebbe farlo Philip Hammond. <\/p>\n<p>Nigel Farage si \u00e8 dimesso come annunciato e manovra per far confluire l\u2019Ukip nei <i>tories <\/i>spingendone l\u2019asse ancor pi\u00f9 verso destra. Cosa questa che potrebbe innescare la reazione opposta di quanti guardano a personaggi come Kenneth Clarke per dare vita a un nuovo partito moderato e filo-europeo, in cui accogliere anche quanto resta della pattuglia liberale.<\/p>\n<p><b>Ue, esame rimandato<\/b><br \/>La Gran Bretagna che rimane nell\u2019Ue consente a questa di rimandare l\u2019esame autocritico che una vittoria del <i>brexit <\/i>avrebbe reso inevitabile. Ma non di rinunciarvi: Londra continuer\u00e0 ad opporsi a qualsiasi tentativo di dare maggiore coesione al processo di integrazione e star\u00e0 attenta ad evitare, soprattutto, ogni decisione che immagini possa incidere negativamente sui suoi interessi. <\/p>\n<p>Allo stesso tempo, appare sempre pi\u00f9 chiaro che il futuro dell\u2019euro \u00e8 legato alla capacit\u00e0 dei suoi membri di compiere un salto di qualit\u00e0 in senso sovranazionale: un ministro unico delle Finanze, senza una politica fiscale comune e soprattutto senza un progetto politico condiviso, rischierebbe di essere l\u2019ennesimo fuoco fatuo dell\u2019Europa unita. <\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una forte contraddizione fra l\u2019Europa di Altiero Spinelli e quella di Margaret Thatcher: andr\u00e0 risolta e nessuna delle parti ha ben chiaro come. Una grande confusione sotto il cielo, di cui non si sentiva davvero il bisogno.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come andr\u00e0 a finire il voto sulla permanenza del Regno Unito nell\u2019Unione europea. L\u2019ambasciatore Antonio Armellini delinea i due scenari opposti, ragioni e conseguenze. Nel primo articolo si era immaginata la vittoria della fuoriuscita di Londra dall\u2019Ue. In questo si ipotizza invece la prevalenza nelle urne del fronte opposto. 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